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notizia del 14/02/2004 messa in rete alle 10:02:22
La scomparsa dell’avv. “Ciccio” Lorefice
La settimana scorsa é venuto a mancare improvvisamente, all’età di 80 anni, l’avv. Francesco Lorefice.
Il direttore Rocco Cerro e la redazione del Corriere di Gela sono vicini ai familiari del noto professionista scomparso: la moglie Nené, i figli Vittorio, Rosy, Sarita eVeronica.
In questa pagina riportiamo gli elogi funebri letti in cattedrale durante i funerali dall’Avv. Giuseppe Scialfa (vice presidente dell’Ordine degli Avvocati di Gela), dal Dott.Giovanni Turco (presidente del Rotary club) ed il personale ricordo dell’amico e collega avv. Angelo Vitale.
L'elogio di Giuseppe Scialfa
E’ difficile per me nascondere l’emozione nel trovarmi in questa situazione ed in questo luogo per ricordare la figura dell’Avv. Francesco Lorefice, che ha dato dimostrazione di grandissime capacità intellettive, culturali e professionali non soltanto nel campo dell’Avvocatura, ma anche nel pubblico e nel sociale.
Ho conosciuto l’Avv. Lorefice la prima settimana del mese di aprile 1975, quando, da sprovveduto ed impaurito praticante, ho cominciato a frequentare l’allora Pretura.
L’Avv. Aiello, infatti, presso il cui studio ero stato ammesso per la pratica forense, la prima cosa che ha fatto allorché ci siamo recati insieme per la prima volta in Pretura, è stata quella di presentarmi all’allora Pretore, Dr. Sardo, ed a tutti gli Avvocati che si trovavano all’udienza civile di quel mercoledì: ricordo, quelli che non sono più tra noi: gli Avvocati Michele Di Francesco, Grazio Favitta, Cesare Leopardi, Pippo Vitale, Luigi Di Mattia, Emanuele Ferrigno, Salvatore Brancaforte ed altri i cui nomi mi sfuggono.
Tra di essi c’era anche l’Avv. Lorefice che mi accolse con quel suo sorriso bonario che si portava sempre dietro, e con il quale, sono sicuro, se lo ricorderanno, e ce lo ricorderemo, tutti quelli che l’hanno conosciuto per motivi professionali e non.
Lo 'zio Ciccio' Lorefice, come affabilmente consentiva di farsi chiamare da qualcuno che gli era più vicino, è stata una figura importante all’interno dell’Avvocatura Gelese, alla quale ha dato lustro e prestigio per la sua capacità professionale, per la sua riconosciuta correttezza nei rapporti con i Colleghi e con la Magistratura, e per la sua innata benevolenza con la quale imponeva al suo interlocutore di turno una spontanea moderazione nei toni e nei modi di confrontarsi.
Non ricordo, mai, di aver sentito il tono della sua voce alterato o irritato più di tanto, nemmeno nelle più accese discussioni con le controparti, che inevitabilmente accadono svolgendo un’attività come quella dell’Avvocato.
Prestava un’attenzione particolare per i giovani avvocati che si affacciavano alla professione; nel rivolgersi a loro usava un modo affabile, cercava di metterli a loro agio, incoraggiandoli e dando loro consigli e suggerimenti.
A proposito dell’amabilità con la quale si proponeva verso gli altri, voglio ricordare una circostanza, forse nota a pochi, che ci accomunava, ed che mi consentiva di rivolgermi allo stesso scherzosamente definendolo 'l’avvocato senza penna': da sempre, infatti, sono stato il suo bersaglio preferito nella richiesta della penna per redigere il verbale di causa.
Ricordo come se fosse ora il suo scherzoso interpello che mi rivolgeva e che mi ha rivolto per centinaia di volte: 'Scialfetta dammi la penna quando completo il verbale'; penna che quasi sistematicamente dimenticava di restituirmi nell’immediato e che, qualche volta, lo costringeva a ritornare indietro dal luogo in cui si era spostato per riportarmela sempre sorridendo.
L’Avv. Lorefice, come ho detto prima, è stata una figura importante per l’Avvocatura Gelese per la quale ha dato molto, ed ha costituito un punto di riferimento professionale importantissimo per tutti.
Tutti gli riconoscevamo, tra l’atro, una competenza ed una preparazione particolari per le farraginose procedure fallimentari nelle quali era un maestro …e chi non si è rivolto a lui almeno una volta per un consiglio o per un suggerimento su questa materia!
Dopo la riforma fiscale degli inizi degli anni settanta, è stato il primo ad acquisire ed ha formarsi una specifica competenza per le controversie tributarie ed è stato per moltissimi anni l’unico Avvocato gelese a patrocinare le cause davanti le Commissioni Tributarie di Caltanissetta;
Ma il carissimo avv. Lorefice, ha avuto un ruolo importantissimo anche nella guida della classe forense gelese:
E’ stato, infatti, rappresentante dell’Avvocatura di Gela all’interno del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Caltanissetta, quando ancora il nostro Tribunale non era stato istituito.
