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Corriere di Gela | Referendum, il SI convinto del sindaco Fasulo
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notizia del 29/05/2011 messa in rete alle 12:29:14
Referendum, il SI convinto del sindaco Fasulo

Il sindaco Angelo Fasulo lancia un appello alla cittadinanza gelese affinché si mobiliti in massa per andare a votare il prossimo 12 e 13 giugno, quando si terranno i Referendum per cancellare le leggi sull’energia nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il “legittimo impedimento” che mette le alte cariche dello Stato al riparo dalla giustizia.

“Il prossimo 12 e 13 giugno tutti noi saremo chiamati a votare per i referendum su temi molto importanti per il nostro futuro e per quello dei nostri figli -ha detto il sindaco Fasulo- purtroppo non è ancora ben chiaro se il Governo nazionale ci lascerà questa possibilità viste le azioni che ha intrapreso per impedircelo ma la sostanza rimane. Bisogna andare a votare e soprattutto bisogna votare SI ai quesiti che ci verranno sottoposti. Il SI è l’unica scelta in grado di porre dei limiti a un potere che calpesta giustizia e democrazia e ad un modello di sviluppo inaccettabile, che ignora l’impatto che queste leggi avranno sull’Ambiente, sulla società e sul bene comune. SI per fermare l’escalation verso il nucleare e rilanciare le fonti di energia alternativa, SI per riportare finalmente l’Acqua, tema di vitale importanza in particolar modo per la nostra città, alla funzione pubblica e per ribadire che non la si può trattare come una merce comune ma come un diritto di tutti. SI affinché venga rafforzato il sacrosanto principio costituzionale che la Legge deve essere uguale per tutti e che non esistono cittadini più uguali degli altri”.

“Voglio dunque lanciare un appello affinché la cittadinanza gelese si esprima responsabilmente per il SI all’abrogazione di norme e disposizioni che finiranno per privarci di un futuro sereno e per convincere tutti i cittadini ad informarsi e ad utilizzare questa opportunità di democrazia e partecipazione -ha concluso il primo cittadino- il paese ha forte necessità di una società civile attiva che sappia alzare la voce per i propri diritti. Questi referendum non sono un affare partitico ma un affare di tutti e influiranno sul futuro di coloro che ancora non votano o che addirittura non sono nati. Non possiamo permetterci di ignorarli o sottovalutarli”.


Autore : Redazione Corriere
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