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Corriere di Gela | Ai quattro venti
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notizia del 16/07/2010 messa in rete alle 22:05:01
Ai quattro venti

Che l'eolico sia un affare è oramai acclarato. Se lo sia conveniente per i cittadini gelesi e del comprensorio ad ovest della città (Butera e Licata), lo si deve ancora capire. Sul piatto della bilancia ci sono i vantaggi dell'energia pulita e delle fonti rinnovabili – specie in termini di ampie economie di scala – e gli svantaggi dell'impatto sul paesaggio, già deturpato dalla invasiva presenza industriale e produttiva ad est (direzione Acate/Vittoria). Va precisato, benché dovrebbe essere risaputo e quasi scontato, che la conversione dell'energia cinetica del vento in energia elettrica (o anche meccanica) avviene ad intermittenza (il vento non è indefinitamente costante) e quindi l'utilizzo di questa fonte è più integrativa che alternativa a quella tradizionale. Al riguardo, si investe di più sulla ricerca nel campo dell'energia solare, non solo perché quel grosso cerchio giallo continuerà a riscaldarci per almeno altri 4 miliardi di anni, ma anche e soprattutto perché a differenza che nell'eolico, nel fotovoltaico invece non ha preso piede la “Sindrome di Nimby”. E' notizia di questi giorni il secco “no” dell’assessore regionale siciliano all’Ambiente, Roberto Di Mauro, al progetto del parco eolico off shore nel golfo di Gela, nel tratto di mare tra Butera e Licata. Un progetto dall'iter travagliatissimo, con una prima bocciatura già esitata, sulla scorta delle proteste provenienti dalla società civile licatese e dall'espresso rifiuto deliberato dai consigli comunali di Butera e Gela. Il motivo principale? La troppa vicinanza (appena 5 miglia) del parco rispetto alla costa. Questo nuovo progetto, decisamente ridimensionato rispetto al primo (che prevedeva ben 113 torri), è stato modificato in sede di Valutazione d'impatto ambientale, una volta di competenza regionale. Oggi, la competenza spetta al Ministero dell’Ambiente che, nella persona dell'on. Stefania Prestigiacomo, poco più di una settimana fa ha sostanzialmente autorizzato il parco eolico off-shore. Formalmente, la delibera dev'essere collegiale, in sede di consiglio dei ministri. Ed al riguardo c'è da verificare come si comporterà il Ministro ai Beni Culturali, Sen. Sandro Bondi, il cui dicastero ha espresso parere negativo così come la stessa Soprintendenza Provinciale di Caltanissetta. Va da sé che il passaggio di competenze al Ministero, teso a vanificare le eventuali rimostranze di regioni ed enti locali, è giustificato dalla circostanza che è pur sempre lo Stato il titolare del demanio marittimo.

A reiterare il progetto è la Mediterranean Wind Off Shore Srl, società del Gruppo Termomeccanica, il cui azionista di maggioranza è il potentato bancario Intesa San Paolo: ciò a conferma dell'apprezzamento sempre più crescente del comparto finanziario-creditizio verso il settore energetico ed, in particolare, delle fonti rinnovabili. La crisi finanziaria attuale e la carenza di liquidità ne sono un aspetto, ma non il solo. E' più opportuno approfondire questa tematica in separata sede: qui, ci limitiamo ad affermare che se i colossi bancari, gestori dei nostri risparmi, intravedono il futuro su questo versante, che fino a non poco tempo fa era ancora di nicchia, vorrà dire che si sono fatti i dovuti conti: e loro i conti (se) li sanno fare! Peraltro che il settore sia appetito, oltre che il luogo specifico al largo del golfo di Gela, lo dimostrano altri due progetti esistenti, sebbene sembrano essere rimasti solo sulla carta. Uno è della Enel Green Power, la quale non è andata oltre un comunicato stampa in cui preannunciava la presentazione di un progetto che prevedeva fino a 115 torri. L'altro è del gruppo Toto, ex proprietario dell'AirOne, ma anche in questo caso, del progetto (non dissimile agli altri citati) non c'è evidente traccia al ministero dell'ambiente.

Che l'eolico, infine, sia un affare sempre e comunque “pulito” non è certo. Ad insinuare più d'un dubbio ci ha pensato la stessa magistratura con il filone d'inchiesta che ha già portato in carcere l'imprenditore sardo Flavio Carboni, il geometra Pasquale Lombardi ed il costruttore Arcangelo Martino. Per associazione a delinquere e violazione della legge Anselmi sulle società segrete (si sospetta una sorta di “Loggia P3”), risultano indagati il sen. Marcello Dell’Utri, il sottosegretario all’economia Nicola Cosentino, il coordinatore del Popolo della Libertà, Denis Verdini e l'ex assessore all'avvocatura della Regione Campania, Ernesto Sica. Il che ha messo in forte difficoltà il già citato Sandro Bondi.

Beh! Quasi quasi vado a chiedere al mio amico Eolo cosa ne pensa. Almeno spero di trovarlo. Ho già perso le tracce di Poseidone: mi dicono sia fortemente alienato dalla varie trivellazioni dei fondali. Più che altro, non vorrei che Eolo si arrabbiasse così tanto da decidere di smettere di soffiare e rinchiudere i venti nelle anfore come fece una volta Zeus, anzichè urlare tutto il suo pensiero... ai quattro venti!


Autore : Clark Kent

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