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Corriere di Gela | Nell’alveo della Politica
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notizia del 20/10/2004 messa in rete alle 21:57:09
Nell’alveo della Politica

Scrive il Dott. Vincenzo Cirignotta, consigliere comunale di Nuova Sicilia, che urge “ricondurre il dibattito nell’alveo della Politica”. E usa la ‘P’ maiuscola. E mi pare anche giusto. L’approvo tout court e non certamente per smentirlo nel successivo ragionamento. Mantenere nello stato di continua (forse forzata e pretestuosa) belligeranza il Consiglio Comunale (eletto dal ‘popolo sovrano’, come direbbe Cossiga, ex Presidente della Repubblica) e l’Amministrazione Comunale, al cui vertice sta il Sindaco (anche egli eletto direttamente dallo stesso ‘popolo sovrano’, giova poco alla città. Anche se per la verità chi ha compiti amministrativi spesso di estrema urgenza, seppure tra mille difficoltà trova modo di onorare gli impegni. Talvolta dovendosi anche guardare da chi mina il campo proditoriamente, da chi assume toni di minaccia e da chi si serve di qualche ascaro che impunemente provoca. Soprattutto quando a governare la città è un sindaco terribilmente esposto, costretto – proprio così, ‘costretto’!- a vivere una vita blindata.
In una riunione del Consiglio Comunale ebbi modo di apprezzare gli inviti di Giocolano e di Robilatte alla concordia produttiva. Ché la città non ha bisogno di liti! Invece, di impegno. Di tanto impegno costruttivo; di tanta generosità, soprattutto dalla sua classe dirigente.
Da ultimo ho partecipato alla seduta di venerdì, giorno 8 ottobre. Era presente anche il dott. Cirignotta e credo che egli abbia sinceramente vissuto momenti di grande imbarazzo, nonostante abbia votato l’O.d.G. con cui il Consiglio ha per l’ennesima volta bacchettato il Sindaco, gli Assessori e i Dirigenti dei vari settori per le assenze.
Non mi piace entrare nel merito del regolamento del Consiglio (dico del ‘Consiglio’), a proposito del quale il Presidente, dott. Pino Federico, ha annunciato modifiche coerentemente con quanto richiesto dal Consigliere Giuseppe Di Dio. Mi pare inopportuno il richiamo alla legge istitutiva delle nuove Autonomie Locali, con la separazione delle competenze tra Sindaco e Consiglio Comunale.
La democrazia è rapporto corretto tra esercizio dei diritti e dei doveri nel rispetto della legge. Ciò non esclude, nella dialettica delle competenze, la civile e anche amichevole collaborazione. Col piacere della reciprocità e il pieno rispetto e anche riconoscimento delle fatiche (piacevoli, perché liberamente accettate) che gli amministratori devono quotidianamente sostenere.
Dico del Sindaco, dei Consiglieri e degli Assessori. In un momento c’è tanta confusione nella vita delle Istituzioni della Repubblica a causa dell’originalità del momento storico che impone spirito di riflessione e di ricerca cooperativa. Pena decisioni prese a cuor leggero sulla base di un istinto, nonostante precedenti lunghe riflessioni. Come è avvenuto nel caso del Regolamento della Refezione Scolastica.
Prima l’elaborazione del testo da parte della Ripartizione e dell’Assessore al ramo. Poi l’esame della Commissione. Dopo un anno e mezzo di maturazione nella botte (che vino!), finalmente arriva in Consiglio che dedica tante sedute all’esame degli otto articoli. Uno ad uno approvati. In particolare l’articolo n.6 con gli emendamenti proposti dal Presidente della Commissione Speciale, che ha vigilato sulla fornitura dei pasti, e del Consigliere Catalano. Tutto all’unanimità. Poi il testo integrale viene bocciato.
Un consigliere scopre il trucco! Ben 200.000.00 euro di guadagni per l’Amministrazione Comunale, considerato che la somma per la Refezione era accreditata dalla Regione. Né si considera che la Regione con un atto voluto dal presidente Cuffaro trasferisce ai Comuni somme senza una destinazione precisa, invece, viene decisa dai Comuni ‘autonomamente’. Che, quindi, non c’era un guadagno per l’Amministrazione col contributo dei genitori, ma un concorso nella spesa secondo fasce di reddito, con esclusione degli Isee dai 4.000.00 euro in giù, che l’avrebbero avuto gratuitamente.

L’istinto oppositivo ha annullato tante ore di proficuo e accurato dibattito. Per cui ha ragione il dott. Cirignotta: “ricondurre il dibattito nell’alveo della Politica”.
Né mi scandalizza che la Politica si avvalga della propaganda. Evidentemente ognuno è libero nello stabilire quanto di ‘propaganda’ deve intercedere il cammino della Politica e si assume le sue responsabilità ‘isituzionali’. Che sono anche personali e umane.
Non voglio fare la mia autodifesa. Però, non mi pare dignitoso che un assessore debba essere costretto (da chi’) ad interrogazioni che possono arrivare o essere rinviate. E che debba, di conseguenza, partecipare sempre a tutte le sedute, notturne, del Consiglio dopo un’intensa giornata di lavoro nella ripartizione, nei luoghi in cui viene richiesto dai cittadini, anche dalla stampa che, organo di informazione, ha anche potere di ‘governo’ della democrazia moderna che sull’informazione fonda il suo statuto. La dialettica tra democrazia diretta, democrazia rappresentativa e democrazia mass-mediatica – ora anche elettronica!- pone problemi originalissimi, come ebbi modo di dire in Consiglio Comunale, agli Amministratori attivi, ai Consiglieri Comunali e anche a chi esercita il ruolo di informazione e di formazione dell’opinione pubblica. Sia nelle macro sia nelle micro realtà, in vicinanza o in lontananza, in presenza o attraverso collegamenti telematici.
Sono argomenti che non riguardano solo gli organi nazionali o internazionali o sopranazionali, ma anche gli Enti Locali la cui ‘geografia’ dall’elettronica è stata ridisegnata.
Forse ancora confusamente. Comunque trasformata. Per cui potrebbe non avere alcun senso essere presente da amministratore a una seduta del Consiglio e avere un effetto politicamente più importante la presenza ad una trasmissione tv o la partecipazione ad un convegno o a un seminario di studi.
Le azioni politiche devono essere sempre motivate da atti trasparenti che poi chi di competenza valuterà. Auspicabilmente con mente serena e con la giusta dose di responsabilità istituzionale. In modo ‘politicamente corretto’. Ché lo scherzo è bello se condotto nelle sedi appropriate. Anche se Roberto Benigni ha saputo scherzare addirittura dentro un ‘Campo di concentramento’. Ma di Benigni purtroppo, o fortunatamente, ce n’è solo uno!


Autore : Luciano Vullo

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