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Corriere di Gela | Nasce la nuova Antiracket
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notizia del 31/05/2005 messa in rete alle 23:22:32

Nasce la nuova Antiracket

L’hanno definita la giornata della svolta sul fronte della mafia. La giornata del 27 maggio 2005 passerà alla storia di Gela come la giornata in cui la nostra città diventa il simbolo dell’antimafia. Poco più di dieci anni fa nasceva a Gela l’associazione antiracket con presidente la signora Evangelista vedova del commerciante Gaetano Giordano ucciso per mano mafiosa perché si opponeva al pagamento del pizzo e perchè aveva avuto il coraggio di denunciare in tribunale i suoi estortori. Ma ebbe vita breve nonostante aveva goduto dell’appoggio e della solidarietà dell’on. Tano Grasso che sfiduciato dovette gettare la spugna. Ed il giorno di presentazione della nuova associazione antiracket che prende il nome di “Gaetano Giordano” in un’aula consiliare gremita di autorità politiche, amministrative, religiose e militari, di forze sociali e sindacali e di comuni cittadini, Tano Grasso ha detto a gran voce che adesso le cose son cambiate. La nuova associazione ha adesso i suoi associati che non sono più soli come lo furono i commercianti Nino Miceli e Gaetano Ardente che dovettero lasciare Gela e andare a vivere altrove con una nuova identità. L’associazione non è semplicemente un’entità scritta sulla carta ma è fatta di uomini che vogliono vivere in libertà e lavorando onestamente senza dovere subire il ricatto della mafia e dell’usura. Il sodalizio che si è costituito nella nostra città permetterà di costruire insieme – per dirla col sindaco Crocetta che a gran voce lo ha ribadito dinanzi a tutte le autorità – un muro invalicabile contro la mafia mattoni su mattoni che i cittadini vorranno portare con il loro contributo e la loro collaborazione e soprattutto con le loro denunce per gustare il dolce sapore della legalità. La giornata della cultura antiracket è iniziata alle 10,30 del mattino quando il sindaco Crocetta con fascia tricolore a tracolla ha ricevuto dinanzi all’androne del Municipio il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano con al seguito parlamentari e numerosi autorità politiche provinciali e regionali. Subito dopo ha preso la parola il Prefetto Santoro che ha ringraziato il sottosegretario Mantovano per l’impegno che egli mette in questa specifica materia. ”Un ringraziamento devo anche farlo – ha continuato Santoro – a questo manipolo di associati a questa nascente associazione antiracket e antiusura. Oggi al di là di celebrare qualche cosa di positivo noi stiamo buttando le basi per una collaborazione futura e da domani bisogna lavorare sul serio. Il vincolo associativo è una cosa importantissima in quanto non fa sentire soli anche perché la Prefettura è un trade union con loro, ossia con gli as-sociati, col Ministero dell’Interno e con le forze di polizia. Non mi stancherò mai di ripetere di elogiare le forze di polizia per l’impegno che essi mettono sul territorio”. Dopo che Crocetta ha ricordato l’impegno che la Chiesa mette per dissuadere i suoi fedeli dall’intraprendere la via del malaffare e della illegalità facendolo con forza grazie al suo vescovo Pennisi, ha dato la parola a Tano Grasso, presidente nazionale onorario della Fai. Il suo è stato un discorso di ricordi legati alla costituzione della prima associazione antimafia a Gela, di amarezze soprattutto, ma ora con le condizioni mutate ha ricordato che si è iniziato un cammino diverso perché nell’associazione ci sono gli uomini liberi da condizionamenti e che hanno il coraggio di denunciare sapendo che non sono soli. “Gela e Palermo – ha affermato Grasso parlando delle associazioni antiracket sorte in Sicilia – non sono due cit-tà qualunque. Riuscire a realizzare una associazione antiracket a Gela e a Palermo rappresenta qualche cosa di più del raggiungimento di un obiettivo. L’ho detto ai giornalisti che l’associazione antiracket di Gela vale molto di più di qualunque altra associazione del resto dell’Italia. Essa è una delle più importanti a livello regionale e nazionale. Oggi bisogna dire grazie alla comunità di Gela e al sindaco Crocetta. Ma, e mi scuso se il protocollo non lo consente, anche un grazie al dott. Malafarina dirigente del Commissariato di Gela per il gran lavoro che ha svolto in questa città. Noi oggi abbiamo costituito questa associazione perché vogliamo che fuori arrivi il messaggio da questo tavolo. La merce che noi vogliamo vedere si chiama fiducia. Dobiamo dire a tutti di venire con noi perché abbiamo un interlocutore valido e credibile. Qui ci sono degli operatori economici che non hanno deciso di sfidare la mafia, ma degli operatori che hanno deciso di difendersi perché la mafia impedisce loro la libertà. Ci vuole coraggio, e le persone che aderiscono a questa associazione hanno dimostrato di averlo perché con la loro faccia si espongono. E’ un coraggio indispensabile se si vuole essere uomini liberi nella Sicilia”. Ha preso anche la parola Elisa Nuara, avvocato e insegnante. Ha parlato anche il vicepresidente nazionale antimafia Peppe Lumia che ha avuto parole di plauso per la nostra città che ha finalmente capito che la lotta alla mafia e la battaglia per la legalità passa attraverso il principio fondamentale dell’unità delle forze sociali e politiche. E proprio su questo versante ha lanciato anche un monito alle forze politiche nazionali della maggioranza che sul versante dell’antimafia non si deve scherzare. Dopo l’intervento del presidente na-zionale della Fai Lino Busa, è stata la volta del sottosegretario Alfredo Mantovano che anche lui ha ribadito come la mafia e il racket si sconfiggono non con le parole ma con i fatti unendo le forze e non isolandosi. “ Il ministero degli interni – ha affermato Mantovano – sta cercando di rendere più stretto il raccordo su tut-ti i soggetti che si muovono su questo fronte. Invito gli studenti delle scuole a realizzare un momento di confronto con quelle persone che hanno vissuto in prima persona la pressione e la presenza asfissiante della mafia. Diventa importante il dialogo se si instaura con chi ha guardato con gli occhi la mafia”.

Autore : Redazione Corriere
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