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Corriere di Gela | Si avvicinano le elezioni provinciali e... arrivano i padroni
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notizia del 25/11/2007 messa in rete alle 15:14:27
Si avvicinano le elezioni provinciali e... arrivano i padroni

Grande fermento nel mondo politico per le imminenti elezioni provinciali, si parla già di unità del territorio, di candidati, di programmi. Ma Gela per quale Provincia deve votare?
Tutti sappiamo che Gela è orfana di Provincia e che ha tutte le caratteristiche per essere elevata a capoluogo di Provincia, però, chi gestisce la politica in Provincia di Caltanissetta ha opinioni ben diverse, infatti, sostengono lo sviluppo del centro della Sicilia dimenticando di vivere in un’isola, dimenticando che nella parte sud della Provincia vivono 77.000 abitanti in riva al mare, infatti questa è l’unica Provincia in Sicilia con sbocco a mare che non ha un porto individuato nel sistema portuale siciliano (Gela è esclusa, nonostante il quarto porto siciliano per transito merci, 7.500.000 tonnellate). Tra costoro, c’è chi ha appoggiato l’iniziativa per istituire due dipartimenti oncologici a distanza di 8 Km uno dall’altro (Caltanissetta e San Cataldo), dimenticando che in Provincia c’è una città (Gela), inserita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra le sedici città italiane con il più alto tasso di malattie tumorali. Ci sono coloro che si opposero all’aeroporto a Gela, Sposando l’iniziativa fuori Provincia di Agrigento, ci sono i resuscitati della prima Repubblica, tra loro addirittura c’è anche chi si permise di attuare lo sciopero della fame contro l’istituzione del tribunale a Gela, e c’è anche chi a Gela ha preso voti ma, si è visto soltanto in fotografia.
Costoro vengono già a Gela, si stanno organizzando per prendere voti e far prendere voti ai loro “servi”, sì perché l’appoggio dei “venduti” è indispensabile per prendere voti a Gela, sacrificando l’intera città all’altare dei padroni nisseni.
E’ ora di finirla, questa città deve percorrere le vie dello sviluppo insieme ai comuni con cui c’è armonia, con cui c’è unità d’intenti, tutto ciò non si può fare restando legati ad una provincia che per quasi due secoli è stata assente, ed in parecchi casi, causa di rallentamento allo sviluppo del territorio. Vogliamo gestirci da noi, senza imposizioni, senza veti, senza ostruzionismi, cosa c’è di male, in fondo siamo una democrazia, o no?


Autore : Filippo Franzone - Presidente Progetto Provincia

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