In quel biennio, assieme a lui sono stato eletto anch’io, allora giovane Procuratore Legale, e tantissime volte abbiamo fatto su e giù da Caltanisetta, e Vi posso dire che è stato proprio nelle inevitabili discussioni sugli argomenti che si trattavano all’interno del Consiglio che ho potuto sperimentare la competenza, la serenità e l’umanità dell’Avv. Lorefice, sempre pronto ad immedesimarsi nei problemi degli iscritti e a scegliere ed a suggerire la soluzione più appropriata.
Ha fatto parte del Comitato spontaneo tra gli Avvocati che si è battuto per anni per la istituzione del Tribunale a Gela e dopo la sua istituzione, ha fatto parte del primo Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Gela che è stato costituito a seguito dell’istituzione del Tribunale.
All’interno dei citati consessi, l’Avv. Lorefice ha dato prova di alto senso di responsabilità, di serietà e di serenità nei giudizi.
Nella professione, dallo stesso vissuta sempre in maniera intensa e completa, ha raggiunto delle mete importantissime e significative che il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Gela ha voluto sottolineare in maniera solenne e festosa.
Allo stesso, infatti, non solo è stata consegnata la medaglia d’oro alla carriera per l’ininterrotto esercizio della professione per aver raggiunto i quaranta anni di attività professionale, ma circa un anno e mezzo fa, per il raggiungimento dei cinquant’anni di attività, gli è stata consegnata la “Toga d’oro”, che è il più alto riconoscimento al quale possa aspirare un Avvocato.
Era orgoglioso di aver raggiunto tali tappe e si sentiva gratificato per i riconoscimenti ricevuti dal Consiglio dell’Ordine, perché lui è stato sempre orgoglioso di essere un Avvocato appartenente al Foro di Gela, città che egli amava moltissimo e per la quale ha speso tante delle sue energie e del suo lavoro quotidiano.
Come ho accennato sopra, l’Av. Lorefice è stato molto impegnato anche nella vita pubblica e nel sociale ed è stato molto vicino all’On.le Aldisio.
- E’ stato, infatti, membro della Commissione Provinciale di Controllo di Caltanissetta;
- E’ stato eletto Consigliere provinciale ricoprendo anche la carica di Assessore provinciale alla Pubblica Istruzione;
- E’ stato anche Consigliere Comunale ed Assessore all’Annona presso il Comune di Gela;
- E’ stato per anni Presidente del Consiglio di amministrazione dell’Opera Pia Convitto Pignatelli di Gela;
- Ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale V. E. di Gela.
All’interno di tali organismi pubblici ha dato testimonianza di rettitudine, di legalità e di trasparenza che tutti gli hanno da sempre riconosciuto.
Voglio terminare questo mio modesto intervento, sicuro di interpretare il sentimento di tutta l’Avvocatura Gelese, esternando pubblicamente all’amatissima moglie, Signora Emanuela, ed ai familiari tutti, le sincere condoglianze di tutti noi, e facendo ad essi presenti che, con la scomparsa dell’Avv. Ciccio Lorefice, la Classe Forense di Gela perde una delle sue figure più rappresentative ed un punto di riferimento; ma la città di Gela ha perso sicuramente un Galantuomo.
L’intervento del presidente del Rotary Club Giovanni Turco
Sento il dovere, anche nella qualità di presidente del Rotary Club, di commemorare l’avv. Francesco Lorefice, socio e past president di questo Club, insignito della Paul Harris Fellow.
L’avv. Lorefice ha arricchito questo club con il suo fine intelletto, la sua vasta cultura, la sua arguzia, la sua grande affabilità, disponibilità e tolleranza; Egli sapeva essere sempre amico di tutti, al di sopra delle parti, esprimeva le sue sagge opinioni ed i suoi prudenti consigli per comporre le discordanze all’interno del Club.
Ha rappresentato esattamente i principi rotariani anche all’interno della sua professione, qualificando la sua attività professionale.
Era dedito alla sua professione di prestigio e valente avvocato civilista con specializzazione in Diritto societario, fallimentare e tributario, cui si dedicava con grande competenza, correttezza ed abnegazione; universalmente riconosciuto come professionista di elevato livello culturale e di alta competenza, dotato di alto senso dell’etica e della deontologia, consigliava al meglio i suoi clienti, evitando al massimo i processi e percorrendo, in via preferenziale, la composizione extra-giudiziaria, rinunciando così, per il bene del cliente, a lauti onorari che gli sarebbero pervenuti dall’intraprendere azioni giudiziarie.
Al Suo studio si sono formati, nel corso di più di cinquanta anni di attività, eccellenti professionisti, di cui ricordo per tutti l’avv. Pippo Vitale, nostro compianto socio.
