notizia del 10/04/2006 messa in rete alle 22:24:46

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ll saluto del Prefetto Santoro
Il prefetto di Caltanisetta Vincenzo Santoro (foto) lascia dopo due anni l’Ufficio territoriale del Governo di Caltanissetta (va a La Spezia).
Ha lavorato con grande impegno in un territorio molto difficile. Al suo posto, Pietro Lisi
Un Prefetto parte un Prefetto arriva, la storia si ripete e la provincia assiste ai mutamenti con distaccata attenzione sempre pronta a giudicare – con la severità ma anche con la generosità tipica della gente di Sicilia – coloro che nell’ambito delle istituzioni ricoprono gli incarichi significativi per la vita amministrativa e sociale del Paese.
Queste poche righe per ringraziare pubblicamente questa Provincia che ha avuto, tra i tanti meriti, quello di far rivivere ad un figlio di questa terra atmosfere, colori, odori e sapori dimenticati durante un cammino di vita che lo aveva portato lontano dalla Sicilia.
Coloro – e sono tanti, sia nel pubblico che nel privato – che con me hanno condiviso momenti significativi del mio lavoro, conoscono già la gratitudine che debbo loro per la solidarietà e le collaborazione che mi hanno dimostrato; agli altri desidero aggiungere al mio grazie, per avermi ospitato, l’assicurazione che porterò nel cuore il ricordo della calorosa cordialità e della fierezza nissena che nei due anni e più di mia permanenza ho avuto modo di apprezzare.
Vincenzo Santoro
Si é insediato Pietro Lisi
Giovedì è aprile scorso si é insediato il nuovo Prefetto di Caltanissetta, dott. Pietro Lisi. Ha preso il posto del dott. Vincenzo Santoro, destinato alla Prefettura di La Spezia.
Il dott. Lisi, 57 anni, già presidente della Commissione per il riconoscimento dello status di rifugiato presso la sede di Siracusa, é di origini messinesi ed é entrato nell’Amministrazione Civile del Ministero dell’Interno il 2 settembre del 1974, ricoprendo fra i vari incarichi quello di Vice Prefetto Vicario dal 1997 al 2005 presso la Prefettura di Catanzaro, nella cui provincia é stato anche Commissario dei Comuni di Lamezia Terme, Botricello e Borgia.
Autore : Redazione Corriere
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