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notizia del 29/01/2007 messa in rete alle 13:37:41
L’ossigeno della città moderna
All’organismo vivente è indispensabile l’ossigeno per tenersi in vita. Allo stesso modo alla città moderna occorre tanto pensiero per innovarsi, evitando il rischio di essere travolta dagli eventi. Che corrono veloci. Provocano tanto stress negli uomini e nelle donne, nei cittadini. Intasamento, incapacità di progettare lo sviluppo. Che, invece, richiede riflessione e capacità di adottare decisioni. Da condividere, come è giusto nella democrazia e nel rispetto della libertà di tutti.
Il Corso di laurea in Storia Contemporanea che l’Amministrazione comunale avvia, in collaborazione con le Facoltà di Scienze Politiche e di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania, vuole concorrere alla realizzazione di questo obiettivo. Impegnare gli intellettuali, locali e non, nello studio del territorio, l’habitat dei cittadini come si presenta allo stato attuale, con le stratificazioni che si sono sovrapposte e intrecciate nel tempo e con le ‘venature’ di cui tener conto per proiettarlo nel futuro. Memoria, vita e immaginazione. Cioè pensiero per creare sviluppo.
La mia impressione, infatti, è che Gela ha avuto negli anni successivi alla seconda guerra mondiale un’enorme espansione, una crescita immane. La popolazione, l’edificato, il flusso di denaro in un ventennio si sono più che raddoppiati. Molto di più. Soprattutto le case di abitazioni sino a oltrepassare ogni limite.
Crescita, ma non sviluppo. Il territorio è stato preso d’assalto. Anche le coscienze sono state lacerate e con esse i costumi, il senso civico, il rispetto della legge. Tanta violenze è esplosa insieme alla cultura dell’ abusivismo, dell’impunità, dell’inosservanza delle leggi. E’ divenuta anche delinquenza organizzata, mafia che non risparmia per i suoi crimini neanche i minorenni. Oggi occorre tanta fatica per risalire la china.
Il Sindaco Crocetta ha ispirato la sua azione amministrativa alla pratica della legalità. Qualcuno non ha voluto capire il senso della svolta. Che non ci può essere sviluppo, ribadisco sviluppo, senza legalità. Il materiale arricchimento, come è avvenuto per alcune categorie della città di Gela, non è di per se stesso sviluppo. Fa crescere la capacità di acquisto, incrementa le bramosie più crasse, moltiplica le ambizioni spesso tanto illegittime quanto spropositate. A discapito della città, dei cittadini e della qualità della vita complessiva. Perché non costituiscono oggetto di cura l’igiene pubblica, la pulizia degli ambienti, la regolarità del traffico, la funzionalità dei servizi, la qualità dell’istruzione, l’ accudienza ai bisognosi…Tutte cose che rischiano di essere considerate accessori. Tranne quando non se ne avverte il bisogno impellente. Lo sviluppo ha a che fare, invece, con la qualità della vita e con i servizi e non solo con la gran massa di denaro mal distribuita. Ha a che fare con la capacità di accogliere l’innovazione come fattore di sviluppo economico e affinamento dei costumi. Con l’allargamento degli orizzonti dello spirito grazie alle nuove conoscenze e alla capacità di accedervi attraverso i nuovi strumenti tecnologici. I quali, di fatto, hanno dimensionato in modo nuovo la città. Non è quella che si situa dentro mura facilmente visibili dall’occhio umano. Essa è anche extra moenia. Si allarga alle relazioni che in tempo reale sono consentite dalla telefonia cellulare, dai computer. Che fanno cambiare i bisogni dei cittadini. I quali devono potersi, senza stress e senza deliri di onnipotenza, adattarsi all’uso dei nuovi linguaggi, al padroneggiamento equilibrato dei nuovi sistemi di vita.
Questo è quanto vorremmo ottenere attraverso l’immissione di pensiero dentro le venature della nostra città. Questo il significato che abbiamo voluto attribuire all’attivazione di uno, più corsi universitari. Che, evidentemente, devono avere una loro ricaduta efficace sullo sviluppo del territorio.
Autore : Luciano Vullo
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