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Corriere di Gela | Sicurezza e legalità, a Gela lo Stato risponde Presente!
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notizia del 28/11/2005 messa in rete alle 21:58:57

Sicurezza e legalità, a Gela lo Stato risponde Presente!

“La legalità è una forma di cultura”. Questo è uno degli slogan che ha esplicitato il valore della grande manifestazione “Verso Sud. Sicurezza in viaggio: destinazione Europa”, ospitata a Gela presso l’ex Convitto Pignatelli Roviano, lunedì scorso. L’evento è stato promosso dal Prefetto di Caltanissetta e dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, il Sindaco di Gela Rosario Crocetta e dagli organi provinciali di Polizia.
Il piazzale interno del Pignatelli, allestito con numerosi stand, ha ospitato i mezzi di trasporto e modellini di mezzi su strada, navali e ferroviari con cui quotidianamente Polizia di Stato, l’Arma dei carabinieri, la Guardia di Finanza, e dunque il Corpo Forestale e la Polizia Penitenziaria operano sul territorio locale, provinciale e nazionale per la tutela del cittadino. Ogni reparto nel corso della giornata ha svolto una campagna di sensibilizzazione attraverso la distribuzione di materiale illustrativo per diffondere approfondimenti su i servizi che ogni organo può offrire alla società.
L’appuntamento con le scuole, i cittadini e gli organi politici ha voluto rappresentare un nuovo momento di confronto sull’impegno comune che porta al raggiungimento di obiettivi sociali, il cui riscontro si ripercuote nella situazione amministrativa e nei risultati raggiunti nell’azione di prevenzione dei diversi fenomeni criminosi. Una tavola rotonda ha riunito il Sottosegretario di Stato all’Interno, Sen. Antonio D’Alì, Il Presidente della Regione On. Salvatore Cuffaro, il Sindaco Crocetta e i numerosi ospiti pervenuti all’appuntamento, i quali hanno sviluppato le proprie riflessioni sull’argomento della Legalità e della prevenzione come sinonimo di sviluppo, lavoro e sicurezza. Gli interventi hanno lasciato spazio alla presentazione di due importanti progetti finanziati dal Ministero dell’Interno con i fondi del P.O.N. “Sicurezza per il Mezzogiorno d’Italia”. Il primo, “Città Futura” ha interessato i Comuni di Gela e di Niscemi per il miglioramento delle tecnologie e delle funzioni di controllo sul territorio teso a sradicare la cultura dell’illegalità, che i comuni stanno combattendo attraverso un sistema di video-sorveglianza all’interno dei percorsi urbani presso le attività commerciali per attutire il dilagarsi del processo mafioso. Il secondo progetto, verso cui è stato rivolto l’interesse collettivo durante l’appuntamento è denominato “CA.SA.si” esso amplia il controllo degli organi di polizia nei territori rurali di Butera, Gela, Mazzarino e Niscemi e delle città della Provincia di Ragusa, ovvero presso: Acate, Comiso, Santa Croce di Camerina e Vittoria, perché segnalate come zone poco attenzionate. La presenza di un tour tanto importante anche nella cittadina gelese è segno di maggiore fiducia da parte delle Istituzioni, di un ottimismo che abbatte le barriere delle dicerie sulla sua inefficienza ed incapacità di operare al fine di debellare le attività illecite nel settore agricolo, industriale e commerciale. L’evento, ha ospitato anche 17 reperti archeologici trafugati e recuperati dalle Forze dell’Ordine, che il Museo di Gela e la Soprintendenza hanno voluto concedere per permettere a tutti di poter ammirare il loro valore.
Tra ai vasi e ai frammenti, ed ai resti del doppio recupero ferroviario, anche un elmo bronzeo profilato in argento, risalente al IV sec. a.C. ritrovato da due cittadini gelesi, Franco Biundo e suo figlio durante una delle loro immersioni subacquee. Il reperto fu consegnato ai Carabinieri e donato nuovamente alla città. Testimonial del progetto sicurezza l’attrice Barbara Chiappini; Madrina d’onore, invece, la campionessa mondiale di fioretto femminile, Valentina Vez-zali. Il pomeriggio è stato riservato alla messa in scena del musical “The Lion King” allestito dal Cesma, all’esibizione dei giovani atleti della Ginnastica artistica e alle interviste che i più piccoli hanno rivolto ad alcuni calciatori del Gela Jt e ai cestisti del Basket Gela. Presente anche il Camper della Legalità e il camper dell’ambiente, che attraverso la diffusione di materiale informativo, hanno reso note alla cittadinanza le più grandi emergenze ambientali e naturalistiche rilevate nel comprensorio.

