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notizia del 09/04/2011 messa in rete alle 14:12:15
Per una nuova classe dirigente
L’occasione è propizia. La proposta la lancia il Prof. Giuseppe Giarrizzo dalle colonne della Sicilia (29 marzo 2011 pag.18).
«Perché non convertire la inutile catanese Scuola superiore in un organismo di coordinamento di studenti e ricercatori che si preparino a diventare la classe dirigente, democratica e colta, di un Mediterraneo finalmente “mare di pace”?»
A Gela si conclude il progetto Urban Nose, finalizzato alla nascita di incubatori di imprese sociali.
Quale impresa sociale più bella e interessante di un laboratorio che metta assieme ricercatori e studenti di tutti i paesi impegnati a partorire un’originale classe dirigente capace di guidare il passaggio a una nuova frontiera, un inedito New deal che prenda le mosse dal Mare nostrum? Retorica? Sogni di un visionario?
Ho sotto gli occhi un magnifico saggio di Luciano Gallino. Finanzcapitalismo è il titolo. A pag. 31 riporta un brano scritto da Max Horkheimer nel 1932. Lo riprendo: «Sulla terra ci sono più materie prime, più macchine, più forze lavorative addestrate e migliori metodi di produzione di quanto non vi siano mai stai in passato, eppure gli uomini non ne traggono un vantaggio corrispondente. La società si dimostra incapace di utilizzare la ricchezza che è stata prodotta nel suo ambito». A distanza di circa 80 anni l’affermazione è più vera e più drammatica se si considera che solo 1.5 miliardi di uomini vivono una vita decente e che circa 5 miliardi vivono in condizioni indecenti. E muoiono anche precocemente. Il Mediterraneo è diventato il teatro dove si sta consumando questa tragedia. In balia di una classe dirigente assolutamente inadeguata e miope. Accecata solo dalla ricerca del massimo profitto dalla conclusione di un atto della tragedia medesima, destinata a respingere nel mare gli uomini e le speranze di vita.
Dicevo relazionando il 24 marzo nella Sala Puglisi alla conferenza regionale di Urban Nose:
a. Occorre andare oltre l’età del ferro e della penuria perché sul pianeta abbiamo un’infinità di risorse (Ha ragione Horkheimer! Alcune rinnovabilissime come sono quelle prodotte dal genio umano, aggiungo io!).
b. Elargiamo a piene mani buoni semi nella terra per prevenire forme di precarietà esistenziale causate dall’evaporazione del lavoro come valore fondativo dell’esistenza dell’uomo occidentale moderno.
c. Guardiamo con ottimismo alla crisi entropica e trasformiamo in opportunità le occasioni offerte dall’ipertecnologizzazione..
d. Facciamo svolgere un ruolo alle minoranze profetiche! Formiamo una nuova classe dirigente.
Dobbiamo prendere atto dell’impossibilità di abbarbicarci allo stato redistributore e, peggio, assistenziale.
E’ il momento di liberare la fantasia, come capacità (doverosa) di immaginare il futuro. Si aprono scenari per imprese sociali nel settore
1. Della sanità di secondo livello
2. Dell’accesso al cibo (quello fatto da proteine, vitamine…e quello fatto da istruzione e educazione)
3. Dell’integrazione sociale e culturale
4. Delle attività integrative e complementari richiesta dalla modernità che impone sedentarietà e anche sovrappeso, stress.
5. Del cosiddetto tempo libero destinato ad aumentare e ad essere consumato in modo compulsivo
6. Del governo della città di notte proiettata a diventare oggetto del desiderio in alternativa a quella diurna sempre più schivata.
L’impresa «more than profi» è la prospettiva di sviluppo di alta qualità. Non è il rifugio dei depressi che non trovano lavoro nel mercato dei consumi.
Ci vuole una nuova classe dirigente. E’ il richiamo antico del Mediterraneo. Chiama a raccolta tutti gli Ulisse per seguire nuove avventure di «virtù e di canoscenza». Ché gli uomini, ci ammonisce Dante, non fummo per «vivere come bruti».
Autore : Luciano Vullo
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