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notizia del 24/05/2008 messa in rete alle 12:20:09
Progetto Pesca a pieno regime
Il sito di interesse nazionale di Gela che comprende l’area dello stabilimento petrolchimico, l’area marina prospiciente e parte della Piana di Gela a nord dello stabilimento, risulta contaminato in maniera diffusa e massiva soprattutto da prodotti di origine petrolifera insieme a metalli pesanti e il sito del comune di Butera, in contrada Falconara e denominato “ex Lido Sorriso”, risulta potenzialmente contaminato da amianto. E’ quanto emerge dai dati forniti dall’Arpa (Agenzia regionale Protezione Ambiente) in merito al progetto “Elaborazione di un modello di gestione ambientale riguardante il settore della pesca e dell’acquacoltura finalizzato alla realizzazione di un piano di gestione integrata della fascia costiera”.
Finanziato dalla Regione Siciliana, Assessorato per la Cooperazione, il Commercio, l’Artigianato e la Pesca - Dipartimento Pesca, nell’ambito del Por Sicilia 2000-2006 Sfop - Asse IV – Misura 4.17 Sottomisura b, e voluto dalla Provincia in collaborazione con la Leonardo Business Consulting S.r.l. di Roma, società di consulenza specializzata nel supporto ai processi di marketing territoriale e formazione, il progetto è stato affidato al Project manager Sergio Scarciotta, al Project leader Antonino Iozza, ai tecnici Francesco Longo, Marcello Cannizzo, Floriana Cascio, Anna la Cognata e Giuseppe Di Dio.
Il progetto, che si ispira alle nuove politiche europee in merito alla gestione integrata della fascia costiera, interesserà le zone del comprensorio marino del sud della provincia e si svilupperà in 5 fasi: conoscitiva, di elaborazione, applicativa, di stesura dei moduli formativi e dei risultati ottenuti.
La fase conoscitiva e di raccolta, già in atto, è basata essenzialmente sui progetti di ricerca e sviluppo promossi dall’Unione Europea, dai Ministeri, dalla Regione, dagli Enti locali e provinciali, dagli istituti di Ricerca e dalle università. In questa fase, il cui obiettivo è quello di raccogliere, valutare e immagazzinare il massimo delle conoscenze e delle caratteristiche ambientali e socio economiche dell’area oggetto di studio, oltre al quadro delle zone contaminate e potenzialmente contaminate, anche l’ortofoto del territorio (vedute aeree), i dati relativi alla flora, alla fauna, alla qualità dell’aria e dei corpi idrici superficiali, ecc. Dati già inviati alla Leonardo Business e in attesa di elaborazione.
Autore : Redazione Corriere
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