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Operazione “Bombola d’oro”, 12 arresti per spaccio
I carabinieri del Reparto territoriale di Gela nella notte tra martedì e mercoledì scorsi hanno eseguito, in città e nelle province di Catania e Siracusa, una vasta operazione denominata Bombola d’oro, conclusasi con 12 arresti di soggetti responsabili del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
L’indagine, il cui nome trae origine dalla professione di uno dei principali indagati che gestisce una rivendita di bombole di gas, è stata condotta in collaborazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Gela ed i provvedimenti sono stati emessi dal Gip presso il locale Tribunale. Delle 12 persone arrestate, 10 sono state rinchiuse in carcere, due agli arresti domiciliari).
I Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela questa notte hanno dato luogo all’operazione “Bombola d’oro”, conclusasi con l’esecuzione di 12 Ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti responsabili del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
L’indagine, il cui nome trae origine dalla professione di uno dei principali indagati che gestisce una rivendita di bombole di gas, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Gela ed i provvedimenti sono stati emessi dal Gip presso il locale Tribunale.
A finire in manette i seguenti soggetti (i primi dieci associati in carcere, gli ultimi due, agli arresti domiciliari):
Salvatore Arizzi, nato a Gela il 01.05. 1987; Nunzio Andrea Attardi, nato a Gela il 28.06.1982; Angelo Bellomia, nato a Catania il 20.09.1963; 4. Giuseppe Domicoli, nato a Catania il 12.10.1989; Vincenzo Ieva, nato a Davos (Svizzera) il 09.10.1984; Claudio Loria, nato a Catania il 3.12.1969; Angelo Marino, nato a Gela il 04.03.1983; Luigi Morinello, nato a Gela il 20.07.1984; Antonio Radicia, nato a Gela il 10.07.1985; Michael Giuseppe Rapisarda, nato a Catania il 05.12.1991; Angelo Famao, nato a Vittoria il 30.05.1988; Carmelo Cavallo, nato a Gela il 16.11.1989;
Nello stesso contesto investigativo, è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria le seguenti persone: Orazio Tosto, nato a Gela il 19.1.1993; Cinzia Valenti, nata a Gela il 11.12.1986 e Pietro Caruso, nato a Gela il 05.01.1984.
Le indagini – i cui particolari sono stati illustrati mercoledì in una conferenza stampa in Procura – si sono protratte per un periodo complessivo di circa sei mesi. Avviate nel novembre del 2011, sono stati tenuti sotto osservazione alcuni movimenti sospetti del Morinello, che hanno portato i carabinieri del Reparto territoriale di Gela all’individuazione ed allo smantellamento di un’attiva e fitta rete di spacciatori, che giornalmente immettevano sul mercato grosse quantità di cocaina, traendo da questa illecita attività un notevole guadagno.
Ruolo centrale in questo gruppo malavitoso, che gli investigatori al momento non collocano in una vera e strutturata organizzazione è Luigi Morinello, noto alle forze dell’ordine per specifici reati in materia di sostanze stupefacenti.
I carabinieri lo hanno colto in diverse occasioni in atteggiamento sospetto, giungendo ad accertare il suo attivismo nel procurare cocaina a numerosi gelesi avvalendosi di alcuni fidati collaboratori quali l’Attardi. Cavallo, Bellomia e Marino.
E’ stato anche accertato che Morinello gestiva tempi, modalità e quantitativi di approvvigionamento della droga, stabilendo anche i flussi da immettere sul mercato locale; per tale attività avrebbe disposto di due spacciatori di fiducia, dislocati in differenti zone della città con il compito di gestire le cessioni agli acquirenti: il Marino nel quartiere San Giacomo e l’Attardi in zona Scavone, gestendo a casa propria le consegne agli acquirenti.
Il Morinello, per rifornirsi di cocaina si affidava al catanese Bellomia, scelto in quanto profondo conoscitore del mercato di sostanza stupefacente nella sua città di residenza; Bellomia dunque è il corriere di Morinello che, per suo conto, manteneva i contatti con i grossisti catanesi, identificati in Loria e Rapisarda, e da loro si recava ogni volta che Morinello gli richiede va un trasporto.
A seguito dell’arresto di Bellomia, fermato dai carabinieri mentre tornava da Catania con 50 grammi di cocaina nascosti in un paio di scarpe, Morinello, trovandosi nella necessità di individuare rapidamente nuove fonti di approvvigionamento, si era rivolto ai gelesi Radicia e Domicoli, gestori di un bar di via Crispi i quali, già noti per precedenti specifici (Radicia era stato arrestato dai carabinieri nell’indagine “Mercante in fiera”), non tardano a soddisfare le richieste di Morinello, rifornendolo della cocaina necessaria per far fronte alle numerose richieste che gli giungono da parte dei “clienti”, disorientati dall’improvvisa interruzione delle cessioni causata dall’arresto di Bellomia.
L’analisi delle vicende che coinvolgono i soggetti coinvolti ha permesso agli investigatori di raccogliere inconfutabili elementi di prova, supportati da concreti riscontri, che hanno accertato l’acquisto di cospicui quantitativi di cocaina, consentendo una dettagliata ricostruzione delle fasi prodromiche e successive alle cessioni.
Nel corso dell’attività si è accertato anche che il Morinello nel periodo compreso tra la fine del dicembre 2011 e i primi giorni di marzo 2012 ha commissionato a Bellomia ben 14 viaggi a Catania per comprare significative quantità di cocaina, stimabili in 50 grammi ad ogni “viaggio”, da riversare nel mercato dello spaccio gelese, per un totale di 700 grammi di cocaina collocati sulla piazza in poco più di 2 mesi.
La grande quantità di cocaina messa in commercio da Morinello confermerebbe le svariate cessioni documentate durante l’in-dagine, effettuate da Marino e Attardi, i quali erano in grado di cedere mediamente 7-10 dosi di cocaina ogni giorno. L’attività investigativa ha permesso di individuare un altro spacciatore, l’Arizzi, che, rifornendosi da Morinello, a sua volta cedeva la cocaina acquistata al proprio datore di lavoro, rivelatosi un forte assuntore.
Autore : Redazione Corriere
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