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Corriere di Gela | Donegani sollecita gli investimenti dell’Eni
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notizia del 12/07/2009 messa in rete alle 23:37:06
Donegani sollecita gli investimenti dell’Eni

“L’avevamo dichiarato – commenta l’on. Donegani – che l’attuale processo di deriva portato avanti dal governo regionale e nazionale contro Gela, contro le imprese locali e i lavoratori del sito industriale, non era, né possono essere esagerate preoccupazioni”.
Se, da un lato, il blocco degli investimenti per circa 250 milioni di euro sul territorio di Gela da parte del Ministero dell’Ambiente – continua l’on. Donegani – scopre le bugie di un governo nazionale lontano dagli interessi dei siciliani e di un governo siciliano subalterno e incapace di alzare la voce a difesa dei siti industriali esistenti, (vedi Termini Imerese) dall’altro lato l’Eni, a Gela, mette all’ultimo posto ogni interesse per strategie industriali e investimenti utili a rilanciare globalmente l’economia isolana.
L’Eni da cinque anni a Gela non bandisce gare d’appalto e utilizza il sistema delle proroghe con gli stessi parametri di capitolati d’appalto per i contratti quadro di manutenzione della raffineria. Tali parametri non sono più compatibili con i costi reali d’impresa e ha ridotto fortemente la competitività delle aziende dell’indotto. Tra le altre cose, l’Eni non reinveste nemmeno gli utili sottratti alle imprese (circa il 3%). Basta con le proroghe. L’Eni deve, da subito, bandire le gare d’appalto.
Tutto ciò, da qualche anno, ha prodotto la fuoriuscita di alcune imprese locali dalla raffineria di Gela con la perdita dal ciclo produttivo di centinaia di lavoratori. Pertanto sono più che giustificate le preoccupazioni e gli allarmi delle maestranze locali, delle organizzazioni sindacali e della classe politica in generale.
I lavoratori e le imprese locali sono stanchi di subire e chiedono con forza di fermare l’emorragia destrutturante da parte dell’ENI sul sito industriale di Gela e, piuttosto che subordinare alla questua le legittime aspettative di lavoro e di commesse dei lavoratori e delle imprese locali, mantenga gli impegni assunti.

È necessario ridefinire urgentemente una nuova strategia sinergica e solidale da parte di tutti – conclude l’on. Donegani - per indurre l’Eni a non far morire a rate le aziende e le cooperative locali, magari con l’intento subdolo di favorire l’ingresso di nuove imprese del nord.
L’on. Donegani, infine, ha consegnato ai deputati nazionali del Pd un’interrogazione parlamentare da indirizzare al Ministero dell’Ambiente per comprendere i motivi per i quali sono stati sospesi gli investimenti di 250 milioni di euro sul territorio di Gela e quali provvedimenti intende adottare nei confronti dell’Eni perché Gela non perda, ancora una volta, l’occasione di rilanciare e riscattare un tessuto economico, sociale e ambientale vessato nel ventre del proprio suolo.


Autore : Redazione Corriere
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