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notizia del 24/02/2008 messa in rete alle 14:38:46
Parlagreco: “La candidatura di Speziale sta tutta dentro le regole”
Quando cominciano a delinearsi le candidature per le cariche di vertice (la Finocchiaro per il Pd, Lombardo e/o Miccichè per il centrodestra, in corsa per la presidenza della Regione), a Gela si continua a sfogliare la margherita, quella con la m minuscola. In casa Pd, per esempio, non si sa ancora chi sarà il candidato all’Ars in quota ex ds. Donegani è sicuro, Speziale pure. E allora?
Bisognerà attendere qualche altro giorno per sapere chi la spunterà o se tra i due ci sarà un compromesso che salvi gli interessi di entrambi.
Nel centrodestra, si lavora con molta circospezione. Nulla trapela dal fronte opposto (Forza Italia, Mpa, Udc, An e Destra nazionale, per intenderci). I nomi che circolano sono sempre gli stessi: Ventura (Forza Italia, Pdl), Trainito (Forza Italia, Ars), Federico (Mpa, Ars), Cirignotta (Udc, Ars), Galioto (An, Ars), Blanco (Destra nazionale, Ars). Resterebbe da riempire la casella del candidato Pd alla Camera, magari relegato lontano dalla soglia di accesso. Grande risalto è stato dato al passo indietro fatto dalla Borsellino e da Crocetta in favore della Finocchiaro. La scelta della Borsellino è in linea con le alleanze nazionali, quella di Crocetta no. Il suo partito (Pdci) non è alleato di Veltroni ma corre con la Sinistra Arcobaleno del candidato premier Bertinotti. Crocetta ha anche detto che in caso di vittoria della Finocchiaro, aspirerebbe a fare l’assessore regionale ai Lavori pubblici, ma dimentica di dire che in questo caso dovrebbe lasciare la carica di sindaco, che gli sarebbe incompatibile. Altro che restare a Gela a fare il soldato.
Sul particolare momento politico che si sta vivendo in Sicilia, con uno sguardo anche su Gela, abbiamo intervistato il giornalista-scrittore Salvatore Parlagreco, già direttore del servizio Informazione e Comunicazione dell’Ars, ora direttore responsabile del quotidiano online siciliainformazioni.it, attraverso il quale, ogni giorno, migliaia di visitatori, gettano un occhio su quello che succede nel mondo, in Italia e più in particolare sulla Sicilia. Parlagreco parte dalla “guerra delle due destre”.
– Giornate confuse, vero…
«Sì, molto confuse…»
– Come finirà?
«Ci vorrebbe la sfera di cristallo…»
– Mi pare che non ci siano molti precedenti.
«E’ vero, sembrava che nel centrodestra dovessero fare una passeggiata e invece c’è una guerriglia in corso. Credo che il problema sia uno, a questo punto, il ruolo di Silvio Berlusconi in tutta questa vicenda. Gianfranco Miccichè è il suo figlioccio, dovrebbe riuscire a contenerlo e chiudere l’accordo con Raffaele Lombardo. Il punto è che Miccichè non vuole mollare. Finirà con lo scendere in campo con una sua lista e spariglierà il novero dei concorrenti. Ha lanciato già il grido di battaglia, la rivoluzione siciliana. L’ha chiamata proprio così. Incredibile».
– Una previsione
«Se sono in tre a scendere in campo, due del centrodestra (Lombardo e Micciché) e uno del centrosinistra (Finocchiaro) la partita è aperta, con un lieve vantaggio per Lombardo. Anna Finocchiaro è la migliore candidata possibile nel centrosinistra, non se la meritano. Comunque il tandem con Rita Borsellino potrebbe funzionare, ma il centrodestra parte da cifre molto alte. Sarà una campagna elettorale aperta, molto aperta».
– E le candidature. Il Pd detta regole che sbarrano la strada a chi ha fato più legislature.
«Giusto, ma le regole si portano appresso le deroghe».
– Significa che svuotano le regole?
«No, disegnano un perimetro, d’altra parte quando si portano fino in fondo le regole si ottiene sempre il contrario di ciò che si vuole. Personalmente non credo che la discriminante giusta sia l’età, il problema è far nascere e crescere un partito aperto agli apporti esterni. Il problema è anche di dare una veste giuridica ai partiti, controllare i bilanci, impedire che i cordoni della borsa ce l’abbiano le leadership parlamentare. I partiti in realtà non esistono più come li intendiamo noi…».
– Scendiamo terra terra. Gela…
«Gela può contare sul sindaco Crocetta che è entrato dentro il grande accordo del centrosinistra, anche se negli ultimi giorni c’è stata una fumata nera sulla candidatura Finocchiaro, che però è ormai fuori discussione. Si tratta del presidente dei senatori del Pd, una personalità nazionale. Ha carisma e si fa rispettare. Non conosco i particolari, ma si vorrebbe avere una road map precisa da parte delle sinistre. Credo che si riproduca il problema romano, dal quale bisogna sfuggire. Una coalizione rissosa non permette di governare: si vince ma non si governa e poi si torna all’oppposizione per molto tempo. Quindi patti chiari su tutto».
– Le regole, dunque. Il nostro Speziale…
«Speziale, secondo le regole, dovrebbe essere ricandidato, è specificato nel documento, a meno che non l’abbiano modificato».
– E quindi?
Quindi si tratta di decidere se candidarlo, ma non può essere decapitato per regole che non esistono.
– Da che cosa dipende?
«Dal suo partito, naturalmente».
– Quali vantaggi potrebbe concedere la sua ricandidatura?
«L’ho ascoltato più volte in Aula, ha maturato una grande esperienza, non è certo l’ultimo arrivato. Ha dovuto affrontare Miccichè, non è stata una navigazione facile. Ha lavorato, indubbiamente, aveva un ruolo difficile. Non conosco la situazione gelese, quali siano le aspirazioni locali e non vorrei far torto a nessuno. La questione concreta è che Speziale non parte da zero. Se torna a Sala d’Ercole, va in prima fila. A secondo del risultato regionale potrebbe puntare in alto».
– In alto, quanto?
«La Presidenza dell’Assemblea, chi lo sa. Ma è troppo presto per fare previsioni di questo tipo. Ma lo stato dell’arte è questo, Naturalmente a Palermo non sono tutti felici di accoglierlo ancora, ma questo è fisiologico. Ripeto, il problema è siciliano e poi provinciale e locale».
Autore : Redazione Corriere
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