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notizia del 23/02/2013 messa in rete alle 14:45:54
Si vota al buio, come nel 2008
Con qualche mese di anticipo rispetto alla scadenza naturale, gli italiani sono chiamati ad eleggere il nuovo Parlamento. I siciliani tornano alle urne quattro mesi dopo il voto regionale, e a maggio, nuova chiamata per le elezioni provinciali. Tre consultazioni in meno di otto mesi. Alla faccia della spending review. Ma è la democrazia. Quella democrazia, però, che viene pretesa ma non estesa agli elettori, visto che ancora una volta si andrà al voto senza poter scegliere chi mandare in Parlamento.
Se ne dovrebbe vergognare in primis il presidente Giorgio Napolitano, che aveva garantito alla Consulta (per evitare il referendum) di poter convincere le Camere a cambiare la legge elettorale, ed eliminare quel Porcellum tanto vituperato a destra e a manca quanto comodo agli uni e agli altri. E difatti, non c’è stato nè referendum nè modifica bicamerale.
E così, i gelesi, come tutti, si trovano apparecchiata la tavola alla quale siederanno non gli uomini scelti dal popolo ma quelli nominati dai potentati politici. A Gela, però, la cosa che non è andata giù è stata la scelta del Movimento 5 Stelle di candidare in posizione utile alla Camera la giovanissima Azzurra Cancelleri, sorella di Giancarlo Cancelleri, che già siede su di un comodissimo scranno all’Assemblea regionale. Tutto ciò a scapito del gelese Lo Monaco, che alle Regionali di ottobre aveva fatto il pieno di voti nella sua città e che in questa tornata si aspettava gli venisse accordata un’altra possibilità. E’ stato invece relegato in lista tre posizioni più giù della Cancelleri.
I gelesi in lizza sono quattordici, tra Senato e Camera, collocati chi più chi meno in posizioni improbabili, con maggiori possibilità dell’uno sull’altro, e non solo perchè meglio piazzato in lista. I gelesi dovrebbero fare bene i conti se vogliono assicurare al territorio un parlamentare che possa tornare a rappresentarli, sette anni dopo l’esperienza di Ventura alla Camera.
Ci sarà da fare i conti con l’assenteismo e il voto di protesta e con la lista al Senato del presidente della Regione Crocetta, che pur non avendo candidati gelesi punta a rastrellare voti indotti dall’alta carica pubblica occupata dal suo leader.
Autore : Redazione Corriere
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