Mi corre l’obbligo di citare che è stato uno dei principali artefici dell’istituzione del Tribunale di questa città, facendosi promotore dei vari comitati fin dagli anni cinquanta e partecipando a tutte le battaglie politiche per l’ottenimento del Tribunale a Gela.
Padre e marito esemplare poneva la famiglia al primo posto nella sua scala di valori.
Per comprendere bene l’uomo Francesco Lorefice bisogna risalire ai tempi della sua giovinezza, quando studente universitario, prima, e giovane professionista poi, faceva parte di quella ristretta cerchia di giovani intellettuali che attorniavano l’on. Salvatore Aldisio, nutrendosi ed ispirandosi ai principi etici e cristiani di Don Luigi Sturzo, principi ai quali egli non è mai venuto meno per tutta la sua vita ed in tutte le sue attività pubbliche e private.
Egli era il più vicino, tra tutti, all’on. Salvatore Aldisio, tant’è che fu, per tutto il periodo dell’attività politica dello stesso on. Aldisio, a capo della sua segreteria politica, tempi in cui l’on. Aldisio era stato commissario straordinario per la Regione Sicilia e poi Ministro ai Lavori pubblici.
A lui l’on. Aldisio affidò il suo testamento, con il compito di divenirne l’esecutore.
Nella sua lunga attività politica si schierò sempre in difesa degli umili, degli indifesi, dei meno abbienti.
Non cercò mai nulla per se, non fece affari con la politica, non acquistò beni o ricchezze materiali.
Da anni ormai non si dedicava più alla politica attiva, ma rimaneva sempre legato alla memoria di Salvatore Aldisio, non dimenticando, ogni anno, di far celebrare una messa in suo suffragio.
Porgo alla signora ed alla famiglia tutta il rammarico mio, del direttivo e di tutti i componenti del Club per la perdita incolmabile di un uomo e di un amico onesto, schietto e generoso, il cui ricordo rimarrà sempre nei nostri cuori.
Il ricordo dell'avv. Giuseppe Vitale
E’ andato anche lui in assoluto silenzio. Non sapevo nulla ed ho appreso la luttuosa notizia mentre aspettavo in piazza di vederlo passare nel suo solito incedere lesto e giovanile a dispetto degli 80 anni che da poco aveva compiuto. In realtà della morte, specie quando è inaspettata, è davvero crudele e ci fa scoprire le virtù di una persona che in vita, per naturale riservatezza – lungi e aliena da boriosa albagia – non lasciava manifestare. Ma l’amore vero, quello di radice cristiana, fa trasparire le qualità più recondite del cuore e solo queste nei rapporti interpersonali bisognerebbe percepire prima che sopraggiunga la fine, quando tutti presumiamo essere stati “buoni e generosi”.
L’avv. Francesco Lorefice fu un uomo semplice, umile ed amico affettuoso e tutta la sua vita fu profondamente ispirata a nobili sentimenti di fede in Dio, di dedizione alla famiglia, di operosità costante e intelligente, di coerenza agli impegni sociali, amministrativi e politici di cui veniva investito. L’ho conosciuto fin dagli anni universitari post-bellici, anni tanto difficili in cui studiare era sicuramente un sacrificio maggiore rispetto ai tempi di oggi. Eppure egli, ancora molto giovane, sapeva coniugare lo studio e il lavoro, non sottraendosi mai a reggere l’attività familiare dopo la morte del padre. Un grande onesto lavoratore da additare a fulgido esempio alle nuove generazioni. Svolse egregiamente per oltre 50 anni la professione forense, emergendo soprattutto nel campo civilistico e più specificatamente nei rami del diritto amministrativo, familiare, societario, fallimentare nei quali fu un vero Maestro. Esercitava con estrema bonarietà, mai alzando il tono della voce e mantenendo un contegno sempre dignitoso, non venale, atteggiamento ad un sorriso simpaticamente impenetrabile che gli serviva forse a meglio valutare le umane contese da una posizione più pacificatoria che conflittuale.
Fu estimatore dell’on. Alessi e vicino fedelissimo dell’on. Aldisio fino alla morte, il quale ne ricambiò la stima e la fiducia nominandolo suo esecutore testamentario. E per rendere la dovuta memoria all’illustre uomo politico gelese, l’avv. Lorefice fu il principale promotore e imperterrito sostenitore del monumento che è stato eretto in Piazza San Francesco.
Egli amò la vita e l’arte ed ebbe notevole senso di associazionismo, partecipando attivamente, assieme alla gentile e volitiva consorte, ad ogni manifestazione culturale e sociale. Addio Ciccio Lorefice, tu lasci eredità d’affetti, il Signore del Cielo ti accolga tra le anime elette.
(Angelo Vitale)
Autore : Redazione Corriere
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