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Corriere di Gela | Una serie di incontri promossa dall’Associazione disegnatori italiani
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notizia del 19/04/2013 messa in rete alle 22:59:29
Una serie di incontri promossa dall’Associazione disegnatori italiani

Nella storia isolana è indubbio che il design, inteso più largamente come cultura del progetto, ha dato vita, e continua a farlo, a episodi di grande qualità. Tali dinamiche spesso, a causa di un insufficiente sistema di relazioni, non hanno avuto la giusta evidenza, non solo sul piano della visibilità nazionale ma, nella maggior parte dei casi, anche su quello regionale.

Per questi motivi l'ADI Sicilia, presieduta dall'architetto gelese Vincenzo Castellana (nella foto), ha promosso l'ini-ziativa "Ferri di richiamo”. Si tratta di una serie di incontri tesi a conoscere, valorizzare e riproporre valori storici, progettuali e produttivi della nostra regione. Si tratta di quelle realtà storicizzate o contemporanee che, per produzione orientata alla qualità del progetto, hanno dimostrato di affermare la centralità del design.

Pertanto, i Ferri di richiamo, che nella tradizione edile servivano a proseguire la costruzione nel tempo, in questa accezione serviranno a rafforzare quel processo di significazione che non sempre, in passato, ha reso riconoscibile la cultura della qualità produttiva in Sicilia.

La divulgazione di episodi storici come quello di Ducrot e Basile, che in Europa costituì uno degli avamposti della produzione industriale di altissima qualità.

La tappa numero 10 di Ferri di Richiamo è stata, appunto, dedicata a questa esperienza siciliana. La letteratura storica corrente ha dimostrato che la produzione Ducrot Basile fu il primo esperimento in Italia, e tra i primi in Europa, dove si mise in piedi una produzione intesa come disegno industriale.

Durante l'incontro, consumato all'interno della sede nazionale di ADI, a Milano, giovedì 11 aprile, nel pieno degli eventi del salone Internazionale del Mobile, una giovane laureata della Iulm, seguita dal prof. Vanni Pasca, ha presentato la sua ricerca di tesi proprio sull'argomento. Nella stessa occasione diversi ospiti hanno relazionato coordinati e stimolati dall'architetto Castellana.

Il notissimo fotografo, di origini gelesi, Giovanni Chiaramonte che ha parlato sulla necessità di riappropriarsi del made in italy come processo di qualità totale.

L'importante storico e critico di Design, Vanni Pasca, è invece intervenuto sulle problematiche che in sicilia riguardano lo scarso tentativo di produrre design come strategia territoriale. Il direttore della scuola di design Abadir di Catania, l'architetto Lucia Giuliano, ha presentato le iniziative formative della scuola siciliana, ed in particolare il prossimo inizio della seconda edizione del Master di primo livello Out Door.

Diversi gli interventi dei partecipanti all'incontro tra i quali quello del designer siciliano ma milanese di adozione Vito Tripolone che ha progettato una lampada utilizzando delle lamine tirate fuori dalla Pala di Ficodindia .

In chiusura il presidente Vincenzo Castellana ha presentato le iniziative che Adisicilia sta conducendo nel territorio.

«Quanto prima – ha detto l’architetto Castellana – metteremo on line, proprio in occasione dei Saloni 2013, ill nuovo sito istituzionale della delegazione siciliana. Successivamente costituiremo un partenariato tra la delegazione Sicilia e l'importante azienda di caffè Moak. Questa collaborazione – ha aggiunto – vedrà l'avanzamento di diverse iniziative. Una ricerca verrà condotta presso l'azienda dalla neo laureata Paola Rinciani che, con la consulenza scientifica ddella nostra associazione, svilupperà un prototipo di museo di impresa Moak». Moak sosterrà la terza edizione del Concorso sul Design del Mediterraneo che Adi sicilia sta lanciando con la rivista scientifica Padjournal e con l'Accademia Mediterranea di Izmir in Turchia.

L'Adi Sicilia dal 2008 opera stimolando il contatto e le relazioni tra tutti gli attori ed i protagonisti del design che, ad oggi, non hanno avuto possibilità nè di emergere nè, tanto meno ,di costituire fronte comune nel processo progettuale e produttivo.


Autore : Redazione Corriere
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