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Corriere di Gela | Il Conapro via dal petrolchimico di Gela
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notizia del 23/04/2004 messa in rete alle 09:05:04

Il Conapro via dal petrolchimico di Gela

Il Conapro, consorzio nazionale produzione e lavoro, operante a Gela da anni grazie a commesse di lavoro sempre rinnovate all’interno dello stabilimento petrolchimico, é stato “licenziato” dalla direzione aziendale a seguito del mancato rilascio della certificazione antimafia da parte della Prefettura.
Sono circa 250 i lavoratori interessati, con gravi e conseguenti ripercussioni sull’occupazione. Il provvedimento di espulsione dalla fabbrica é stato firmato dall’ing. Andrea Frediani, in qualità di amministratore delegato della Raffineria di Gela Spa, che proprio in questi giorni ha lasciato l’incarico per tornare a dirigere uno stabilimento a Livorno (al suo posto arriverà l’ing. Giacomo Rispoli, proveniente da Porto Marghera.
La notizia ha suscitato le reazioni da parte dei rappresentanti del Conapro e messo sul piede di guerra i propri dipendenti, mentre politici e sindacati prendono posizione, mettendo al primo posto della vicenda la questione morale ed il principio di legalità.
Ricomincia così con vigore l’operazione di “pulizia” iniziata dal sindaco di Gela Rosario Crocetta l’11 marzo 2003, all’indomani della sua elezione: un’intensa attività che lo ha portato a denunciare i pesanti condizionamenti della piovra mafiosa sul territorio.
Ultimo atto, le pesanti accuse sulla gestione degli appalti del Petrolchimico di Gela, a detta del sindaco “totalmente in mano alla mafia”. E ora Crocetta è ben felice di complimentarsi “per l’azione pronta ed efficace svolta in questo campo da forze di Polizia, Prefettura, Questura, Commissariato di Gela e Ministero degli Interni. Che con un atto coraggioso – continua Crocetta – hanno deciso di non rilasciare il certificato antimafia a una delle società che negli ultimi due anni si è inspiegabilmente rafforzata oltre, ogni misura, conquistando, appalti su appalti, una notevole percentuale di lavoro all’interno del Petrolchimico, con la conseguente emerginazione delle imprese pulite. Tra l’altro – ha dichiarato stamane il sindaco – all’interno di questa società ci sono personaggi che hanno avuto parenti arrestati per mafia e considerati vicino a Provenzano”.
Un’operazione di intelligence estremamente forte da parte del Commissariato di Gela e che spinge Crocetta ad auspicare un incremento della presenza delle forze dell’ordine sul territorio, “non solo per premiare il lavoro di quanti si sono impegnati sul campo fino ad ora, ma anche per dare maggiore efficace ad un’azione che sta dando frutti importanti”.
E con la passione di chi crede profondamente in quello che fa, il sindaco di Gela lancia un messaggio forte che va oltre la speranza. Una dichiarazione di guerra, di lotta propositiva e costruttiva: “Gela sconfiggerà la mafia e con l'aiuto dello Stato e la collaborazione dei cittadini. Senza politicizzazioni, senza guardare in faccia nessuno, senza sconti, né a destra né a sinistra, al di là degli schieramenti e di ogni logica di appartenenza. Su questo fronte – continua il primo cittadino – nessuna tolleranza da parte del Comune di Gela. Perché la nostra operazione ha un solo obiettivo: dare spazio ai giovani che vogliono rappresentare un’imprenditoria pulita, permettere alle imprese sane di lavorare. Questo è il messaggio che io oggi sento di lanciare: venite a Gela perché si comincia a lavorare seriamente e senza condizionamenti. Con voi lo Stato – conclude Rosario Crocetta – le forze di polizia, un sindaco e un’amministrazione che garantiscono i vostri diritti”.


Autore : Redazione Corriere
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