notizia del 07/07/2013 messa in rete alle 21:52:21

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Calcio e solidarietà, pienone al Presti
Il rispetto della legalità in tutte le sue forme. È questo il messaggio che si è voluto portare avanti con il convegno sul “Calcio scommesse e la riforma della giustizia sportiva” e con “ La partita nel cuore”, che si sono svolti rispettivamente e il 28 e il 29 giugno, nella città di Gela.
I due eventi sono stati patrocinati dall’associazione Antiracket “G. Giordano di Gela” e dal comune di Gela (Assessorato sport, turismo e spettacolo).
Il convegno che si è svolto a Villa Peretti e a cui hanno partecipato, oltre alle autorità civili e militari della città, personaggi di spicco della magistratura e della politica, ha incentrato la propria attenzione sulla piaga delle scommesse nell’ambiente calcistico, partite pilotate e giro di denaro che ogni anno produce milioni di introiti illeciti.
«L’Italia è un Paese malato – ha detto il magistrato Piero Calabrò, che ha moderato gli interventi della serata – e il calcio, che richiama numerosi interessi, è anch’esso malato. I controlli preventivi non sono efficienti. C’è in atto un inquinamento delle menti, delle coscienze e dei comportamenti. Le regole ci sono, ma bisogna cambiare l’etica delle persone».
Per il presidente del Coni, Giorgio Scarso «si ritiene necessaria un’efficace operazione culturale per combattere tale cancro». Mentre per il legale della Juvenus Luigi Chiappero, «le sentenze devono essere più giuste e i processi devono essere eseguiti con una tempistica che dia delle garanzie».
Tra i relatori, oltre a Tano Grasso e Ciro Angelillis, sostituto Procuratore Repubblica di Bari che ha indagato sulla calciopoli barese, presente il senatore Felice Casson, vice presidente della Commissione giustizia, che nel dicembre scorso ha firmato il disegno di legge della giustizia sportiva.
«Lo sport deve essere tutelato – ha detto il sen Casson – fin da quando si comincia a praticarlo e ciò deve essere mantenuto durante le sue varie evoluzioni, in modo che ci sia pulizia, trasparenza e correttezza, nel gioco e nella gestione del gioco».
Ha avuto lo scopo di sensibilizzare oltre alla cultura della legalità, anche a quella della solidarietà, La partita nel cuore, e ci è riuscita molto bene, visto il numeroso pubblico che ha riempito la tribuna dello stadio Presti. Infatti erano in oltre 3 mila ad assistere al triangolare di calcio: famiglie intere, anziani e bambini. Non si vedeva lo stadio così pieno di gente dai tempi delle partite del Gela Calcio.
Sono scesi in campo, per l’occasione, componenti della Nazionale italiana magistrati, della Nazionale calcio tv, e della stessa associazione Antiracket del comune di Gela, che è risultata la vincitrice del macht con quattro reti segnate da Giovanni Russello, Ivan Di Dio, Michele Termini e Dario Di Dio.
Una vittoria che ha suscitato qualche polemica da parte del magistrato Piero Calabrò che non ha gradito che nella squadra gelese vi fossero troppi ex calciatori professionisti.
Ma a indossare i pantaloncini nella squadra dell’antiracket sono stati tra gli altri anche il sindaco Angelo Fasulo, il neo dirigente della squadra Anticrimine della questura di Agrigento, Giovanni Giudice, il gip del tribunale di Caltanissetta, Lirio Conti, il commissario della Polizia di Gela, Angelo Bellomo e lo stesso Renzo Caponetti, presidente dell’associazione gelese. Comunque il risultato nel campo è stato la cosa meno importante, gli applausi sono stati per tutti.
Mattatore dell’incontro è stato il Gabibbo di Striscia la Notizia. Ovazioni per Capitan Ventosa, Jimmy Ghione e Federico Stragà.
La partita è stata preceduto da uno show, che ha avuto come protagonisti artisti locali, condotto da Salvo La Rosa e Florinda Vicari. Dal coro polifonico gelese Soundrice dell’Accademia delle Arti Sceniche, reduce del successo della trasmissione televisiva Italia’s got talent, al piccolo artista Andrea Infurna, lanciato dalla trasmissione Ti lascio una canzone, da Promise Land Gospel Choir, 50 elementi preparati Luca Pitteri, alla Scuola di danza EniGroup, diretta dalla maestra Claudia Abbate, un grande spettacolo made in Gela, che ha fatto da cornice all’evento, il tutto coordinato da Massimo Cavallaro. Grande entusiasmo è stata espressa da Renzo Caponetti, che ha sottolineato ai nostri ospiti come Gela negli ultimi anni sia diventata una città migliore e come il successo della serata abbia dimostrato la voglia di un riscatto da parte della popolazione gelese.
Prima della partita, delegati delle tre squadre sono state ricevute dal sindaco Angelo Fasulo che ha consegnato loro una scultura rappresentante il logo celebrativo dei 2700 anni della città.
Purtroppo però i nostri ospiti, nella loro permanenza nella nostra città, non hanno avuto l’occasione di ammirare la Gela antica, in quanto il museo archeologico era chiuso per disinfestazione dei locali, e le Mura timoleontee inaccessibili per il forte vento di quei giorni. Un’ennesima occasione persa per Gela, che riesce a comunicare all’esterno solo i suoi aspetti negativi.
Il ricavato della vendita dei biglietti sarà destinato all’acquisto di presidi da donare a quattro associazioni di volontariato che operano nel territorio gelese: il Pungolo e Progetto H, che si occupano dell’integrazione sociale dei diversamente abili, Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporti malati a Lourdes e santuari internazionali) e Aipamm (Associazine italiana pazienti con malattie mieloproliferative).
Produttore dei due eventi è stato Gianni Filippini.
Autore : Redazione Corriere
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