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Corriere di Gela | Lasciate che i reperti tornino a Gela
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notizia del 18/04/2005 messa in rete alle 21:57:42
Lasciate che i reperti tornino a Gela

Forse sarà la volta buona che i nostri reperti archeologici portati a Siracusa per il restauro nel 1925, ritornino a Gela. Il presidente dell’Archoeclub prof. Nuccio Mulè (nella foto) ha ingaggiato un’autentica battaglia sin dal 1997 per la restituzione di quei reperti. Qualche anno fa durante una ricerca nell’archivio storico del Comune trovò casualmente un fascicolo contenente atti dai quali risultava che reperti archeologici di Gela erano stati spediti temporaneamente al Museo archeologico di Siracusa per “essere sottoposti ad un lavoro lungo, difficile e paziente di selezione, di lavaggio e possibilmente di restauro”.
Nonostante siano trascorsi oltre settant’anni quei reperti si trovano ancora nella città aretusea. Mulè, nel denunciare come mai alcun sindaco si sia premurato a chiederne la restituzione, nel marzo del 97 si rivolse all’allora sindaco Franco Gallo il quale diffidò il direttore del Museo archeologico di Siracusa ma senza alcun esito. Mulè nel giugno dello scorso anno è tornato alla carica chiedendo per iscritto all’attuale primo cittadino di agire in giudizio contro la Soprintendenza di Siracusa perché restituisse quei reperti tenuto conto “che trattandosi di beni demaniali non sono soggetti a prescrizione”.
Per l’occasione lo storico gelese indicò anche i legali fiduciari dell’associazione cui il sindaco avrebbe dovuto conferire l’incarico per agire in giudizio. Si trattava degli avvocati Carolina Carfì e Giovanna Cassarà del foro di Gela.
E’ notizia di qualche giorno, che l’Amministrazione comunale ha deciso di portare in Tribunale il Museo archeologico Paolo Orsi di Siracusa per ottenere la restituzione di oltre 200 reperti archeologici che appartengono a Gela.
Lo scorso anno il prof. Nuccio Mulè si incontrò con l’avvocato Giovanna Cassarà, e studiarono assieme preliminarmente il ca-so. E se quest’ultima non ha assunto l’incarico è stato sol per via dell’incompatibilità occupando attualmente la carica di amministratore del Comune di Gela.
Siamo andati a trovarla per saperne di più e con documenti e leggi alla mano l’assessore Cassarà ci ha confermato che la restituzione dei reperti è fattibile e costituirebbe forse il primo ed eclatante. Infatti non si ricorda allo stato attuale che un Comune citi in giudizio un Ente per ottenere la restituzione di un bene indisponibile.
“Una volta che questi reperti torneranno a casa nostra – afferma Cassarà – potremmo esporli ai tanti turisti ed appassionati di beni culturali costituendo motivo di richiamo as-sieme ai tanti altri reperti che fanno sfoggio di sé presso il Museo archeologico di Gela. C’è stato un mondo intero quando fu organizzata al Convitto Pignatelli la mostra “Ta Attica”. Si potrebbe ripetere l’iniziativa con tutto il successo assicurato, in quanto si tratta di reperti considerati di grande pregio e singolarità dal punto storico archeologico. Ne trarrebbe sicuramente vantaggio il turismo con presenze di persone che potrebbero agevolmente soggiornare a Gela visto che stanno sorgendo numerosi alberghi nella nostra città che sta cambiando il suo look per via della riqualificazione dei quartieri e dello stesso centro storico”.
Quando all’assessore chiediamo se ci sono i presupposti perché Gela riabbia quei reperti così ci risponde: “Ci sono tutti i presupposti per portare avanti questa azione oltre che politicamente anche giuridicamente. Fu fatto uno studio e l’ufficio legale del Comune ritenne di dover portare avanti l’iniziativa. Infatti i beni culturali in questione non sono soggetti a prescrizione e fanno parte del patrimonio indisponibile del Comune.
Il legale che come Comune abbiamo incaricato andrà a valutare i modi e le azioni che si possono portare avanti dal punto di vista giuridico. All’archeoclub allora interessò l’aspetto culturale ed io fui un tramite perché il Comune patrocinasse questa causa politica”.
– Assessore Cassarà, si afferma che ci si trova dinanzi ad un fatto unico nel suo genere perché?
“Nessun Comune, per quanto io ne sappia, ha mai promosso un giudizio di questo tipo e pertanto diventa un precedente importante”.


Autore : Redazione Corriere
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