notizia del 17/02/2008 messa in rete alle 22:45:52

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Estimatori ed ex allievi ricordano don Ninì Scucces
Sabato 16 febbraio alle ore 17 nell’aula magna del Cnos-Salesianio a Villaggio Aldisio si terrà un incontro dedicato a don Ninì Scucces (nella foto), per riflettere e testimoniare sulla sua vita, il suo impegno nel sociale e il messaggio che ha lasciato a tanti giovani. Parteciperanno il direttore della casa salesiana don Carmelo Umana, il direttore della Casa Nazareth di Viagrande don Sapienza, il sindaco di Gela Rosario Crocetta, l’assessore allo sport Miguel Donegani, e Giuseppe Orlando, presidente federazione spettorale sicula Ex allievi. Interverranno per un ricordo gli amici e gli ex allievi di don Scuccess Emanuele Astuto, Tina Cassarino, Emanuele Cassarino, Salvatore Duchetta, Gaetano Mancuso, Luigi Nastasi, Totò Sanzo, Salvatore Sauna.
L’incontro, dal titolo “Una vita per gli altri”, è organizzato dall’unione ex allievi/e Don Bosco e i Ragazzi e gli amici di Ninì. Ma chi era Don Ninì Scucces?
Nato a Modica il 19 gennaio del 1938, ha incarnato fino alla morte i valori e l’esempio di San Giovanni Bosco, dedicando la sua vita agli altri, al bene di tutti, al recupero delle vite distrutte dalle droghe.
Don Ninì proveniva dall’oratorio di Modica e prima di arrivare a Gela aveva fatto i campi di lavoro a Riesi e Palma di Montechiaro, e prima ancora l’oratorio di Messina (Camaro), quello di Pedara e di San Gregorio. Arrivò a Gela, come direttore dell’oratorio salesiano presso il villaggio Aldisio nel 1971, diventando un punto di riferimento fondamentale per lo sport a Gela. Costituì sei società sportive partecipando a tutte le categorie sia maschili che femminili: dagli esordienti agli allievi, dagli juniores ai campionati regionali passando dal calcio alla pallavolo, dal basket all’atletica, dal karate ai giochi della gioventù, vincendo campionati regionali e nazionali.
Prima del suo arrivo il villaggio Aldisio risultava, secondo i dati della questura di Gela, al primo posto come delinquenza giovanile, alla fine della sua permanenza a Gela (ben otto anni) era all’ultimo.
Autore : Redazione Corriere
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