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Corriere di Gela | Basta con le schermaglie
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notizia del 01/03/2010 messa in rete alle 13:18:52
Basta con le schermaglie

Ci avete fatto caso a cosa sta succedendo in città a tre mesi dalle amministrative (si vota il 30 e 31 maggio) per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale? Non ci vuole molto ad accorgersene: schermaglie, provocazioni, lanci di sassi in piccionaia, bluff. Insomma, di tutto e di più, per intorbidire le acque, creare confusione, bruciare candidati; così, tanto per perdere tempo, non avendo idee credibili sui nomi e sui programmi. Ai quali ultimi, beninteso, nessuno ha ancora minimamente pensato.

Di fatto, non esiste un’agenda politica sulle cose da fare, con chi farle, quando farle. Non lo hanno fatto i partiti, non lo hanno fatto quei quattro-cinque aspiranti candidati, dell’uno e dell’altro schieramento, che si sono premurati a mettere il cappello sulla sedia. Ci riferiamo a Speziale, Fasulo e la Nuara (per il centrosinistra), di Cirignotta (dichiarato) e Pepe (che non conferma ma che neanche esclude). E basta.

Tutto qui? Macchè. Si discute anche di primarie. E la coalizione di centro-sinistra o pseudo tale si spacca anche in questo.

E’ il metodo che manca. E nessuno se la sente di metterne in tavola uno straccio. Per esempio, che sindaco si vuole? Con esperienza o senza, agganciato ai partiti o no, carismatico o con la schiena piegata, popolare o anomino, giovane o non più, moralmente irreprensibile o con qualche peccatuccio inconfessato. Partiamo da questo e vediamo a quali caratteristiche rispondono i nomi sin qui fatti.

Soffermiamoci sul centrosinistra. Speziale ha esperienze amministrative, è agganciato al partito, è carismatico, è popolarissimo, e per la irreprensibilità morale parla la sua investitura a presidente della Commissione regionale antimafia. Sembrerebbe il candidato perfetto, ma gli manca l’età. Nel senso che ne ha troppa (come i suoi incarichi politici e istituzionali), rispetto a tutti gli altri pretendenti, ad eccezione della Nuara, che dovrebbe avvicinarsi ai sessanta, come Speziale, che li compie l’anno prossimo. La Nuara difetta anche in carisma (rispetto al primo) e non è così tanto popolare, ma ha una buona esperienza amministrativa e una “fedina morale” garantita dall’affiancamento a Crocetta nella lotta contro l’illegalità.

Fasulo è più giovane, faccia da bravo ragazzo (anche se proprio ragazzo non è), difetta in popolarità, in esperienza amministrativa (è stato solo consigliere comunale e provinciale), in carisma, ma ha una rispecchiata condotta morale e politica. Potrebbe costituire il “nuovo”, ma deve fare i conti con gli altri requisiti. Tutto sta a cosa cercano e a quali valori vogliono ispirarsi coloro i quali dovranno decidere la fascia di candidato in pectore.

E per chiudere col centrosinistra, rimettiamo in gioco (lo faremo anche per il centrodestra) un altro personaggio, di area e non di appartenenza, che potrebbe alla fine essere inserito nella griglia di candidati papabili. E’ l’ing. Angelo Tuccio, presidente osannato del Gela calcio. E’ un quarantenne, popolarissimo, con esperienze collaudatissime nel settore privato (ha un’azienda florida che fattura decine se non centinaia di milioni di euro), ha sempre manifestato (e dimostrato) amore per la città, idee chiare per risolvere problemi, efficientismo senza pari, carisma, moralità fino a prova contraria. Gli manca solo l’aggancio ai partiti, ma anche qui, bisogna vedere se questo “handicap” lo si valuta come difetto o come pregio.

