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Corriere di Gela | Per Timpanelli, niente processo, è stato vittima di un complotto
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notizia del 19/04/2013 messa in rete alle 22:57:57

Per Timpanelli, niente processo, è stato vittima di un complotto

Alla fine, è riuscito a far valere le sue ragioni. Un anno di calvario per Domenico Timpanelli (nella foto), insegnante e promoter turistico, per una vicenda da cui esce a testa alta, ma – ahilui – con un’immagine tutta da ricostruire, anche per via di quei giorni di ingiusto carcere che ha dovuto soffrire, dopo che i finanzieri, probabilmente con un modus operandi negligente e superficiale, nell’aprile scorso, esattamente un anno fa, lo avevano arrestato dopo aver trovato nel parafango della sua automobile panetti di hashish per circa mezzo chilogrammo.

Timpanelli uscito dal carcere ha lottato con un leone per dimostrare di essere stato vittima di un complotto a tutto tondo, allo scopo di non mettere all’incasso un assegno di 250 mila euro frutto di investimenti andati a buon fine. Non bastò l’arresto. I finanzieri procedettero ad una perquisizione domiciliare del Timpanelli e, rinvenendo alcunie monete antiche, lo denunciarono anche per detenzione di oggetti-reperti archeologici di interesse nazionale. Per questo ulteriore addebito, Domenico Timpanelli ha sempre sostenuto di essere stato oggetto di accanimento da parte degli investigatori, ai quali – ha dichiarato in conferenza stampa e nelle sue memorie difensive – aveva mostrato agli investigatori le ricevute degli acquisti sul portale ebay di quelle monete, che proprio nei giorni scorsi sono state dissequestrate e restituite allo stesso, come pure l’assegno di conto corrente di 250 mila euro.

La richiesta di archiviazione del procuratore Lucia Lotti fa chiarezza sulle vicende di Timpanelli ma non gli rende piena giustizia. Bisognerà ora individuare gli autori di un complotto non più presunto ed accertare se nell’operato degli investigatori vi siano state imperizie o negligenze, anche in buona fede.

Questo è il testo del comunicato della Procura di Gela.

«In data 28.04.2012 veniva convalidato l’arresto ed applicata la misura coercitiva della custodia cautelare in carcere nei confronti di Domenico Tmpanelli, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente per l’ipotesi accusatoria di aver detenuto nella sua autovettura marca Peugeot modello 308 CC targata DV*436*TN, sostanza stupefacente di vario tipo (nr. 5 panetti di hashish, per un peso complessivo di 482,00 gr circa e nr. 1 involucro di plastica contenente cocaina, per un peso complessivo pari a 5 gr), sostanze occultate nel vano tra la carrozzeria ed il passaruota anteriore del lato guidatore dell’autovettura e lì rinvenute. L’arresto del Timpanelli faceva seguito all’intervento della Compagnia della Guardia di Finanza di Gela effettuato sulla base di informazioni acquisite in pregressa attività info-investigativa.

A fronte di dati poco chiari emersi subito dopo l’arresto del Timpanelli, primo fra tutti il fatto che lo stupefacente era stato rinvenuto nel passaruote della sua autovettura e non all’interno della stessa, venivano effettuate dalla Procura della Repubblica e dalla polizia giudiziaria incaricata delle indagini una serie di accertamenti e riscontri allo scopo di ricostruire esattamente come si erano svolti i fatti ed a fare chiarezza su tutti gli elementi che avevano portato a scoprire lo stupefacente sull’auto di Timpanelli. In tale direzione sono stati considerati anche tutti gli elementi forniti dallo stesso indagato.

Al termine dell’attività d’indagine espletata la Procura della Repubblica ha ritenuto di avanzare richiesta di archiviazione nei confronti di Timpanelli in quanto è emersa la sua estraneità al fatto di detenzione di droga per il quale era stato era stato arrestato il 28.04.2012. E’ risultato, in sintesi, che nei confronti del predetto Timpanelli erano state simulate le tracce del reato di detenzione di droga con la conseguente calunnia in suo danno per il grave reato».


Autore : Redazione Corriere
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