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notizia del 04/10/2008 messa in rete alle 13:10:22
Acqua, il documento approvato dal Consiglio
I consiglieri comunali di Gela si fanno interpreti dei bisogni idrici della città, abbandonata al proprio gramo destino per le insipienze e le responsabilità delle tante autorità locali e regionali, fin qui dimostratesi insensibili ed incapaci di risolvere il problema idrico.
I consiglieri comunali protestano vibratamente per le assenze delle autorità regionali e provinciali (Siciliacque e Arra) che, sebbene chiamate a contribuire alla risoluzione della crisi idrica, hanno preferito non partecipare alla seduta straordinaria del consiglio sulla crisi idrica, convocata con tutti gli addetti ai lavori. I consiglieri comunali della città di Gela chiedono che il problema idrico della città venga sottoposto all’attenzione della Regione siciliana, alla quale denunciare lo scandalo della mancanza d’acqua e della superficialità di quella parte della politica locale, provinciale e regionale più interessata ad operazioni clientelari, con assunzioni di personale, che non a risolvere seriamente e concretamente l’atavico problema.
I consiglieri comunali chiedono il concorso di tutte le sinergie necessarie tra le varie autorità ed organi locali, provinciali, regionali e nazionali per affrontare la grave emergenza idrica ed avviare a soluzione definitiva il problema idrico (individuazione di fonti di approvvigionamento naturali e non, rifacimento intero della rete idrica, distribuzione dell’acqua con autobotti a titolo gratuito, azzeramento delle tariffe idriche e sospensione delle bollette). La presente protesta istituzionale del Consiglio comunale è anche volta a denunciare la drammaticità del problema che oltre a vessare l’intera popolazione, sta mettendo in ginocchio l’intera economia cittadina (settore agricolo e terziario, chiusura degli esercizi commerciali e delle strutture ricettive), aggravando la crisi economica già duramente colpita per i venti di recessione economica mondiale.
E’ evidente che nelle more della risoluzione in via definitiva del problema stesso, il sindaco deve farsi carico, per ovviare al problema dell’emergenza idrica, di emanare un provvedimento con cui si dichiara lo stato di emergenza intimando a chi di competenza di dare priorità riguardo l’utilizzazione dell’acqua per usi civili, quindi a quelli agricoli ed a quelli dell’industria. Così come si invita il responsabile del servizio dighe, visto l’approssimarsi la stagione delle piogge, ad autorizzare una quantità di acqua maggiore rispetto a quella attuale da invasare nel Disueri ed evitare che venga sversata in mare.
Il Consiglio infine decide, previo incontro dei capigruppo, di elaborare un documento-vertenza, che affronti e determini obiettivi complessivi che risolvino il problema acqua, dell’approvvigionamento alla distribuzione idrica, nonché la costituzione di un coordinamento politico-tecnico al fine di rendere irreversibile il processo per il raggiungimento dell’obiettivo finale che è quello di avere acqua ogni giorno, potabile ed al giusto prezzo.
Non si rinuncia comunque al pagamento dell’acqua al 50% richiamando le indicazioni dell’amministrazione comunale e della Regione siciliana.
Autore : Redazione Corriere
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