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Corriere di Gela | Precedenza ai bambini
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notizia del 17/09/2004 messa in rete alle 22:27:06
Precedenza ai bambini

Il cervello si è bloccato. Centinaia di bambini e di ragazzi massacrati atrocemente dai terroristi mentre con genitori e docenti festeggiano il primo giorno di scuola. Si allunga la lista delle stragi. Purtroppo terribilmente.
Paralizza il cervello il fatto che i bambini possano essere usati come arma di ricatto da parte del terrorismo. Tra gli umani i più indifesi. E quelli che suscitano più apprensioni. Per i quali gli uomini e le donne, non solo i genitori, sono disposti a tutto. Ne sanno qualcosa i pubblicitari. E anche gli industriali.
Per fortuna pure le associazioni umanitarie religiose e laiche. Gran parte della reclame è rivolta ai bambini e ai ragazzi. Così pure tanta produzione industriale. E’ facilmente osservabile che gran parte degli acquisti sono ‘concordati’ con i bambini che ‘selezionano’ la marca dello zainetto, del portamatite, delle scarpe, forse anche dell’automobile di mamma e papà.
E’ difficile resistere alle loro richieste. Difficile capire le motivazioni degli adulti che quasi sempre acconsentono. Le associazioni hanno bisogno di mostrare bimbi abbandonati, maltrattati e denutriti per ottenere il sostegno degli adulti per opere umanitarie nobilissime. Mi verrebbe da dire che i bambini sono l’anima del mondo per fortuna non solo degli affari. Forse danno il senso alla vita che di per se stessa non è né bella né brutta. E’ e diviene. Attimo dopo attimo. Presente transeunte. Uno sguardo innocente riporta alla terra. A rispondere alle domande. A prendere con mano per mettere in posizione eretta. A insegnare a volgere lo sguardo verso il sole, la luna, le stelle. Per la quale cosa gli uomini, animali umani, hanno inventato la scuola. L’istituzione che per ‘professione’ ha il compito di porgere la mano, cioè di delibare il sapere, di istruire, di cibare i bambini e le bambine che diventano ‘alunni’. (Parola che tutti sanno deriva dal latino “alo”, che vuole dire alimentare). Erano a Beslav per riprendere o per cominciare ad “alimentarsi” tanti bambini e bambine, ragazzi con mamme e padri. Sono stati sequestrati recisi, teneri papaveri rossi.
Il giornalista sequestrato e ucciso è una pugnalata al cuore non solo dei familiari. Così il soldato, così l’uomo di governo. Sanno, tuttavia, della missione e dei rischi.
I bambini vanno al primo giorno di scuola che è una festa e poi per imparare, magari festosamente sempre. Perché è una grande gioia imparare tante cose belle, quelle che insegnano le maestre e i maestri, le cose che rendono bella la vita. Senza le quali la vita degli umani non si solleverebbe dalla condizione della brutalità animalesca. Come spesso accade per opera di chi mantiene tanti bambini in Africa, America Latina, Asia nella fame e li condanna alla morte. E anche nel mondo cosiddetto sviluppato in cui vengono avviati alle pratiche delinquenziali, sfruttatti, oggetti di turpi bramosie.
Ignorati spesso dalla ragion di stato; di più dalle ragioni del mercato che li pensa solo come strumenti per incrementare, per dare ‘tono’ alla domanda di merci e alla realizzazione di ingenti profitti.
Solo una cosa mi viene da dire dinanzi a questa immane tragedia. Che i capi di governo si fermino un po’ a pensare ai bambini. Che all’Onu venga assegnata quell’autorevolezza con la quale frenare il terrorismo, quello nazionalista e quello fondamentalista. Solo l’Onu può essere autorizzata ad alzare forte la voce perché rappresenta il mmondo, tutti gli uomini e le donne e, in primisi, tutti i bambini e le bambine del mondo. Il singolo capo di stato può solo tremare dinanzi alla minaccia del terrorismo ceceno o d’altro colore. Ché qualsiasi sua decisione sarà sempre portatrice di tragici lutti.


Autore : Luciano Vullo

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