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notizia del 17/03/2008 messa in rete alle 12:02:22
La Dc è morta. Viva la Dc!
Non se ne è parlato più di tanto sui giornali ma una sentenza della cassazione sui simboli ricusati, qualora divenisse definitiva, potrebbe avere qualche effetto di un certo rilievo su alcuni assetti della politica italiana e anche locale. Una sentenza, pronunciandosi definitivamente sulla lunga controversia con l'Udc, ha stabilito che il nome della Dc ed il simbolo dello scudocrociato con la scritta «Libertas» spettano al partito rappresentato dal presidente nazionale PierFerdinando Casini, dal segretario nazionale Lorenzo Cesa..
In poche parole si afferma che, al contrario di quanto sostenuto da Martinazzoli nel ’93 che aveva dichiarato “chiuso” il partito, la Dc in realtà non sarebbe mai stata sciolta, e dunque esisterebbe tuttora, con tutte le conseguenze del caso.
Si attendono le motivazioni della sentenza, ma certo proseguendo in questa direzione diversi cambiamenti rispetto allo scenario attuale vanno contemplati.
Si diceva, tempo addietro che, il partito di Gianfranco Rotondi non poteva più utilizzarne la denominazione, e l’Udc si pensava che doveva rinunciare al simbolo con lo scudocrociato, dopo che Pizza e Sandri, avevano in mano le sentenze che attestavano di poter utilizzare il glorioso scudo crociato Libertas, facendo illudere molti democristiani sparsi in Italia, recuperando, “disaporando”, ma invano.
Ma, se qualcuno da tempo va dicendo che ormai tanta acqua è passata sotto i ponti ed elettoralmente quel simbolo non tira nemmeno più tanto, probabilmente quello di poter morire democristiani è un miraggio che richiama nostalgie mai sopite e fa correre un dolce brivido lungo la schiena di molti. Già dall'inizio, alla consultazione delle liste, avevo rifiutato di candidarmi alla Camera come candidatura di servizio, nelle file del Pdl, come militante della Dc, ma mi sentivo orfano,e soprattutto non era corretto appartenere a un partito che non era in vita, che non rappresentasse nessuna competizione elettorale ed per questo dico che la Dc ormai è morta.
Autore : Lorenzo Raniolo
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