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notizia del 24/09/2007 messa in rete alle 10:35:58
Consiglio, passa il piano triennale, lunedì si torna a parlare di bilancio
Sedute consiliari a singhiozzo in settimana. La prima martedì, con all’ordine del giorno dibattito e voto sul piano triennale delle opere pubbliche, che è stato approvato con un risicato 13 contro 11. Assenze sospette nel centrosinistra al momento del voto. Insomma, le prime vere difficoltà per la maggioranza che sostiene il sindaco Crocetta. Lo si è capito quando Federico, del Mpa, ha incassato l’unanimità dei consensi su un atto di indirizzo all’amministrazione che prevede l’impiego degli introiti per opere di urbanizzazione (10 milioni di euro) tutti in favore del risanamento dei quartieri a nord dell’abitato e di quelli di altre zone che hanno bisogno di interventi.
Questa prima seduta si è chiusa con la lettura da parte del presidente dell’Assemblea, Giuseppe Di Dio, della relazione sul bilancio di previsione 2007. Finita la relazione, i banchi del centrosinistra si sono svuotati ed è venuto meno il numero legale. Si è ripreso il giorno dopo, per il dibattito e l’approvazione del bilancio, sul quale pende la scadenza del 29 settembre. Qualche intervento e rinvio a lunedì.
Il piano triennale delle opere pubbliche 2007-2009 ha rischiato di fare la fine di quello dello scorso anno, bocciato con il voto contrario del centrodestra, nonostante oggi ci sia una maggioranza di centrosinistra solida, forte di 18 consiglieri su trenta.
Al momento del voto, ne mancavano cinque (i diessini D’Arma e La Folaga, il liberale Trufolo, il dc Ferrara, e Collorà, di Italia di Mezzo. Ma mentre i primi tre mancavano fisicamente dall’aula, Ferrara e Collorà si sono allontanati dai loro banchi poco prima del voto, assistendo alla votazione dal settore riservato al pubblico. Un modo, questo, di manifestare dissenso nei confronti del sindaco, al quale la federazione dc-pli-Idm da alcune settimane chiede una verifica del quadro politico, da effettuarsi prima del voto del bilancio.
Due le sedute svoltesi in settimana (una terza, in via straordinaria, si svolgerà venerdì 21 sera, ma sarà dedicata esclusivamente al tema dell’università); la prima martedì, nel corso della quale, pur tra mille tribolazioni, il piano triennale delle opere pubbliche è passato per il rotto della cuffia: 13 voti favorevoli e 11 contrari. La seconda si è svolta l’indomani sera, conclusasi praticamente con un nulla di fatto e con il rinvio a lunedì sera. Ma andiamo con ordine.
La seduta di martedì ha inizio con una richiesta di sospensione. L’opposizione vuole sindaco e assessori in aula, ma questi sono impegnati in una concomitante seduta di giunta per l’esame della vicenda legata allo spostamento del mercato settimanale. Si inizia con un po’ di ritardo e il sindaco legge subito l’elenco delle opere pubbliche contenute nel piano, soffermandosi sugli interventi previsti in questo 2007 (opere perloppiù da appaltare nei prossimi mesi, o già appaltate e addirittura in via di ultimazione). Intervengono Giocolano (indipendente), che chiede interventi per i quartieri a nord di via Venezia, mentre Paolo Cafà, di Sinistra democratica, dichiara di essere soddisfatto del piano. Federico (Mpa) chiede interventi su tutti i quartieri, privilegiando quelli che ne hanno maggior bisogno; Cirignotta (Udc) chiede al sindaco che fine hanno fatto le sue promesse elettorali per aeroporto, metropolitana, stadio, porto.
Nel bel pieno del dibattito sul piano triennale, il diessino Ventura, a sostegno di una delegazione di studenti universitari presenti in aula, chiede una sospensione per perméttere ad un rappresentante di informare i consiglieri sul rischio di chiusura dei corsi di Economia, la cui convenzione è già scaduta e che se non si rinnova prima della prossima riunione del Senato accademico dell’Ateneo catanese (24 settembre), i corsi saranno soppressi definitivamente. La proposta di sospensione non trova d’accordo Paolo Cafà, Giovanna Cassarà (pdci), Ferrara (dc) e Rinciani (sdi). La proposta Ventura incassa un consenso trasversale (intervengono in suo favore Scuvera, Federico, Cirignotta, La Folaga, Trainito. Messa ai voti, però, la proposta viene approvata. Parla lo studente Riccardo Vella, il quale informa il Consiglio della drammatica situazione dei corsi universitari, e fa un appello perchè il Comune faccia la sua parte, senza risparmiare critiche sia al sindaco Crocetta (presente in aula) sia nei confronti del presidente della Provincia Collura, definendo il modo di fare una lite tra bambini. Frattanto, il consigliere Ventura aveva raccolto le firme per chiedere al presidente del Consiglio Giuseppe Di Dio di convocare una seduta straordinaria con un solo punto all’odg sulla questione università. E’ già stata convocata per venerdì 21.
Si riprende con il dibattito sul piano triennale e Giordano (Margherita) fa rilevare che gli atti portati in Consiglio non sono completi. Questa osservazione apre la stura per interventi a catena da parte di consiglieri dell’opposizione, e non solo. Federico, a nome del centrodestra, dice che sarebbe meglio rinviare la votazione sul piano triennale per dare la possibilità ai consiglieri di prendere visione anche delle schede risultate mancanti. Aggiunge però che se la maggioranza, il cui numero dei presenti a quell'ora si era assottigliato a meno 15, quindi non sufficiente a mantenere il numero legale, avesse voluto votare l’atto, il centrodestra sarebbe stato disposto a rimanere in aula per mantenere la validità della seduta. Si susseguono una serie di interventi da una parte e dall’altra (Lucio Greco, di Forza Italia, ribadirà l’incompletezza dell’atto), finchè si giunge al voto. Il piano triennale passa con soli 13 voti favorevoli e 11 contrari. Si tenta di rinviare la seduta, due proposte vengono bocciate con voti trasversali. Si passa all’esame del bilancio di previsione. Il presidente Di Dio arriva appena a concludere la lettura della relazione introduttiva, quando i banchi del centrosinistra cominciano a svuotarsi. Gli undici consiglieri del centrodestra (mancava sin dall’inizio solo Celona, dell’Mpa) sono tutti presenti, del centrosinistra ne rimangono solo quattro (Paolo Cafà, Carmelo Ferrara e il presidente Di Dio). Con gli undici del centrodestra fanno 14, insufficienti a mantenere la validità della seduta, che viene così rinviata di un’ora, quindi all’indomani sera.
Mercoledì sera la seduta ha vita breve. Il sindaco è molto stanco (nottata precedente, incontro all’indomani con gli universitari, conferenza stampa sulla costituzione di parte civile del Comune al processo contro gli imputati dell’operazione Munda Mundis) ed anche molti consiglieri battono la fiacca. Situazione consiglia un ulteriore rinvio, stavolta a lunedì prossimo. Così il presidente Di Dio trova lo spazio per convocare in via straordinaria una seduta per venerdì sera, da dedicare alla questione legata all’università.
Autore : Redazione Corriere
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