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notizia del 13/12/2013 messa in rete alle 22:09:36
Bancarelle tipo «fera del martedì»
Ovunque nel mondo, i mercatini di Natale si localizzano nel centro storico delle città. A Gela, nella piazza principale qualcuno ha deciso di installare le giostre, mentre i mercatini di Natale, se così possiamo chiamarli con non poca fantasia ed eccessivo eufemismo, sono stati dirottati in periferia: a Caposoprano, periferia nobile, e a Settefarine, periferia dell’inferno. Ridicolo. E con quale lungimiranza.
Si organizza la notte bianca (ma di quale bianco non si capisce cosa abbia questa notte) e non si tiene conto che anche questa, dovendosi organizzare al centro, ha bisogno di spazi per contenere le persone, che si spera siano tante. E allora, che ci stanno a fare le giostre in piazza Umberto? Non sarebbe stato più logico dirottare le giostre nel percheggio di Caposoprano e i mercatini in piazza Umberto?
Vogliamo parlare ancora dei mercatini di Natale?
Beh, sarebbe il caso di chiamarli mercatini dei martedì natalizi. Almeno così è stato l’anno scorso, prima esperienza in assoluto. Stessa location – il parcheggio inutilizzato di viale Indipendenza – stessa mercanzia: magliette, gonnellini, mutande, merce tipica da bancarelle degli extracomunitari. Ma è possibile che chi organizza queste scimiottate manifestazioni non si prende la briga di andare a visitare i veri mercatini di Natale? Che ci vuole? Certo, per i gelesi tutto fa brodo. Ma così la città non cresce e resta ai margini. Magari poi qualche assessore classificherà questi mercatini come autentici eventi. Che pena...
Autore : Redazione Corriere
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