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notizia del 13/12/2003 messa in rete alle 23:19:50
Convegno su Pacem in terris
Agli studenti e alla città un augurio natalizio diverso, parlando di pace per diffondere la pace. Nel mondo e, ovviamente, nei cuori.
Ne discuteremo col Sindaco Rosario Crocetta, col Vescovo della nostra Diocesi Mons. Michele Pennini e col mons. Crepaldi della segreteria vaticana il prossimo 17 dicembre, di mattina con i giovani studenti, nel pomeriggio con i cittadini.
Trarremo lo spunto dal 40° anniversario dell’enciclica “Pacem in terris” di Giovanni XXIII.
Il Pontefice allora aprì una nuova era per la Chiesa, per i cattolici e per il mondo intero. Il Concilio Ecumenico Vaticano II abbattè il primo muro, quello che divideva il mondo cattolico da i non cattolici.
E fu tutta un’effervescenza che toccò in primo luogo il laicato cattolico in termini anche di protagonismo e partecipazione attiva all’interno della Chiesa.
Toccò i cristiani non cattolici e pure gli uomini di diversa fede e addirittura i non credenti.
Credo ne abbiano tratto benefici tutti.
Pure il mondo politico – non solo italiano- quello sindacale, la cultura.
I termini del dibattito si spostarono su piani molto costruttivi di speranze e di prospettive.
Il terrorismo degli anni 70 si incaricò di interrompere bruscamente la ricerca attraverso il dialogo la ricerca di nuovo futuro. La pratica sistematica della violenza –anche attraverso le stragi di Stato – contribuì a bloccare il nostro Paese. Qualche storico scrive ora di un “Paese mancato…”
Ritorna il terrorismo sul piano planetario, tornano puntuali le stragi e le violenze.
Torna, diffuso, il bisogno di pace connesso al convincimento che le guerre e la coercizione mai generarono pace, libertà, democrazia. Piuttosto sottomissione, sfruttamento, povertà e, quindi, focolai di ribellione, esplosioni di nuove violenze, altre stragi.
Troppe povertà ci sono in questo mondo luccicante di benessere che neanche i pochi possono sperimentare senza paure.
Il Natale luccica di doni.
Le città splendono di luci.
E’ giusto!
Cantiamo e balliamo.
Lo spumante, una bottiglia di vino, un fetta di panettone… siano di auspicio perché non vengano avvelenati dalla paura dell’insicurezza, dalla consapevolezza che per tanti, troppi bambini nel mondo anche gli sguardi sono domande di pane e di pace.
Autore : Luciano Vullo
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