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Corriere di Gela | La strada per l’inferno
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notizia del 22/11/2010 messa in rete alle 21:57:16
La strada per l’inferno

L'Inail ha presentato il rapporto annuale dedicato agli infortuni sul lavoro avvenuti in Sicilia. Nel 2009, in Sicilia, gli infortuni sul lavoro sono stati quasi 35.000, in ogni caso meno di quelli registrati nel 2008 (oltre i 35.000), con una flessione di quasi l'otto percento che fondamentalmente ha riguardato tutte le province, tranne quella di Caltanissetta che è andata invece in controtendenza, con un incremento di oltre il sette percento: bella notizia, vero?

Ma se c'è stato un decremento degli infortuni, nell'isola sono aumentati gli incidenti sul lavoro mortali. Il dato di chiara lettura, anzi di inequivocabile lettura, è che le morti bianche all'interno degli ambienti di lavoro comuni come una fabbrica, un cantiere, un terreno agricolo (serre, aziende agricole, ecc. ecc.) sono stabili rispetto al 2008 (dovremmo esultare?), laddove l'incremento effettivo è esclusivamente ascrivibile ai sinistri mortali stadali, con commessi viaggiatori, autotrasportatori e padroncini di qualsiasi tipo, vittime sacrificali designate.

E' palese che tutti i presunti sforzi fatti in ordine alla sicurezza nei luoghi di lavoro svaniscono di colpo quando sulle strade siciliane la sicurezza assurge ad optional. E per quanto, per comodità, si continui a ragionare in termini di province, per come le province sono state ereditate dalla Sicilia fascista, si tratta comunque di un'esplicazione dei dati poco significativa. Gela ne è l'esempio per eccellenza. Quanti sono i lavoratori gelesi che, in direzione di Caltagirone, Mineo, Grammichele, Catania (CT), Piazza Armerina, Enna (EN), Licata, Campobello (AG), Vittoria, Acate, Chiramonte (RG), Butera, Mazzarino, Riesi, Caltanissetta (CL) rischiano ogni giorno la pelle, non per fato, o semplicemente per semplice distrazione e/o stanchezza, bensì per la scarsa manutenzione di strade sia statali che provinciali? Chi ha il coraggio di alzare la mano e asserire che la SS 115, la SS 117 e la SS 117 bis siano strade moderne e sicure? Il Ponte sullo Stretto? Non dico la Siracusa-Gela che chissà quando vedrà la luce (mai), ma noi ci accontenteremmo anche di molto meno, tanto per cominciare, magari a partire dal ripristino della Gela-Caltanissetta dopo lo scandaloso crollo del viadotto Geremia II, su cui ancora si latita impunemente, se è per questo!

Anche nel perimetro urbano, del resto, si rischia non poco. La situazione di Via Venezia è una bomba ad orologeria, anche dal punto di vista dell'inquinamento, come evidenziano quelli di “Sinistra ed Ecologia” in questi giorni. E che dire poi dell'olio idraulico vomitato sul alcune arterie cittadine dalla ditta che si occupa della pulizia urbana? Solo un paradosso che quelli di “Aria Nuova” hanno semplicemente denunciato alle cronache? No, affatto, è solo la porta dell'inferno sempre aperta. Basta fare autostop nella strada che porta ad esso, con la complicità malsana di politici ed amministratori: o si credono, costoro, che siano “supermen” come me a cui basta alzare un pugno per volare su nel cielo? La strada per l'inferno è perennemente assetata di sangue e perciò non può permettersi sconti, figuriamoci se fa differenze.


Autore : Clark Kent

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