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Corriere di Gela | La Sicilia crocevia, non tana
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notizia del 29/03/2008 messa in rete alle 14:09:34
La Sicilia crocevia, non tana

“Diamogli l’oblio e la pace”, disse alla figlia diletta, la glaucopide Atena, Zeus che dalla sua testa l’aveva partorita. Fu la fine di una guerra fratricida ad Itaca, e Ulisse potè governare dopo avere eliminato i pretendenti!
Ci vuole l’oblio per governare? Una pietra tombale sulla memoria storica?
Carissimo On. Veltroni,
ho seguito con trepida attenzione la nascita del PD come soggetto che finalmente interpretasse la politica non solo in modo laico, non ideologico, ma moderno e fortemente ispirato agli ideali di libertà e democrazia.
Per sbloccare la situazione di stallo in cui l’Italia si è cacciata negli ultimi 20 anni. Per introdurre nel dibattito politico mondiale modi e stili nuovi di pensare alla modernità da coniugare sì alla crescita, ma anche a una più equa distribuzione della ricchezza e a nuove forme di partecipazione democratica. Non necessariamente ed esclusivamente dipendente dai nuovi media. Consapevole, però, che la comunicazione è cambiata irreversibilmente e che occorre aggiornare l’arte di argomentare e cercare il consenso, indispensabili alla democrazia.
Ho seguito in questi giorni convulsi la preparazione dello ‘schieramento’ e la formazione delle liste. Tutto in fretta, considerati i tempi non del tutto imprevisti, imposti, guarda caso, da Mastella. Portatore di una concezione ‘familistica’ dello ‘spazio pubblico’, ha aperto la crisi dalla quale è uscito a braccetto della moglie e senza un Partito. Logico? Sì, logico. A condizione, secondo lui. Cioè in preparazione di nuovi eventi. Intanto, però, è uscito. Poi si vedranno gli sviluppi. Ha avuto, anche questo senza volerlo, il merito di fare constatare come oggi i tempi della politica non possono essere biblici. Nel volgere di pochi giorni, il P.D. è stato capace di determinare uno scossone in tutta la politica italiana. Anche laddove avevano detto sino all’altro ieri che la sinistra e il centrosinistra, i ‘comunisti’, rappresentavano la ‘conservazione’. Loro, invece, i ‘riformisti’. Ora sono in affanno! Speriamo bene!
Comunque, complimenti!
Mi pare vulnerabile, invece, il tallone di Achille. La Sicilia, che proprio un tallone non sembra. Condivido con Lei il valore politico attribuito ai gesti simbolici. Magnifica la scelta del Veneto sia per la candidatura di Calearo, sia per l’inizio della campagna. Occorre sfatare un mito. Quello della Lega che difende l’identità culturale, il territorio, la sua economia. Cose balorde! La Lega è stata stanata. Benissimo! Voleva sviluppare un disegno folle rinchiudendo la dinamica gente del Nord-Est in una tana, in una bottega angusta e miserrimamente chiusa al mondo, al nuovo nomadismo che non può essere affrontato con le barricate, ma con la civiltà.
Un valore altrettanto simbolico avrebbe dovuto, nella qualità di Segretario del P.D., più attentamente riservare alla Sicilia. In chiave geopolitica. Al centro del Mediterraneo, Cuffaro e il cuffarismo l’anno allontanata dall’Europa e dal mondo tranne che per i fenomeni di inciviltà. Dall’amicizia colpevole con la mafia al sottosviluppo connesso. Incapacità di governare i processi, attenzione esclusiva all’allargamento della personale base elettorale convivendo con chiunque, vescovi, dirigenti pubblici, poveri disgraziati bisognosi di un pezzo di pane, mafiosi e estorsori raccoglitori di voti.
A Gela il Sindaco Crocetta da 5 anni ha iniziato la battaglia per la legalità e lo sviluppo. Lei ne conosce il percorso. A Caltanissetta, a Palermo, a Catania anche gli imprenditori hanno preso coraggio. E’ iniziata una rivoluzione culturale. Finalmente! La politica si è fermata a metà strada. Brutto segno. Bellissimo l’accordo raggiunto per il candidato unico di tutto il Centro-Sinistra. Benissimo il nome di Anna Finocchiaro reso ancora più bello dall’associazione al nome di Rita Borsellino e di Rosario Crocetta. All’orizzonte, la legalità e lo sviluppo. La Sicilia che finalmente si accorge di poter imprimere allo sviluppo dell’Europa una marca di pace e di solidarietà.
Malissimo il P.D. Con le candidature ha dato un segnale devastante. Quasi a dire: questo partito al successo della Finocchiaro non ci crede neppure. E allora assicuriamo i baroni che tali sono pur non potendo vantare nobiltà d’animo. In base a quale criterio il P.D. decide in Sicilia di ricandidare tutti gli uscenti tranne i rinunciatari? Per meriti sul campo? E quali, quando è notorio che la pratica del consociativismo in questa terra dura da decenni? E così che si seminano dubbi sulla casta e si agevola l’antipolitica. Il gruppo parlamentare del P.D. è già costituito e, tranne sorpresissime, riconfermato.
La terra dei Gattopardi? Ma la Sicilia non è un’isola! E’ un crocevia, non una tana. La dialettica del nuovo andava introdotta anche qui. Non solo candidando la Finocchiaro a Presidente, ma offrendo agli elettori liste di candidati veramente portatori del nuovo. Capisco che il nuovo non è legato all’anagrafe. Però chi è incrostato dentro la tana difficilmente può uscirne. Come il prigioniero di Platone, non ama la luce del sole, preferisce la nicchia dell’opacità dopo tante legislature.
Spero proprio che la Finocchiaro ce la faccia a malgrado tutto. Con Lombardo(idem Cuffaro) presidente e il gruppo P.D. riconfermato all’opposizione, credo che la Sicilia verrà cacciata fuori dallo sviluppo. Non sarà solo un male per la Sicilia. L’Europa tutta perderà qualcosa.
Nel 1535 lo capì Carlo V imperatore e venne personalmente a Palermo con il deliberato proposito di organizzare la lotta contro i turchi ottomani per non perdere il controllo del Mare Mediterraneo.


Autore : Luciano Vullo

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