Tuccio non ha mai affrontato l’argomento candidatura, e quando – noi per primi qualche mese fa – è stato fatto, lui ha ignorato la cosa. Ma questo potrebbe non significare nulla. Semmai sorprende come mai nessuno – Speziale, Donegani, Crocetta, o anche altri esponenti del centrosinistra – non l’abbiano messo in campo. Evidentemente, o non hanno idee (e nomi alternativi) o non ritengono all’altezza il soggetto. Magari ci piace credere che non ci abbiano pensato e che lo faranno, giusto per porre fine alla guerriglia in atto tra i tre maggiori esponenti e parlamentari del Pd.

E veniamo al centrodestra. Qui, finora, chi si è esposto di più è Vincenzo Cirignotta, dell’Udc. C’è stata un’investitura ufficiale mesi addietro con i maggiorenti del partito a livello regionale e nazionale (mancavano solo Casini, Cesa e Buttiglione). Partecipatissima di pubblico la convention, tale forse da far paura agli altri partiti dello schieramento. Cirignotta è giovane, schiena dritta (l’unico dei consiglieri comunali ad aver fronteggiato a muso duro lo strapotere mediatico e non solo di Crocetta), agganciato al suo partito, faccia pulita, moralmente inattaccabile, gode di una certa popolarità. Insomma, anche in questo caso si potrebbe parlare di “nuovo” (ma nel centrodestra quasi tutto è così, se si tolgono Ventura, Scaglione e Gagliano). Cirignotta ha però un grosso problema: il suo partito non fila più come una volta con i vecchi partiti dello schieramento, causa lo scollamento a livello nazionale tra PdL e Udc, poi a pioggia anche a livello regionale. L’alleanza regge ancora a livello provinciale e nei comuni. E non si sa ancora fino a quando.

C’è poi un altro problema per Cirignotta: ha il cognato (Pepe) portabandiera in provincia del PdL Sicilia, forza politica che fa capo a Miccichè e che è in rotta di collisione con l’UdC, e da non trascurare alcuni pezzi importanti che via via sta perdendo (vedi Alessandra Ascia e Salvatore Gallo, consiglieri rispettivamente in Provincia e a Gela).

Probabile candidato Vincenzo Pepe. Giovane, esperienza da consigliere provinciale, moralità indiscutibile, poca popolarità (destino di quasi tutti quelli che hanno scelto la provincia anziché il comune), carisma da verificare, con un problema speculare: la candidatura del cognato Enzo Cirignotta.

E come per il centrosinistra, avanziamo l’ipotesi di un outsider a sorpresa. Avendo l’avv. Giacomo Ventura fatto sapere di non essere interessato (ma in politica, si sa, mai dire mai), l’alter ego dell’ing. Angelo Tuccio per il centrosinistra, potrebbe rivelarsi, anche qui molto a sorpresa, un altro ingegnere. Si tratta di Renato Mauro, Direttore generale del Comune, di confessata area centrodestra. Cinquantenne, esperienza amministrativa da vendere, carismatico, mai discusso moralmente, riconosciute capacità manageriali. Conosce la macchina amministrativa come pochi. Mauro, come Tuccio per lo schieramento opposto, potrebbe costituire per il centrodestra la soluzione unitaria, indispensabile per tentare di battere il competitor. Se dovesse candidarsi, naturalmente dovrebbe lasciare nei tempi di legge l’incarico al comune, base di forte conflitto di interessi.

Insomma, riteniamo sia giunto il momento di cominciare a giocare a carte coperte, scegliere nomi e mettere mano al programma. E che vinca il più credibile, il più onesto, chi ha – nel cuore e nella mente – il bene della città e del suo popolo.


Autore : Redazione Corriere


I Vostri commenti
Questi politici gareggiano tra loro per quella benedetta poltrona di sindaco.... io, al loro posto cercherei di aiutare la povera gente, quei signori che non riescono ad arrivare alla fine del mese e sono costretti ad elemosinare. Prima di tutto, il popolo, poi le poltrone e la visibilità. Grazie. Salvatore Di Dio

Autore: Salvatore Di Dio
data: 01/03/2010
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