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notizia del 26/03/2010 messa in rete alle 23:24:56
Quel pasticciaccio degli Ato
Mentre scrivo all'Ars hanno finito di lottare contro il tempo per chiudere sui rifiuti e sulla riforma degli ATO, serbatoi clientelari che hanno accumulato oltre un miliardo di debiti. Si riducono da 27 a 10 e sono sostituiti dalle SRR (Società Regolamentazione Raccolta), una per provincia. Perché tutta questa fretta? I poveri deputati regionali sono già entrati in esercizio provvisorio e devono approvare al più presto il bilancio della Regione. Tu che stai leggendo non affrettarti a giudicare sul loro operato, poiché prima c'erano cose più importanti a cui pensare: governo di minoranza, appoggio esterno si, appoggio esterno no, partito del Sud nel centro-destra, partito del Sud traversale agli schieramenti e quant'altro. Il tutto, ovviamente, a pranzo e a cena, debitamente lontani dai palazzi del potere!
Oggi è toccato agli Ato. Fra qualche mese, forse, toccherà alle Asi. Quanto sa di "provinciale" non sembra più allietare il palato dei politici, quasi come il populismo da strada e degli show di cabaret in piazza che avanza all'urlo aboliamo le province! Intanto, la democrazia partecipata delle petizioni nelle città del comprensorio reclama Gela 10ª Provincia! Che poi quando l'Ispettorato generale di Finanza e della Ragioneria Generale dello Stato si mette ad indagare, chissà perché, molto meno virtuosi delle province sono i comuni: non sarebbe meglio, allora, abolire loro? Assumono personale di rado e quasi sempre con polemiche e ricorsi, se non proprio in maniera sfacciatamente illegittima. Non riescono a risparmiare e fare cassa neanche per sogno. Eppure, ricorrono spesso, per lo più immotivatamente, a consulenze, specie legali, non proprio a basso costo.
La lista degli sprechi e delle anomalie è lunga ma vorrei richiamare quella delle consulenze, in particolare quelle legali, ermblematica in fatto di sprechi di denaro pubblico.
Illogico, se non per ragioni incoffessate e (forse) incoffessabili, rinviare le questioni preferendo la via giudiziale come se fosse sempre obbligatoria nel perseguimento degli scopi dell'ente, non considerando mai, o quasi, l'eventualità di una scelta discrezionale che liquidi una volta per tutte la vicenda. Come dimostra la vicenda che qui sopra racconta il collega Cordaro.
Autore : Clark Kent
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