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notizia del 09/04/2011 messa in rete alle 14:14:22
Contro l’abusivismo senza abusi
Nello sfogliare i giornali in questi giorni, ho letto un paio di notizie, apparentemente slegate fra loro, che mi hanno incuriosito non poco. La prima, in ordine cronologico, è stata quella riguardante una sorta di “giardino dell'Eden”, termine alquanto appropriato considerata l'area in cui era inserito, ricadente nel piazzale dell'hotel Sileno. Un incrocio di colori naturali, fra piante ed ortaggi, curato da un cittadino che nella vita è anche commerciante e che quei frutti della terra li vendeva al pubblico, in una specie di mercatino “fai da te”. Un mercatino abusivo che ha chiuso i battenti su intervento della Polizia Municipale giacché l'uomo non era stato pubblicamente autorizzato ad occupare quel suolo, tanto meno ad utilizzarlo per la vendita al consumo.
L'altra notizia, diffusa il giorno dopo, è stata quella concernente la cosiddetta “guerra tra poveri”.
Anche in questo caso definizione puntuale ed appropriata, inscenata da settimane alla rotonda est di Macchitella tra commercianti gelesi ed immigrati “vu cumprà” con tanto di bancarelle, fisse e mobili, che non godono ancora da ambo le parti di alcuna autorizzazione comunale. Dopo varie scintille nelle passate settimane, si è sfiorata davvero la rissa domenica scorsa, con digos a filmare e vigili urbani in un primo momento assenti, successivamente intervenuti per sedare, giusto in tempo, gli animi.
Cosa mi ha incuriosito? Due punti in particolare. Il primo è che esiste una chiara, palese, similitudine tra il commerciante dell'ultima ora che occupa un suolo pubblico per la vendita al consumo ed i commercianti locali, unitamente a quello extracomunitari, soliti ad allestire bancarelle alla rotonda est sempre ai fini della vendita al consumo: sia il primo che i secondi, cioè, volenti o nolenti non godono di un'autorizzazione comunale ad occupare il suolo. I venditori della rotonda est l'hanno chiesta ufficialmente più volte, ma dal Municipio sembra non essere arrivata alcuna risposta. Più che altro, sulla vicenda continua ad aleggiare un velo misterioso. Il secondo punto, invece, è una chiara ed altrettanto palese discordanza tra i provvedimenti emessi. Nel primo caso, il giardino è stato smantellato, piante e fiori sequestrate, mentre nulla di tutto ciò è emerso nel secondo caso. Viene allora da chiedersi, perchè?
L'interrogativo è d'obbligo e pone seri dubbi, che si acccavallano ad altri. Ad esempio: perchè ci sono ancora fermi in diverse zone della città, ampi cartelloni pubblicitari che, come inconfondibilmnente dimostrano le ruote su cui poggiano, sono destinati alla mobilità? Altresì, quanti di coloro che si organizzano in gazebo e banchetti, a fini consultivi (vedi primarie e quant'altro), propagandistici (feste, ecc.) o di raccolta firme (vari comitati), chiedono puntualmente in via preventiva l'autorizzazione per l'occupazione del suolo pubblico alla polizia municipale? Quanti tendoni e gazebo sui marciapedi del lungomare, del centro storico ed in altri quartieri, sono autorizzati regolarmente in tal senso? Esiste una lista pubblica di esercenti in piena regola nell'occupare il suolo pubblico antistante il proprio negozio, che il cittadino può liberamente visionare? Non vorremmo, insomma, che la lotta all'abusivismo si riduca a qualche episodio eclatante o troppo “vistoso” come l'abbattimento della costruzione sotto la bretella Borsellino (un autentico pugno nell'occhio) o quell'oasi floreale tra il cemento nei pressi dell'hotel Sileno sradicata di cui sopra, facendone dei piccoli ed isolati capri espiatori. Sappiamo che le intenzioni dell'amministrazione ci sono tutte, ma occhio a provvedimenti difformi a fronte di fattispecie identiche e, soprattutto, niente omissioni (quand'anche involontarie) se si vuole fare una lotta seria ed efficace. Una lotta all'abusivismo, certamente, ma senza abusi.
Autore : Clark Kent
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