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notizia del 12/07/2009 messa in rete alle 23:38:09
La Cgil chiede un’indagine dell’Antimafia
“Mentre a Gela emerge, con l’operazione Cerberus, uno spaccato di intrecci tra mafia, imprenditoria e politica c’e’ chi nel consiglio comunale della citta’si prende la briga di attaccare il protocollo di legalita’ del 2004, sugli appalti pubblici. E’ un fatto inquietante che dovrebbe essere posto all’attenzione della commissione antimafia”.
Lo dice Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil siciliana, a proposito dello scontro di ieri nell’aula del comune di Gela tra il consigliere comunale del Pli, Grazio Trufolo, e il segretario provinciale della Fillea Cgil, Ignazio Giudice sul caso della Cedis, azienda alla quale l’Eni ha revocato le commesse dopo che il proprietario e’ stato arrestato per frode allo Stato. “Dire come fa Trufolo che i lavoratori sono fermi per colpa del protocollo di legalita’– dice Maggio schierandosi nettamente al fianco di Giudice – ha dell’incredibile, soprattutto nel contesto generale dove questo
avviene.
La Cgil e la Fillea – aggiunge l’esponente sindacale-si stanno battendo per accelerare la ricollocazione di questi lavoratori: non accettiamo nessuna forma di strumentalizzazione della vicenda, e chiediamo alle istituzioni e all’associazione degli industriali di adoperarsi assieme a noi per questo obiettivo”. La segretaria della Cgil siciliana specifica che “tentare un’operazione capziosa come quella che fa Trufolo cercando di contrapporre lavoro e iniziative per la legalita’e’ scorretto, pericoloso, e pone inquietanti interrogativi. Ci sono strade su cui non si torna indietro – conclude Maggio – i protocolli di legalita’ vanno estesi e se necessario migliorati e rafforzati”.
Autore : Redazione Corriere
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