Lorena Scimè

Hanno detto


Rosario Crocetta, sindaco di Gela
“Questo è un tassello del percorso di legalità che abbiamo avviato nel 2002. C’è stato un vero e proprio sconvolgimento. Potremmo definirlo un vero e proprio terremoto rispetto agli equilibri mafiosi consolidati per anni in questa città con operazioni importantissime che hanno interessato l’economia attraverso la revoca di appalti ad imprese mafiose, il racket del pizzo con la costituzione dell’associazione antiracket e gli arresti di massa operati dalle forze dell’ordine con il coordinamento della magistratura. I reati ora sono in diminuzione. Quando mi sono insediato nel 2003 gli incendi erano 240 in un anno passando a 180 l’anno successivo ed ora sono meno della metà. Sembra poco ma Gela è una città che cambia sul terreno della legalità con un impulso nei lavori pubblici che non ha precedenti negli ultimi cinquant’anni. Sono sicuro che questa battaglia contro la mafia la vinceremo”.
Vincenzo Santoro, prefetto di Caltanissetta
“Questa è la tappa conclusiva del percorso di legalità che vede interessato tutto il sud dell’Italia. Questa tappa abbiamo voluto farla a Gela perché essendo considerata la città della illegalità e criminalità, abbiamo voluto affermare con la nostra presenza, ossia con la partecipazione dello Stato e di tutti gli organi che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, che Gela deve uscire dal tunnel e proporsi in ambito nazionale per altri valori. Il messaggio che voglio lanciare ai cittadini è uno slogan già usato: aiutateci ad aiutarvi. Stateci vicini, comunicateci fatti e segnalazioni in modo tale che noi possiamo intervenire”.
dott. Calvosa, prefetto di Ragusa
“Sono vicino al collega di Caltanissetta con cui combattiamo la stessa battaglia. La situazione dell’ordine pubblico e della convivenza civile è migliorata da qualche anno a questa parte ma resta ancora molto da fare”.
Filippo Collura, presidente della provincia di Caltanissetta
“A me piace riprendere un aspetto che è segnato anche sugli inviti di oggi: la legalità come forma di cultura. Se riusciamo a traghettare ossia a fare passare questo messaggio, allora avremo qualcosa da dire in termini di valori alle nuove generazioni che sono qui presenti. Rispetto della legge che va recuperata come dimensione pedagogica per trasmetterla alle nuove generazioni. E’ facile dire a parole di essere contro la mafia e l’illegalità, però quando ci mettiamo contro, ergiamo un diaframma tra noi e gli altri come se gli altri fossero portatori di illegalità e noi portatori di valori. Il concetto di legalità come cultura è un concetto che appartiene a tutti e che attraversa tutti. La legge morale deve stare dentro di noi. E’ questo il messaggio che oggi deve passare”.
Antonio Montagnino, senatore della Repubblica
“Sono d’accordo con Collura che la legalità è un fatto culturale e che stimola la consapevolezza di ciascuno che senza la legalità non ci può essere futuro. Senza la legalità non c’è affermazione di diritti e osservanza di doveri. Essa si manifesta attraverso atti e comportamenti non sulla base di sole dichiarazioni. E questo è avvenuto a Gela. Certo la mala pianta della criminalità non è stata estirpata. Segnali inquietanti ci sono ancora oggi, però in questi anni è nata una grande consapevolezza. C’è stato un percorso che è partito dalle istituzioni che sono lo sbarramento riguardo alle infiltrazioni della criminalità. La società che ha partecipato con elementi di grande concretezza, acquisendo la consapevolezza che c’è bisogno di isolare la mafia, di affermare i valori della legalità sulla base di regole e comportamenti che debbono essere rispettati. Gela è stata una città violentata, ma ora ha una prospettiva che corrisponde al sereno svolgersi della vita sociale e civile”.
Antonio D’Alì, sottosegretario agli Interni
“Abbiamo investito tantissimo in tema di sicurezza a Gela e in tutta la provincia di Caltanissetta. Oggi l’attenzione a Gela si estende anche al suo territorio. Si inaugura infatti anche un corso che riguarda la legalità e il controllo del territorio nella zona agricola. Il controllo del territorio è importante perché è una delle componenti essenziali perché lo Stato possa affermare la legalità ovunque. Si chiede insistentemente l’amento della pianta organica. Ma questa è una richiesta che proviene un po’ da tutte le realtà locali soprattutto laddove il fenomeno della criminalità organizzata è particolarmente diffuso. Il governo ha risposto negli ultimi anni con migliaia di assunzioni di nuovi dipendenti dislocati su tutto il territorio nazionale. Comunque credo che l’attenzione è massima e che i risultati siano stati in linea coin questo sforzo. Le forze dell’ordine e la magistratura hanno prodotto risultati straordinari in termini di operazioni sul territorio, di arresti e confische di beni della mafia. Su questo stiamo lavorando in collaborazione con la Commissione antimafia”.
Totò Cuffaro, presidente della Regione siciliana
“Continuo a pensare che la vera lotta alla mafia deve essere fatta dalla magistratura e dalle forze dell’ordine che hanno il compito di reprimere, dalla società che ha il difficilissimo ma l’importantissimo compito di far crescere la cultura della legalità, dalle istituzioni che hanno il compito di creare occasioni di sviluppo e di lavoro perché ogni posto di lavoro in più è una possibilità in meno per la mafia di arruolare nuova gente vittima del bisogno. In questi tre momenti c’è la vera lotta alla mafia. Noi riteniamo di averli fatti tutti. La mafia non si combatte con i proclami. Occorrono atti concreti. La ma infestazione di oggi contribuisce a fare crescere nella società una cultura della legalità vera perché entra nelle nostre case, parla ai nostri figli. Riguardo ai patti territoriali noi siciliani ci siamo fatti promotori per tutto il Pese e credo che nei prossimi giorni verrà alla luce questo decreto che risolve e aggiusta i problemi. Per quanto riguarda la costruzione del nuovo campo di calcio vedrò di trovare il modo di farlo finanziare. Infine stiamo lavorando per accelerare l’iter per fare avere i pareri e quindi avviare l’opera di costruzione del porto rifugio. Ci sono già le risorse e siamo fiduciosi”.

Nello Lombardo


Autore : Redazione Corriere
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