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notizia del 18/07/2011 messa in rete alle 09:01:05
Tanti piccoli Nerone
Brutta excalation delinquenziale nell'ultima settimana con ben tre scuole violate ed il fuoco appiccato in aule ed arredi interni. Lasciamo agli investigatori fare il loro lavoro, ovviamente, ma visto l'intento solo distruttivo di questi atti, l'ipotesi più verosimile appare quella di condotte vandaliche poste per lo più in essere da piccoli teppisti. Poi, chissà, magari si scoprirà altro.
Intanto, però, il punto che vogliamo analizzare va ben oltre i contorni del mero fatto di cronaca. Ad essere prese di mira, infatti, sono le scuole: vale a dire le istituzioni educative per eccellenza. Il segnale è preoccupante e non può non suscitare un minimo di riflessione in merito. Si è parlato in questi anni a Gela di “Legalità”, “Rinascimento”, “Rivoluzioni Culturali” e quant'altro. Queste gesta, tutt'altro che eroiche in una società civile, ripetute peraltro in un arco ristretto di tempo, sono lontanissime dai nobili propositi urlati, specie in una condizione di campagna elettorale permanente e dalla quale non sembriamo più in grado di uscire.
Mancano i modelli. Sarà pure cambiato il modo di intendere ed esercitare il ruolo dei genitori, ma non credo che a casa si rimanga indifferenti nel vedere i propri figli giocare a fare i piromani imitando Nerone. Ciò postula, chiaramente, l'assenza o la scarsa presa di un'educazione al rispetto altrui, sia in termini di persone che di cose. Molto spesso siamo genitori incauti e diamo cattivi esempi ai nostri figli già dentro le mura di casa, figuriamoci fuori. Quando al modello educativo genitoriale si sostituiscono fiction e programmi televisivi surreali, pubblicità ingannevoli, messaggi informativi distorti, falsi idola, macchine che ti “connettono” ma che non comunicano reciprocamente e non interloquiscono, ci si approccia, poi, al mondo reale - specie quello della strada - veramente impreparati.
Non ultimo, esistono anche modelli pubblici, “abiti” pubblici e divise pubbliche che non possono che esprimere simboli positivi. Ciò presuppone il rispetto delle regole, del bene comune. Un rispetto spontaneo è sempre preferibile ma anche quello coercitivo non è da meno quando il caso lo richiede e si superano determinati limiti, diffusamente. Ad un certo punto, se gli appelli cadono nel vuoto, le frasi d'occasione, il “politichese” e (peggio ancora) gli slogan, non servono più a nulla. Prevenire è sempre meglio che curare, ma reprimere non è mai troppo tardi. E probabilmente qualche multa salata da pagare, non messa in conto nel bilancio familiare, indurrà il genitore di turno ad essere più avveduto a casa ed a stare più attento riguardo certi insegnamenti.
Autore : Clark Kent
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