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Corriere di Gela | San Giuseppe, una festa in chiave laica
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notizia del 21/03/2010 messa in rete alle 22:49:48
San Giuseppe, una festa in chiave laica

Il 19 marzo ricorre ogni anno l'onomastico di tutti i Giuseppe, la festa del papà e, soprattutto, la festa di San Giuseppe con tanto di cene (in realtà pranzi) votive. Una festa che sarà pure nata per ricordare i poveri, ma coi tempi che sono corsi sembrerebbe diventata quasi uno scherzo. Oggi, la forbice tra chi è povero e chi non lo è si è molto accorciata. Per non parlare del dubbio che oramai s'insinua costantemente nell'individuare chi è povero davvero e chi lo è di mestiere e che nel chiedere ed accettare carità non prova affatto umiliazione alcuna. Ci sono tante, penso troppe, "questue" che suonano ai campanelli e non solo per la tavola di San Giuseppe.

Ci sarebbe poi da chiarire un punto.

In quest'occasione, San Giuseppe va inteso come il santo della provvidenza, con particolare riguardo agli orfanelli ed ai più deboli: è chiaro che quest'ultimi possono coincidere con i più poveri. Ma a me hanno insegnato al catechismo che il santo dei poveri è San Francesco.

Non a caso, probabilmente, lo scorso anno la Chiesa di San Francesco ha trasformato nella nostra città un culto privato in un vero e proprio culto pubblico, cercando di non sbeffeggiare il dettato vangelico che non vuole enfasi nel fare elemosina e concependo, di conseguenza, la gran tavolata come un vero e proprio "banco alimentare" (ed anche più, giacché sono stati donati vestiario ed altro) per indigenti: ma forse, sarebbe più appropriato farlo per la ricorrenza in onore di San Francesco, più che in quella del 19 marzo, in piena Quaresima.

Insomma, se volete sapere come la penso, per quel che mi riguarda, San Francesco è il santo della famiglia e come tale continuo a vedere la festa del 19 marzo.

La vedevo così da figlio. La vedo così oggi da papà. Certo, il fatto che le cene non sono allestite giust'appunto in quartieri dove il disagio socio-economico è meno avvertito, fa pensare molto. Tuttavia, quel poco di religioso che è rimasto è degno – comunque – del massimo rispetto: in particolare, per le famiglie che ritengono di aver ricevuto una grazia o che scelgono di far voto, la cena è una faccenda dannatamente seria.

Quel tanto di folklore che pervade è altrettanto meritevole di considerazione, col suo simbolismo sfrenato, affascinante anche da un punto di vista laico, per giunta alieno, come quello mio.


Autore : Clark Kent

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