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Corriere di Gela | La riforma Gelmini? Una polpetta al veleno
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notizia del 31/10/2008 messa in rete alle 23:29:55
La riforma Gelmini? Una polpetta al veleno

Veleno per tutti. La riforma papocchio della scuola è una polpetta al veleno che gli italiani tutti uniti dovremo al più presto restituire al mittente. Prima che entri in vigore e cominci a fare danno. Essa verrà deprivata della scuola. E’ la più grande sciagura che possa capitare alla società moderna e democratica. La modernità si istituisce sul sapere, sulla nuova enciclopedia delle scienze e della tecnologia, sulle nuove forme di comunicazione. Senza il sapere nessuna modernità. Senza un sapere delibato dalla scuola a tutti i bambini e le bambine cominceranno le discriminazioni. Il merito? Quanto abbiamo discusso su questo valore! La scuola del merito è quella contro la quale si mosse don Lorenzo Milani a Barbiana. Quanto tempo abbiamo dedicato a studiare la Lettera a una Professoressa dei Ragazzi di Barbiana. Nella cieca battaglia contro il ’68 la banda Berlusconi, Tremonti, Brunetta, Gelmini si comporta come una ruspa. Distrugge tutto. A cominciare dalla scuola elementare che ha permesso, finalmente, l’unificazione dell’Italia e degli italiani. Dando educazione e istruzione ai Gianni e ai Pierini. Recentemente si è aperta anche agli immigrati di tutti i paesi. La Gelmini ha preso a pretesto la valutazione dei ragazzi di 15-16 anni per sferrare l’attacco alla scuola primaria ignorando che in essa non esiste un impianto disciplinare che, invece, comparirà dopo negli altri gradi di scolarità. Sottigliezze pedagogiche che alla sensibilità grossolana della banda elefantiaca danno fastidio. Come gli dà fastidio tutto ciò che richiede pensiero, riflessione.
Veleno per le famiglie.
Verrà ridotto il tempo scuola. Come faranno, infatti, gli Enti Locali a fare fronte alla refezione dal momento che il governo ha tagliato i trasferimenti ai Comuni e alle Province? Dovranno istituirle a totale carico delle famiglie nel bel mezzo della crisi economica che non gli dà la possibilità di arrivare alla quarta settimana del mese?
Veleno per i docenti e il personale A.T.A. Si calcola che 140.000 unità resteranno fuori dalla scuola. Si affannano a dimostrare che non è vero e che il personale verrà riconfermato. Però non verranno confermati i precari perché non ci sarà spazio per i contratti a tempo determinato e non verranno fatte nuove assunzioni in ruolo con gravissime ripercussioni su quanti da anni, avendo superato il concorso, hanno aspettato e ora vedono sbattersi la porta in faccia e chiusa ogni aspettativa di futuro. Mobilità? Una parola magica. L’abbiamo sentita in occasione dei licenziamenti del personale Alitalia. Mobilitazione verso i call centers e verso le agenzie di viaggio. Una vergogna! La menzogna e la beffa come spettacolo buffo ad opera di chi sa che sta mentendo. Un tempo chi governava assicurava gli spettacoli ai cittadini. Si avvaleva dei gladiatori, dei comici, dei giocolieri e dei buffoni. Le cose sono cambiate. Chi governa non ha più bisogno di questi esperti perché lo spettacolo se lo dà da sé. Anzi è tutto uno spettacolo. Solo che nel suo cinismo distruttivo ha toccato un nervo scoperto della società italiana. L’istruzione di massa, la scuola, l’asse su cui si costruisce la democrazia moderna. Questo disegno non potrà passare. Non c’è solo il personale scolastico a difendere la scuola e a chiederne il miglioramento, la riqualificazione, non la distruzione. Lo sciopero del 30 ne è la testimonianza. Accanto al personale scolastico e in qualità di dirette interessate sono scese in campo –per usare l’espressione cara al premier- le famiglie e l’intera società.
Il Parlamento ha approvato il decreto avvelenato.
La società civile conosce la Costituzione. E si avvarrà degli strumenti costituzionali per difendere e migliorare la sua scuola. Sarà referendum. Non ho dubbi che da domani cominceremo a raccogliere le firme per l’abrogazione del decreto Gelmini e per rivendicare una scuola che sia all’altezza con i tempi moderni e rispettosa delle migliori tradizioni della cultura italiana.


Autore : Luciano Vullo

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