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Corriere di Gela | La legalità é proprio una cosa seria
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notizia del 31/05/2005 messa in rete alle 23:23:42
La legalità é proprio una cosa seria

Qualcuno ci può irresponsabilmente scherzare! Liberissimo di farlo. Chi governa, invece, non può permettersi facezie su questo tema. Il principale della società attuale. Addirittura precede, nella gerarchia dei valori, il tema della libertà individuale. Riguarda, infatti, la vita senza la quale non si esercita alcuna forma di libertà. Che quindi ha bisogno della legge.
Ne abbiamo discusso l’altro ieri col prof. Bruno Montanari. Niente accademismi. Attualità concreta, quasi terra terra. Ne sperimentiamo il dramma sulla nostra pelle. Per esempio agli aeroporti ci sentiamo “denudati” prima di imbarcarci. Spesso ci vengono sottratti beni ai quali siamo affezionati, innocenti. Una forbicina, una spilla. Per la sicurezza del volo veniamo privati di cose nostre, private. E’ ineluttabile. La sicurezza sociale prevale sulla libertà individuale.
Il bene comune, la vita che non è “mia”, “esclisivamente mia”, viene prima della mia dimensione singolare. E devo stare alle regole perché mi tornano utili.
La prevenzione sociale non riguarda solo il terrorismo che ha messo a rischio la vita di tutti. La guerra si combatteva tra ‘nemici’. Si distinguevano a vista per le divise e le bandiere. Non è così per il terrorismo. Occorre salvaguardare sia con la diplomazia, sia con le tecnologie le vite di tutti, in primis degli indifesi nei luoghi non destinati a combattimento.
La stessa logica vale contro la mafia. Mette a rischio la vita dei cittadini. Anche dei bambini. Attacca il tessuto connettivo delle città. Le strutture economiche, le coscienze dei cittadini. A tutti occorre dare sicurezza. Anche con le telecamere. Senza questa sicurezza non c’è libertà e tanto meno sviluppo.
Uno ‘stato’ violento sotterraneo, la mafia con leggi oscure, torbide, di violenza corrode la vita degli individui e delle comunità. Dei cittadini di Gela e della città. A cominciare dall’economia. Strozzata perché impedita nell’esercizio della libera competitività. Sottoposta a ‘leggi’ arbitrarie imposte con la violenza, il taglieggiamento, la minaccia spesso messa in atto in modo esemplare per piegare all’indiscutibile obbedienza. Uno stato sotterraneo. Vive nella vile oscurità e prospera grazie alle altrettanto vili e oscure connivenze imponendosi col ricatto. La città libera e civile non può tollerare la sudditanza al parassitismo. Vivrebbe ai margini. Morirebbe, anzi, come città. La città fu inventata dagli antichi Greci e si affermò nel mondo occidentale non come semplice agglomerato urbano. Luogo di relazioni geometriche interpersonali, invece, grazie alle quali gli uomini vivono la luce del sole. Siano quelle leggi orali o scritte, di origine divina o umana. Sacre anche quelle di origine umana perché rendono sacra e inviolabile la vita degli uomini. Bella perché può esprimersi fuori dalla caverna. Che poteva essere anche pigramente accettata, come ce la racconta Platone nel famosissimo mito. Ma diventa bella, desiderabile quando si affaccia alla luce del Sole e delle Stelle che può contemplare nell’immenso luminoso cielo.
Non vorrei fare lezioni a nessuno. La tentazione deve essere imbrigliata a guisa di puledro irrequieto. Però, credo che non possa sfuggire la valutazione dello straordinario sforzo profuso dal Sindaco di una città. Dico di Crocetta e di Gela. Quali intrecci sino a ieri inestricabili, oscuri, sotterranei!... Si vede che è possibile ridare luce a questa città. Cominciando dall’economia. Liberando operatori economici, dando loro la fiducia che prima non avevano accordato alle istituzioni. Perché investano quanto realizzato col loro onesto lavoro per produrre sviluppo per loro e per la città.
La cultura ne trarrà grande vantaggio. Torneranno a brillare gli occhi dei giovani per riconquistata fiducia.
A una giornalista che mi intervistava alcuni giorni fa, confessavo di essere figlio di un’ex ostetrica. Non regalava figli. Aiutava a partorirli. Alleviando i dolori delle mamme e mettendo nelle loro braccia un bambino. E le rendeva felici. Il Sindaco non deve essere un filosofo. Però non può ignorare l’insegnamento del grande maestro della filosofia occidentale. Socrate aiutava i giovani ad avviarsi verso la verità. Il Sindaco della città moderna, di Gela, impegnato a seminare la legalità, produrrà frutti saporiti. Il dolce sapore della libertà. Non è uno scherzo!


Autore : Luciano Vullo

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