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Corriere di Gela | Si lavora al Progetto Provincia
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notizia del 28/08/2006 messa in rete alle 11:15:51
Si lavora al Progetto Provincia

Dopo anni di pubblicazioni su giornali locali, su quotidiani regionali, lettere ai sindaci, suggerimenti ai politici, sono arrivato ad una conclusione sull’argomento “Gela Provincia”: se aspettiamo “il Principe” che scenda dall’alto come un eroe e venga a salvarci, allora possiamo aspettare qualche secolo ancora, prima che giustizia venga fatta.
La necessità di creare una nuova provincia nella parte sud sud-est della Sicilia nasce dall’esigenza di sviluppo di alcuni comuni compresi all’interno delle province di: Caltanissetta, Enna, Agrigento, Catania, Ragusa. Comuni, che per cultura, storia, economia e linee di sviluppo future, condividono con Gela la voglia di maggiore autonomia.
Quella di una nuova provincia in questo luogo ha radici lontane, infatti, i primi tentativi risalgono al XIX secolo.
Con un decreto 11 ottobre 1817, emanato dal parlamento siciliano, il distretto di Terranova fu elevato a sottointendenza, poi trasformata in sottoprefettura, e compresa nella giurisdizione di Caltanissetta Provincia dal 1812. Nella sottointendenza di Terranova erano compresi i comuni mandamentali di: Riesi, Mazzarino, Butera, Niscemi. Verso la fine del 1800, Terranova (20.137 abitanti nel 1891) per evitare il lungo percorso ai cittadini della sottointendenza verso Caltanissetta, sede di tribunale, per la quale occorrevano due giorni di viaggio in carrozza, cominciò a reclamare il titolo di capoluogo di provincia.
Bisogna aspettare la visita di Benito Mussolini nell’agosto del 1937 per vedere il primo movimento di piazza a favore della provincia, durante un comizio del Duce, i gelesi gridarono: “Duce, niente vogliamo, solo Gela provincia e bacino montano” (diga Disueri).
Dopo la liberazione da parte degli alleati (lo sbarco avvenne a Gela il 10 luglio 1943) della Sicilia, fu nominato Alto Commissario per la Sicilia, il gelese Salvatore Aldisio, uno dei padri dell’Autonomia Regionale siciliana, successivamente Ministro della Marina Mercantile, dei Lavori Pubblici, dell’Industria e Commercio. Uomo politico eccezionale che però nulla poté contro Scelba e Sturzo per fare elevare Gela a provincia, fu a causa di questo che inserì nello Statuto della Regione Sicilia l’articolo 15:
1) Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne derivano sono soppressi nell’ambito della Regione Sicilia.
2) L’ordinamento degli enti locali si basa nella Regione stessa sui comuni e sui liberi consorzi comunali, dotati della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria.
3) Nel quadro di tali principi generali spetta alla Regione la legislazione esclusiva e l’esecuzione diretta in materia di circoscrizione, ordinamento e controllo degli enti locali.
Dopo l’Onorevole Aldisio, l’Avvocato Aldo Clementino Sindaco di Gela, decide di rispolverare l’argomento provincia, spinto dall’aumento demografico della città, decide di consultare i comuni del comprensorio, alla fine per diverse complicanze abbandonò la sfida.
L’ultimo tentativo di promuovere Gela a capoluogo di provincia fu fatto nel 1995, dal Comitato per la Provincia del Golfo presieduto dall’Ingegnere Renato Mauro.
Dieci anni dopo il nascente comitato “Progetto Provincia” vuole intraprendere quella che per questo territorio rappresenta “la madre di tutte le battaglie”: l’indipendenza fisica, politica ed economica, ovvero la creazione della decima provincia.
Il caso Gela è un caso unico in Italia, ovvero è l’unica città che supera il proprio capoluogo di ben 12.000 abitanti (Gela 72.444 abitanti Caltanissetta 60688 abitanti), se poi si aggiunge che dista 84 KM dal capoluogo e che è la sesta città della Sicilia (Palermo 652.640 ab., Catania 306.404 ab., Messina 236.621 ab., Siracusa 121.004 ab., Marsala 77.013 ab.), la 66° su 8.102 comuni in Italia, più grande di 46 capoluoghi di provincia, e di 4 capoluoghi di Regione (dati Istat censimento delle popolazioni 2001).
, e che ha possibilità di sviluppo uniche in Sicilia insieme al circondario, grazie alla sua posizione geografica: al centro del Mediterraneo; al centro della direttrice New York-Bombay; al centro della costa meridionale della Sicilia oltre ad essere il più grosso centro di tale costa; al centro dell’omonimo golfo con alle spalle la seconda piana della Sicilia (Piana di Gela). Solo allora ci si rende conto delle potenzialità di Gela, tali, se provincia e con opportune infrastrutture, da competere con le città regionali e sub-regionali (Palermo, Catania e Messina).
Le possibilità di sviluppo di una nuova provincia si moltiplicano se a tutto ciò si aggiunge l’abbattimento delle frontiere nel Mediterraneo nel 2011, che renderebbero questa nuova provincia al centro dei traffici mediterranei creando quindi, grandi possibilità di sviluppo e crescita dell’intero territorio provinciale.
Gela vanta inoltre, un comprensorio che attualmente gravita su cinque province: Caltanissetta, Enna, Agrigento, Catania, Ragusa. Comprensorio il più delle volte umiliato dalla gestione di tali province che non riescono né vogliono valorizzarlo. Comprensorio che ha Gela come punto di riferimento economico e di servizi, e con questa condividono da secoli tradizioni ed identità culturali.


Autore : Filippo Franzone - Presidente Progetto Provincia

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