notizia del 16/02/2013 messa in rete alle 21:53:17

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Ipotesi di complotto sulla vicenda Timpanelli
Domenico Timpanelli (nella foto)non ci sta e lancia all’opinione pubblica la sua verità riguardo alla vicenda che lo ha visto protagonista e presunta vittima di un complotto. Tutto ciò in rispetto del lavoro ancora in corso nei palazzi della giustizia e per evitare che l’opinione pubblica a cui si rivolge non abbia una visione distorta dei fatti.
Secondo quanto asserisce l’interessato in una dettagliata nota inviata alla stampa, il pubblico ministero Silvia Benetti ha chiesto una proroga d’indagini in merito al reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio, contestatogli in data 27 aprile 2012, dopo che, dietro il passante della ruota anteriore sinistra della sua autovettura parcheggiata in strada, venne rinvenuto un involucro a forma di cubo contenente 482 grammi di hashish e 5 grammi di cocaina. Timpanelli, 47 anni, insegnante presso una scuola elementare di Gela, finì in carcere con l’accusa di detenzione ai fini dello spaccio. Si è sempre dichiarato vittima di una trappola ed anzi ha pubblicato sulla sua pagina www.facebook.com/innocentedigela i suoi interrogatori ed i dispositivi del Tribunale di Gela.
Domenico Timpanelli sarebbe ritiene di essere stato incastrato per impedirgli di portare all'incasso un assegno da 250 mila euro rilasciatogli da un operatore finanziario a garanzia di un investimento che l'insegnante avrebbe fatto ma che – ahilui! – si sarebbe a quanto pare rivelato una truffa.
L'assegno poi risulterà scoperto. Ma il promoter lo ha denunciato accusandolo di usura. Timpanelli espose ai magistrati la sua verità e i suoi sospetti e dopo 18 giorni di carcere, su richiesta del pm, ottenne gli arresti domiciliari e la restituzione dell'assegno.
Nel provvedimento, il gip Lirio Conti ritenne sussistenti dati ed elementi che "concorrono a suffragare la tesi del complotto" scrivendo che le indagini avevano permesso di accertare che quella droga avrebbe potuto collocarla chiunque e che c'erano persone interessate a "fare in modo che lo stesso non potesse incassare la somma indicata nell'assegno". Timpanelli, che oggi è libero ma sospeso dall'insegnamento, sta riscontrando molte difficoltà nelle relazioni sociali e di lavoro, per cui si è visto costretto ad esporre la sua versione dei fatti.
Autore : Redazione Corriere
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