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Corriere di Gela | Questione morale
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notizia del 17/01/2009 messa in rete alle 14:29:21
Questione morale

Scrivo quando ancora la questione non è stata affrontata in Consiglio comunale. Il lettore, invece, leggerà dopo che la discussione è avvenuta.
Cercherò di dare il mio contributo alla riflessione dei lettori immaginari dicendo quello che ne penso a prescindere dall’esito della discussione nella sede istituzionale più vicina ai cittadini. Non senza avere osservato preliminarmente che la questione è di grandissima importanza. Tanto che dovrebbe costituire oggetto di dibattito in altre sedi anche non istituzionali in modo da coinvolgere quanti più cittadini possibili mettendoli in condizioni di dire la loro in una prospettiva di democrazia partecipata. Certo c’è il rischio della chiacchiera, della facile denuncia per il gusto dello scandalo, della battuta qualunquista. Pericolo che si corre anche nel Consiglio dove, spesso, i fiumi di parole non sempre tengono conto della coerenza e della costruttività dei risultati. Se non corressi a mia volta il rischio di essere giudicato saccente e presuntuoso, direi che spesso, ma non soltanto a livello locale, la politica italiana non tiene conto del presente storico – di oggi, cioè! – che è diverso rispetto a quello di ieri o di qualche decina di anni fa. Anche per quel che riguarda la questione morale. Per cui, trascurando la concretezza della realtà presente, si corre il pericolo di fare denunce astratte.

Scrivo quando ancora la questione non è stata affrontata in Consiglio Comunale. Il lettore, invece, leggerà dopo che la discussione è avvenuta.
Cercherò di dare il mio contributo alla riflessione dei lettori immaginari dicendo quello che ne penso a prescindere dall’esito della discussione nella sede istituzionale più vicina ai cittadini. Non senza avere osservato preliminarmente che la questione è di grandissima importanza. Tanto che dovrebbe costituire oggetto di dibattito in altre sedi anche non istituzionali in modo da coinvolgere quanti più cittadini possibili mettendoli in condizioni di dire la loro in una prospettiva di democrazia partecipata. Certo c’è il rischio della chiacchiera, della facile denuncia per il gusto dello scandalo, della battuta qualunquista. Pericolo che si corre anche nel Consiglio dove, spesso, i fiumi di parole non sempre tengono conto della coerenza e della costruttività dei risultati. Se non corressi a mia volta il rischio di essere giudicato saccente e presuntuoso, direi che spesso, ma non soltanto a livello locale, la politica italiana non tiene conto del presente storico –di oggi, cioè!- che è diverso rispetto a quello di ieri o di qualche decina di anni fa. Anche per quel che riguarda la questione morale. Per cui, trascurando la concretezza della realtà presente, si corre il pericolo di fare denunce astratte.

Il presente, quello di oggi, è riconducibile ad alcuni paradigmi che in un brevissimo intervento posso solo elencare:
1. Globalizzazione dei mercati
2. Finanziarizzazione dell’economia globale
3. Avanzata travolgente delle tecnologie digitali nella comunicazione e altro.

L’ho presa da molto lontano, ma voglio fare qualche esempio.
1. Il Mediterraneo è destinato a svolgere un ruolo protagonistico nel movimento delle merci e delle persone. Non tra cento anni. Vi si affacceranno anche i produttori cinesi e indiani. Cioè delle economie emergenti a livello globale e non solo quelli dei paesi nordafricani e mediorientali. I cinesi hanno affittato il porto di Atene per 30 anni. So che sono anche interessati al porto di Augusta. Evidentemente questo ‘evento’ dovrebbe portare ad aprire gli occhi e a prepararsi a migliorare la viabilità interna della Sicilia per velocizzare i collegamenti con i porti e gli aeroporti. Bene! Anzi benissimo! Non farlo non è solo politicamente scorretto, ma lo è anche moralmente. La cosa, infatti, comporta il mantenimento della Sicilia nella condizione dell’arretratezza e del sottosviluppo, che incoraggia i regimi della corruzione. E’ immorale, cioè, dinanzi alle nuove prospettive turlupinare per motivi propagandistici i cittadini proponendo loro l’Eldorado collegato al Ponte sullo Stretto per lo sviluppo della Sicilia. L’autostrada Salerno-Reggio, ai tempi della costruzione, venne deviata su Cosenza (con tutto quello che significa l’allungamento in termini di consumo di carburante per i viaggiatori) e non mi pare che la città calabrese se la passi molto meglio delle città siciliane!
2. La finanziarizzazione dell’economia, probabilmente, -è un mio più che fondato sospetto- ha agevolato la penetrazione delle mafie nel mondo delle banche. Per cui è immorale, oltre che politicamente miope, non guardare, ad esempio, a certi fenomeni di pulizia del denaro sporco. La cosa, infatti, determina un inquinamento diffuso delle coscienze in materia di politica del credito.
3. Quanto alle tecnologie digitali nel settore della comunicazione, il fatto che la politica se ne disinteressi, comporta l’allontanamento da essa e dalla società di intere generazioni di giovani, che o se ne stanno ‘altrove’ – in un altrove ignorato dalla politica –, o vengono attratti da pratiche per dirla eufemisticamente bullistiche, o vengono integrate in una concezione professionale della politica come occupazione di posto a qualche migliaia di euro al mese. Meglio che niente.

Tutte cose che mantengono il sottosviluppo socio-politico e chiamano in causa la coscienza morale. La politica non può sottostare al moralismo che spesso nasconde code bagnate. Né dobbiamo immaginare che i grandi fondatori di repubbliche e di civiltà siano stati stinchi di santi. Machiavelli ci ha svelato di quanto sangue sia macchiato il potere. Con ciò non voglio assolutamente legittimare addirittura l’uso della violenza. Il presente di oggi non è quello di Cosimo dei Medici né di papa Giulio II. Il primo fece grandissima Firenze e il secondo, grande condottiero di eserciti, contribuì non poco a fare la grandezza di Roma.
Il tema era: la moralità della politica!


Autore : Luciano Vullo

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