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Corriere di Gela | Centro Zuppardo, nuova pubblicazione
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notizia del 13/11/2006 messa in rete alle 23:05:38
Centro Zuppardo, nuova pubblicazione

Iniziativa culturale del Centro Zuppardo presso l’Istituto Conte Testasecca di Caltanissetta. Viene presentato, il 18 novembre, in collaborazione con l’Associazione Culturale “Michele Tripisciano”, il libro di Nino Lacagnina “Tra sogno e poesia” pubblicato dalla Betania Editrice di Gela.
A presentare il libro sono stati chiamati la prof.ssa Rossana Manganaro, l’Arch. Carmelo Montagna, Nuccia Grosso, Lorena Scimè presidente del Centro di cultura e spiritualità cristiana “Salvatore Zuppardo” e Umberto Scarantino, presidente del centro Tripisciano di Caltanissetta.
Per l’occasione verrà inaugurata dall’on. Alessandro Pagano una mostra di pittura e scultura di Antonella Reale di Niscemi e Nino Lacagnina che è anche scultore.
La pittrice Antonella Reale è di Niscemi. Dopo aver conseguito la maturità scientifica ha frequentato numerosi corsi di pittura affinando il suo personalissimo stile. Per diversi anni ha ricoperto la cattedra di disegno e pittura presso l’Università Unitrè di Niscemi. Ha allestito mostre personali e partecipato a numerose rassegne collettive in ambito regionale, nazionale e internazionale ottenendo premi e riconoscimenti.
Nino Lacagnina è di Caltanissetta. Nelle sue opere c’è tutta la sensibilità dello scultore-poeta nisseno, artista solitario, colto, sensibile, amante della quiete e della semplicità.
Per lui, poeta vigoroso proiettato verso entusiasmanti esperienze di grande respiro culturale, tutto si traduce in essenzialità come a descrivere con il cuore e la passione immagini eteree e sognanti che prendono forma a contatto con le sue dita che magistralmente plasmano la creta impastata dalle sue mani. Le sue opere diventano così linguaggio nuovo e ricerca di un nuovo estetismo che anima soggetti e cose: li colora e li alita col suo amore di uomo sognante e semplice.
Lacagnina, “titano che con la mente intuisce l’infinito alla ricerca dell’immortalità”, prima di realizzare un’opera plastica fissa su un foglio di carta emozioni e sensazioni definiti “pensieri” che lui mastica, medita, riflette, fino a che quel pezzo di creta prende forma. Nel plasmare le sue opere è consapevole di realizzare un’azione cosciente del passato e del presente, interrogandosi in continuazione sui luoghi del silenzio e del sublime, segnati dai giorni e dagli attimi, frammisti a ricordi di viaggio in paesi fantastici con culture diverse.
Questi è Lacagnina, scultore dal cuore nobile, eccentrico ma semplice, che mira ad essenzializzare ogni cosa in un rapporto di quiete, di semplicità e di unità con la natura.


Autore : Redazione Corriere
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