1 2 3 4 5
Corriere di Gela | Una sentenza del Cga fa gongolare Crocetta
Edizione online del Periodico settimanale di Attualità, Politica, Cultura, Sport a diffusione comprensoriale in edicola ogni sabato
notizia del 09/02/2005 messa in rete alle 12:24:14
Una sentenza del Cga fa gongolare Crocetta

Se la matematica non è un’opinione o forse meglio se un giudizio su due casi analoghi non può che essere identico, ci sono tutti i numeri perché il sindaco Crocetta rimanga al suo posto. Il 27 gennaio scorso è stata depositata una sentenza con cui il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana, seguendo i principi con cui aveva sentenziato sin dal 1996, ha confermato la sentenza del Tar Sicilia che aveva ritenuto nulle le schede in cui era stato scritto a penna il nome del candidato sindaco in aggiunta a quello prestampato sulla scheda elettorale su cui l’elettore aveva apposto il segno di croce. Quindi se ne ricava per analogia che tra qualche settimana anche la sentenza che riguarda Crocetta dovrebbe decretare il rigetto del ricorso di Giovanni Scaglione. Il verdetto è stato decretato in camera di consiglio in sede giurisdizionale con l’intervento dei componenti del Cga: Riccardo Virgilio, Presidente, Pier Giorgio Trovato, Giorgio Giaccardi, estensore, Antonino Corsaro, Francesco Teresi, componenti.
“Il collegio – è scritto nel corpo della sentenza – ha ritenuto di dovere confermare il proprio pregresso orientamento giurisprudenziale (Cga 30 aprile 1996, n.19; 28 gennaio1998, n.9) a mente del quale la disciplina di cui agli articoli 29 L.R. 7/1992 e L.R. n.35/1997 comporta la nullità del voto espresso con modalità oggettivamente difformi rispetto a quelle tipizzate dalle norme medesime. Fra tali modalità rientra, in particolare, la scritturazione del nominativo del candidato sindaco in aggiunta alla dicitura già apposta sulla scheda, accordando il legislatore regionale prevalenza alla garanzia di libertà e segretezza nell’espressione del voto rispetto alla tutela della volontà dell’elettore, ove questa risulti espressa con modalità tali da lasciare oggettivamente ipotizzare la possibile incidenza di fattori esterni che tale volontà abbiano in qualche modo condizionato o influenzato.
“Dobbiamo comunque attendere la sentenza che riguarda Gela – ci ha dichiarato uno dei legali del Comune Stefano Polizzotto – però dobbiamo dire che la sentenza di Cefalà Diana è un precedente importante. Dopo tanti anni il Cga si ripronuncia su questo benedetto principio del nome del sindaco ripetuto sulla scheda e in modo inequivocabile in forma chiara e netta afferma che il voto tutte le volte in cui la scheda oltre al nome prestampato riporta il nome del sindaco ripetuto dall’elettore, il voto è nullo. E si prescinde se trattasi di Comune grande piccolo o medio. Il principio è quello. Il legislatore regionale ha una legislazione particolare rispetto a quella nazionale, per cui proprio ilCga lo precisa nella sentenza. Il legislatore regionale ha adottato un altro criterio in cui dà prevalenza alla segretezza del voto”.


Autore : Redazione Corriere
In Edicola
Newsletter
Registrati alla Newsletter Gratuita del Corriere di Gela per ricevere le ultime notizie direttamente sul vostro indirizzo di posta elettronica.

La mia Email è
 
Iscrivimi
cancellami
Cerca
Cerca le notizie nel nostro archivio.

Cerca  
 
 
Informa un Amico Informa un Amico
Stampa la Notizia Stampa la Notizia
Commenta la Notizia Commenta la Notizia
 
㯰yright 2003 - 2026 Corriere di Gela. Tutti i diritti riservati. Powered by venturagiuseppe.it
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120