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"I padrini del ponte", pamphlet di Mazzeo presentato in città
Lo scorso giovedì, all'interno della libreria “L'Araba Fenice”, è stato proposto agli intervenuti il saggio “I Padrini del Ponte”, edito dalle Edizioni Alegre di Roma.
Al centro della disamina, analitica e sempre densa di fonti, condotta dall'autore, Antonio Mazzeo, militante della rete No-Ponte, tra i primi free-lance a sollevare il velo sul Muos di Niscemi, il progetto del ponte sullo Stretto di Messina e il mare di affari che lo attraversa.
Un'opera, quella glorificata tanto dai governi di centro-destra che da quelli di centro-sinistra, da sempre oggetto delle mire, assai ben escogitate, dei gruppi criminali italiani e ancor più transnazionali.
Dal clan canadese dei Rizzuto, agli stragisti siciliani di Capaci e via D'Amelio, passando per le cosche nissene, etnee e messinesi, senza trascurare gli interessi delle corporations finanziarie medio-orientali, con in testa l'impero economico del BinLadin Group.
Tutti elementi toccati da Antonio Mazzeo nel corso della sua lunga ed esaustiva presentazione, introdotta dal giornalista Rosario Cauchi.
“Il vulnus essenziale che deve necessariamente debellarsi-ha detto Mazzeo-si situa in quel costante senso di sottovalutazione, presente soprattutto nelle reazioni istituzionali alle molteplici inchieste che in questi anni hanno riguardato l'affare ponte, che si è impadronito dei commenti dei maggiori media, quasi che si parlasse di personaggi folcloristici e non di avidi e assai forniti speculatori, in grado di stringere relazioni dirette, se non addirittura di vera appartenenza, con pericolosi gruppi della criminalità organizzata”. Il ponte, insomma, fa gola a molti: miliardi di euro, garantiti principalmente dallo Stato, non possono di certo essere trascurati, in special modo da chi della violazione delle regole, normative e morali, ha fatto la propria perpetua aspirazione.
Il business prima di tutto!
Personaggi assai noti alle cronache nazionali, faccendieri, alti dignitari della politica baronale, esponenti di primo piano del mercato dei capitali globali: non manca nessuno nell'asciutta descrizione proposta da Antonio Mazzeo.
L'unico vero assente, al momento, è proprio il progetto esecutivo di un'opera, voluta perché in grado di assicurare ai suoi realizzatori l'eterna gloria, ma al contempo temuta e contestata dalle popolazioni.
Tutto questo è emerso durante l'incontro, reso possibile dalla partecipazione, non solo della libreria “L'Araba Fenice”, ma, inoltre, delle associazioni “Liber Mundo”, “Liber Liber”, “Arci-Le Nuvole” e “As Sauari”.
Autore : Redazione Corriere
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