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notizia del 26/01/2013 messa in rete alle 15:00:45
La fine del bipolarismo, convegno al Museo archeologico
L’esigenza di una rinnovata progettualità politica che prescinda dai ‘capipopolo’ e si rivesta di contenuti per incarnare il vero concetto di bipolarismo che in Italia non ha mai preso piede, è il concetto univoco emerso nel corso del convegno dal titolo "La fine del bipolarismo, verso la 3° Repubblica?" che si è tenuto venerdì 18 nella sala Eschilo del Museo Archeologico Regionale di Gela.
Sul tema si sono dati appuntamento tre cattedratici di diversa provenienza ma accomunati dall’obiettivo di promuovere l’importanza di una politica di valorizzazione delle risorse umane e tentare di dare al sud quel futuro di crescita e sviluppo necessario per allinearlo agli standard europei, secondo le linee direttive della Fondazione ‘Nuovo Mezzogiorno’ di Catania che si è presentata alla città con tre illustri nomi del panorama culturale italiano. I
l Prof. Roberto Tufano, docente di Storia Moderna, presso l'Università degli Studi di Catania; il Prof. Oreste Massari, docente di Scienze Politiche presso l’Università “La Sapienza” di Roma ed il Prof. Salvo Andò, Presidente della Fondazione Nuovo Mezzogiorno, già Ministro della Difesa.
Nell’introduzione a cura del docente Tufano è stato messo in luce il ruolo fondamentale nella storia dei popoli che si affacciano nel Mediterraneo per ricostruire un dialogo che si proietti verso lo sviluppo economico e culturale in cui i valori siano al centro della struttura partitocratica.
Questo ruolo è rivendicato dalla fondazione ‘Nuovo Mezzogiorno’ che ha scelto Gela come destinataria delle prime attività culturali insieme a Catania e a Palermo dove sono state tenute due conferenze sul tema della crisi economica della Sicilia. Il politologo Massari, nella sua relazione ha dimostrato che il bipolarismo in Italia non c’è mai stato.
“Il bipolarismo presuppone l’alternanza della maggioranza di Governo – ha spiegato il docente – e questo assicura l’applicazione del concetto di democrazia. Dopo la prima Repubblica però, alla maggioranza sono state affiancate le coalizioni e questo ha inquinato il concetto stesso di democrazia. Da qui le cordate che hanno provocato i Governi brevi che rappresentano una ricerca spasmodica di un potere che corrompe il concetto di vera democrazia” . Gli ha fatto eco il prof. Andò: “ La seconda Repubblica non è mai nata realmente.
Al momento dell’annuncio della sua nascita è iniziato un processo di delegittimazione della politica che ha dato spazio al vento dell’antipolitica: a riprova di ciò la creazione di partiti differenziati nel simbolo ma con gli stessi leader che si sono contesi il potere per decenni.
Il Governo tecnico attuale è la prova certificata della fine del bipolarismo”.
L’evento è stato organizzato dalla Fondazione ‘Nuovo mezzogiorno’ con la collaborazione della Regione Sicilia – Parco archeologico ambientale diretto dall’arch. Ennio Greco, del Comune di Gela, del Centro Culturale Salvatore Zuppardo, del Rotary Club, del Convegno di Cultura Maria Cristina di Savoia e del Kiwanis International Club.
Autore : Redazione Corriere
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