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Corriere di Gela | Come cambia la geografia del consiglio
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notizia del 24/05/2007 messa in rete alle 11:36:12
Come cambia la geografia del consiglio

Il sipario sulle elezioni è calato, ma c’è ancora chi sta in fibrillazione. Sono quei consiglieri che hanno un piede dentro e uno fuori. I controlli effettuati dal Centro elaborazione dati del Comune nelle 48 ore successive allo spoglio, hanno già ribaltato qualche verdetto. Il più clamoroso, lo scavalcamento del giovane candidato di Forza Italia Paolo Muncivì rispetto all’altrettanto giovane candidato dello stesso partito, Giovanni Cravana. Quest’ultimo, con i primi risultati raccolti dai gruppi di lavoro in Municipio attraverso le comunicazioni telefoniche dei presidenti di seggio a spoglio concluso, era stato dato per eletto, con 347 voti, 8 in più di Muncivì, che ne aveva ottenuti 339. Il personale del Ced, che ha nei giorni seguenti controllato le comunicazioni ufficiali, ha rettificato i risultati: Muncivì 354, Cravana fermo a 347.
Una beffa per altri due candidati, giunti a pari voti con i rispettivi colleghi di partito. Si sapeva già del diessino Emanuele Marchisciana, che con gli stessi voti (331) di Salvatore Liardo, dello stesso partito, resta fuori dal Consiglio perchè nella lista risultava appena dietro, essendosi osservato l’ordine alfabetico. A seguito del più accurato controllo da parte del personale del Ced, è venuto fuori un altro caso analogo. Stavolta ha interessato la lista dell’Udc, dove per lo stesso motivo, Salvatore Gallo (394 voti) è stato eletto pur avendo ottenuto gli stessi voti (394) del suo collega di partito, al quale in prima battuta gliene erano stati attribuiti 387.
Naturalmente, questi sono i risultati ufficiali ma non definitivi. Questi saranno stabiliti dalla Commissione elettorale circondariale, che effettuerà un controllo più accurato attraverso i verbali dei presidenti di seggio. Ragionevolmente, però, si può ritenere che il dato definitivo non dovrebbe discostarsi rispetto ai risultati provvisori scaturiti dal controllo delle comunicazioni ufficiali consegnate in Municipio dai presidenti di seggio.
L’ultima parola – è bene comunque sottolinearlo, spetterà alla Commissione.
In apprensione sono anche quei candidati dei partiti che hanno vinto le elezioni che potrebbero subentrare in Consiglio nel caso qualcuno degli eletti sarà chiamato a far parte della nuova giunta comunale. Gli assessori da nominarsi sono dieci. La spartizione dovrebbe interessare 4 diessini (compreso il vicesindaco), 2 della Margherita 8oltre al presidente del Consiglio), 1 ciascuno al Partito liberale, Libera città civile, Dc-Udeur, Comunisti italiani. Potrebbe rimanere fuori la lista Noi democratici-Italia di mezzo, se è vero che gli accordi con il responsabile del Partito di Follini a Gela, l’ing. Renato Mauro, che è presidente di banca, presidente dell’Eurobic e dirigente comunale, sono andati oltre alla nomina di un assessore di quella lista, dove la parte che fa riferimento al presidente della Provincia (Noi democratici) spera nella nomina dell’arch. Morana, candidato non eletto e surclassato dal folliniano Collorà.
Ora, se è anche vero che il sindaco Crocetta vuole giovani e donne in giunta, è probabile che le porte della giunta si aprano per la comunista Cassarà, che ritornerebbe a fare l’assessore (anche se l’interessata ha detto che vorrebbe fare l’esperienza di consigliere comunale), e per la Condello (Partito liberale), che, pur avendo avuto promesso l’assessorato nella passata consiliatura, rimase al palo, pur se ricompensata da un incarico di consulenza.
Non è da escludere, ma è difficile che ciò avvenga, la scelta su Silvana Grasso. La scrittrice è rimasta con il suo Coccodrillo fuori dal Consiglio. In più di un’occasione il sindaco ha manifestato l’intenzione di nominarla assessore, ma il mancato successo della sua lista potrebbe rendere difficoltoso il percorso.
Tornando ai candidati in apprensione, quindi, buone possibilità hanno di entrare i diessini piazzatisi ridosso degli eletti. Ritenendo scontata la riconferma in giunta di Donegani, Arancio, Cafà, forti dei rispettivi successi personali (assolutamente debordante la performace di Donegani, con i suoi quasi 1.400 voti di preferenza) e la nomina di un quarto assessore, le porte del consiglio si aprirebbero per Marchisciana, Catania, La Folaga e D’Arma, primi quattro dei non eletti. Per la Margherita, il giovane Gulizzi e l’uscente Collura.
Non sarà comunque facile far quadrare il cerchio, ma in soccorso di Crocetta, grande navigatore e dosatore di potere, si creeranno altri posti di sottogoverno, all’Ato, al ricostituendo Gela-Sviluppo, al Consorzio universitario (se si farà). E in ultima analisi, una consulenza si può sempre creare ad hoc per accontentare qualche escluso dalla spartizione del potere.
Tra qualche settimana, ne sapremo sicuramente di più.


Autore : Redazione Corriere
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