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Corriere di Gela | Solo e sotto assedio
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notizia del 14/05/2011 messa in rete alle 15:24:00
Solo e sotto assedio

Finalmente si assegnano i posti alla rotonda ad est di Macchitella e cosa succede? Rissa e due cinesi vanno dritto all'ospedale. Ristabilita la calma, parte il “rewind” che avvolge il nastro. Anche gli extracomunitari hanno appreso la lezione anglosassone: “the show must go on”. Le merci contraffatte, ad esempio, tornano puntualmente ad imperare, sotto l'occhio “vigile” dei clienti, ovviamente. Ma è solo l'aperitivo.

Quello di domenica mattina, infatti, è un piccolo assaggio del ricco menù preparato per il martedì. All'alba gli ambulanti sono già davanti al municipio, dopo aver invaso ed occupato piazza San Francesco, premurandosi di bloccare il traffico nel centro storico. Poco più tardi cercheranno di forzare il portone d'ingresso del palazzo di città. Forze dell'ordine in perfetto stile anti sommossa tengono botta, ma diventa giorno di vacanza al comune: tutti a casa e niente lavoro. Dunque, niente servizi per la cittadinanza. Qualcuno se ne sarà accorto? Probabilmente si, chissà. Persino i consiglieri comunali hanno dovuto rassegnarsi all'evidenza e ci immaginiamo il loro grande rammarico (!): la seduta per l'emergenza idrica viene così spostata a giovedì. Un ambulante si sente male e va all'ospedale. Un altro sale sopra un furgone e si cosparge di benzina. Un altro ancora, ai microfoni, minaccia di piazzare la bancherella il martedì successivo dove dice lui, in barba ad una determina sindacale, in una città dove non è manco residente. Un ultimo, infine, davanti la telecamera si dice senza laurea ma ci intrattiene con una piccola lezione di microeconomia. E' troppo, in effetti. Intanto, il Sindaco entra in municipio da un passaggio nascosto ai più.

C'è qualcuno della giunta con lui. Da li a poco si recherà in prefettura a Caltanissetta, dove verrà decisa una sospensione del mercato per 2 settimane, per motivi di ordine pubblico. Fioccano le telefonate a cui seguiranno i comunicati stampa di solidarietà. Ma è tutta una sceneggiata di mero opportunismo e falsa cortesia. Perchè?

Perché, di fatto, è un uomo solo, questo sindaco. Mi sbaglierò, ma ne ho la forte impressione. Ha ereditato una situazione disastrata, fatta di monologhi e tanta, tanta demagogia, ma non può attaccare chi lo ha sostenuto in campagna elettorale, passando per colui che alla fine è stato decisivo. Non solo, gli dà pure una mano d'aiuto all'interno del partito a livello locale: elezione del segretario cittadino docet. Inoltre, nomina nella sua giunta un assessore a lui vicino, consentendo con lo scorrimento di lista l'ingresso al civico consesso di un altro sempre a lui fedelissimo, già presidente di quartiere. E non dimentichiamoci la presidenza dell'Ato Rifiuti. In altri paesi si chiamerebbe continuità. A Gela si dissimulano cose anche peggiori, figuriamoci. A farne le “spese”, almeno per ora, è il suo principale sponsor alle primarie ed in campagna elettorale. Eppure è il più lesto a solidarizzare con il primo cittadino per l'assedio di martedì mattino. Per quel che affiora in superficie, finora ha avuto solo qualche contentino, sempre se l'ha avuto.

Comunque meno di quanto si pronosticava, visto come si è speso in campagna elettorale con tanto di lista nominativa. Ma cosa gli importa a costui di tutto il resto? L'importante è che il sindaco garantisca affinché il “grande nemico” non rivendichi nulla: perché le elezioni le ha perse! Ma le ha perse? I suoi “affecionados” sono all'interno del gruppo consiliare: un gruppo unico, purché democratico! E' chiaro che il grande sconfitto aspetti solo il dispositivo “ribaltone” d'appello, col ghigno di chi la sa lunga. Altrimenti, a che serviva l'intervento a gamba tesa emendato nella “riforma” elettorale? Lo sa bene il nostro sindaco. Tanto da premunirsi all'eventuale assalto alla diligenza post-sentenza, nominando in qualità di “city manager” un altro oppositore alle elezioni. Una nomina tecnica? Lasciamo perdere, se non altro per pietà. E' una nomina politica, bella e buona. E lo è nella legalità, perché glielo consente la legge. Si, legalità. Quella legalità di cui il suo predecessore è il gran baluardo cittadino, urlandolo nel “agorà elettorale”, allorquando dal palco inveiva ed individuava nel “comitato d'affari”, nella “cricca” rivale, fra gli altri anche il nuovo manager cittadino.

Ma chi glielo ha fatto fare, al nostro caro angelo. E' pure sfortunato, ammettiamolo. Ha battuto gli avversari ed il forte antagonista rimasto ad insediarlo fino all'ultimo. Ma se i numeri gli davano ragione, il risultato “sub iudice” e la politica del “dialogo con tutti” sembra dargli dannatamente torto, facendolo apparire come chi le elezioni non le ha poi veramente vinte. Infine, se questo sindaco ce l'ha nel dna è davvero un problema, perché non è più tempo del e per il “fare democristiano”. Non unisce più. Semmai alla lunga è il contrario. Troppe le gelosie dei “riferimenti importanti” che s'incrociano e che lo rendono naturale bersaglio di “fuoco amico”. Troppa la brama di una “nomenclatura d'assalto” attorno a lui! Per poi restare, in fondo, in fondo, nelle difficoltà, nei problemi, soprattutto in quelli ereditati dal passato, solo ed abbandonato al proprio destino. Ecco, solo e sotto assedio: l'istantanea di questo martedì è inappuntabile, una metafora perfetta. In questo caso, perché ha preso una decisione, come da mandato. Peraltro, una scelta per molti versi forzata, in ossequio ad una delega. E' evidente che i cittadini non vogliono il mercato sotto casa. Tanto vale sospenderlo finché non si troverà un'area che ospiti eventi fieristici in maniera permanente e non solo occasionalmente sull'esempio della vicina Vittoria. Ed allora meglio continuare da soli – in questo viatico inaugurato – che essere male accompagnati, senza cadere, soprattutto, nel gioco del “martirio mediatico della legalità” e degli slogan del tipo “indietro non si torna”. Sarebbe un film già visto, ben lontano dalla rivoluzione culturale promessa.


Autore : Clark Kent

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