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notizia del 21/02/2006 messa in rete alle 08:49:17
Gela, città sofferente
“Libertà, uguaglianza e fraternità”.
Venne urlato nelle piazze di Parigi nel 1787. Dopo oltre duecento anni sono utopie in Sicilia.
Il tutto è riferito all’istituzione del Polo Oncologico di San Cataldo.
In Sicilia non esistono diritti, leggi, senso morale e civico, questa volta non è colpa della mafia, ma della democrazia, della politica e dei politicanti, infatti basta sapere che Gela è la prima città in Sicilia, tra le prime 16 in Italia, per numero di morti per tumore, distante oltre 80 km dal centro oncologico più vicino, si presuma debba essere attenzionata con strutture adeguate a combattere questo flagello, per far ciò si dovrebbe investire a Gela, in modo tale che si possano curare e lenire i dolori di tali malattie causa di morte e disperazione tra i gelesi e gli abitanti dei centri vicini, senza provocare enormi disagi agli ammalati ed a loro parenti. Pochi giorni fa in un convegno nazionale di oncologi svoltosi a Giardini Naxos è stato dichiarato che le aree maggiormente a rischio sono quelle dove sono insidiati stabilimenti petrolchimici.
Ma in barba alla democrazia, leggi, regole morali, si istituisce un Polo Oncologico a San Cataldo, ad appena 10 km dal vicino Polo Oncologico di Caltanissetta, in un paese che non è nemmeno presente nella graduatoria delle città a rischio di malattie tumorali.
Noi gelesi boicottati dai siciliani dovremmo fare come Bossi, chiedere 100 per ottenere 10, dovremmo chiedere alla Regione e allo Stato, che incassano milioni di euro l’anno in diritti di estrazione petrolifera e raffinazione, che vogliamo diventare uno stato indipendente (100), in modo tale che ci riconoscono almeno come provincia (10), visto che le provincie hanno riconosciuti alcuni diritti come ad esempio il Polo Oncologico presente nelle nove provincie siciliane, tanto altro ancora viene riconosciuto alle provincie, Gela, invece, che “appartiene” ad una provincia parassita, deve sognare molti dei suoi progetti che s e provincia sarebbero già realizzati, invece, li vediamo realizzare altrove boicottando volutamente Gela ed il suo circondario.
Non può un capoluogo di provincia con 60.000 abitanti avere all’interno della propria provincia un comune più grande di esso di 12.000 abitanti, perchè si innescano “gelosie” pericolose e nocive per entrambi. Caltanissetta sede di capoluogo che vive di burocrazia e potere, Gela sede di 4/5 dell’economia dell’intera provincia vittima di un gioco distruttivo. Sono città che per cultura, tradizioni, vicissitudini ed errori passati e presenti, non possono convivere all’interno della stessa provincia in queste condizioni. E’ utile, per dare sviluppo alla zona sud della provincia, creare una nuova provincia e rimediare ad un errore fatto 150 anni fa e rendere giustizia ad abitanti maltrattati da varie generazioni.
Autore : Filippo Franzone - Presidente Progetto Provincia
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