notizia del 10/10/2003 messa in rete alle 22:37:09

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La nave greca riemerge
L’appuntamento è per sabato prossimo, 11 ottobre, alle 10,30 a Gela, Bosco Littorio. Una motovedetta condurrà gli ospiti a circa 800 metri dalla costa, nell’area dove si trova il più importante per dimensioni (21 metri di lunghezza, 6,50 di larghezza) e stato di conservazione dei relitti arcaici del Mediterraneo: qui in diretta verrà "ripescato" uno dei grossi madieri – l’M8, il più lungo del tratto di prua – che costituisce parte dell’ossatura della nave e giace su un fondale sabbioso e argilloso. L’evento celebrerà la conclusione della sesta campagna di scavo della nave greca arcaica; il prossimo e ultimo intervento partirà nel mese di maggio 2004 quando verrà recuperato il resto del relitto, il cui carico commerciale già rinvenuto è il più vario e abbondante che si conosca con ceramiche importate dalla Grecia o di produzione coloniale.
Gela non è nuova ad appuntamenti del genere, le sue viscere hanno restituito negli anni incredibili tesori, come i preziosi altari arcaici di produzione geloa: sono stati proprio i due reperti ad aprire il ciclo delle "visite" di beni appartenenti al patrimonio artistico siciliano a Montecitorio, prima di approdare al Louvre di Parigi e nei musei di Cleveland e Tampa negli States.
La ricchezza e la varietà del patrimonio archeologico di Gela si ripropongono di continuo all’attenzione di pubblico e studiosi per una serie di ritrovamenti subacquei e terrestri che contribuiscono ad arricchire il quadro delle conoscenze sulle relazioni commerciali della città greca e sulla ubicazione delle sue strutture portuali. Il recupero di parte del relitto (databile 500/480 a.C.) sarà accompagnato da altri momenti importanti che permetteranno la contestualizzazione del reperto stesso. Per la prima volta, infatti, sarà possibile visitare l’emporio arcaico ampliato dai nuovi ambienti portati alle luce dagli ultimi scavi che rendono il sito simile, per l’altezza delle strutture, a una piccola Pompei arcaica. Si tratta di muri in mattoni crudi ben conservati, alti almeno 2 metri e 70 e dotati di porte e finestre.
Un luogo di grande suggestione. L’incontro di sabato permetterà anche di visionare i più recenti recuperi dell’emporio e del carico della nave: crateri attici, coppe, pezzi di legno del fasciame con tracce visibili delle cuciture, del paramezzale e dei madieri attualmente a bagno in laboratorio. Tutti ritrovamenti che, insieme ai precedenti studi, hanno permesso agli archeologi di conoscere uno spaccato della vita dei marinai abituati a solcare il Mediterraneo e dei commercianti del tempo. Saranno inoltre presentate le scoperte fatte sulla vicina Acropoli, tra cui un mezzobusto di Athena di dimensioni umane e di eccezionale fattura, e altri oggetti votivi quali un serpente di terracotta, simbolo della dea della sapienza, protettrice dei naviganti e di Gela. In questo contesto, il relitto greco costituisce la scoperta subacquea più importante. La fantasia dell’uomo ha popolato il mare di divinità e demoni, così come traspare dalla tradizione mitologica e da quella letteraria: forse fu un’improvvisa tempesta a impedire alla nave di raggiungere il porto di Gela, localizzabile nel tratto di costa a sud dell’acropoli, nella zona chiamata Bosco Littorio, prossima alla foce del fiume Gela, dove sono stati rintracciati i resti del grande emporio. Proprio l’esistenza di questo scalo commerciale giustifica la presenza e la grande quantità di materiale di pregio ritrovato.
Spiega Rosalba Panvini, responsabile del servizio archeologico della Soprintendenza di Caltanissetta: "Si tratta di un’esperienza nuova per quel che riguarda l’attivazione di un cantiere su un relitto arcaico di tali dimensioni al largo delle coste. L’evento scientifico è importante perché le scoperte fatte sia a terra che in mare ribadiscono quanto l’emporio di Gela fu un importante centro di immagazzinamento di mercanzie da smistare verso l’interno e verso altri porti della costa siciliana. L’abbondante ceramica ritrovata sottolinea il fondamentale ruolo rivestito da Gela, tra il VI e il V secolo a.C., quale polo economico e commerciale del Mediterraneo".
Il "ripescaggio" sarà preceduto da una conferenza stampa a Bosco Littorio, sede della Soprintendenza, alla quale parteciperanno il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, l’assessore regionale ai beni culturali e ambientali, Fabio Granata, il direttore generale del Dipartimento Beni Culturali, Giuseppe Grado, il soprintendente di Caltanissetta, Giuseppe Gini, la direttrice scientifica dell’intera operazione, Rosalba Panvini, il professor Edoardo Tortorici, docente di topografia antica dell’Università di Catania, l’archeologa Alessandra Benini, e l’architetto Ettore Di Mauro, direttore tecnico dei lavori.
Per il direttore Grado "a Gela si ribadisce di nuovo l’impegno dell’ amministrazione regionale in un settore, quello dell’archeologia, capace di regalare ancora tante sorprese grazie anche agli investimenti di Agenda 2000".
La campagna a mare ha visto anche la partecipazione dello SCRAS, organo tecnico dell’assessorato ai Beni Culturali, che ha effettuato la documentazione fotografica.
Il recupero della nave è il preliminare di un’operazione di musealizzazione sulla quale la Regione Siciliana intende investire parecchio. Un modo per dare a Gela la possibilità di ritornare a essere quel polo commerciale che era nell’antichità. Partendo dalla cultura, per creare sviluppo e posti di lavoro. Commenta Granata: "Continua il progetto di valorizzazione del patrimonio archeologico sommerso attraverso un ritrovamento straordinario che è preludio di altre ricerche. Ormai la soprintendenza del mare è la prima necessità per la Sicilia. Siamo orgogliosi di restituire la vera immagine di Gela, quella di terra d’origine di una civiltà raffinatissima e non della follia in cui l’ha cacciata la cattiva politica e una forma di modernità malata".
Autore : Redazione Corriere
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