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notizia del 18/12/2010 messa in rete alle 21:43:28
Gang antidroga con a capo una donna
Carriera si, ma non era forse quella che desiderava fare. Una donna al centro di un’organizzazione criminale dedita al traffico ed allo spaccio di cocaina. L’hanno sgominata i carabinieri del Reparto Territoriale di Gela. Quattordici arresti, tra cui Morena Fidone, ufficialmente casalinga, 31 anni. L’accusa per lei e per i suoi sodali è grave: traffico e spacio di cocaina. Assieme al marito Massimo Vella, chiamato “‘u virdignu”, probabilmente per il colore olivastro della sua carnaggione, 36 anni, e gli altri dodici, sono finiti dentro. .
L’operazione dei militari dell’Arma è stata denominata “fact-ice”, presa in prestito dal gergo degli spacciatori, che chiamano “fattais” la cocaina. Sostanza che veniva acquistata e venduta anche a prestito. I malviventi finiti nella rete della giustizia commerciavano anche hashish. Insomma, ce ne era per tuti i gusti. Bastava chiedere e pagare, a nche a rate. .
Le ordinanze di custodia cautelare per tutti e quattrodici sono state eseguite con provvedimento del giudice per le indagini preliminari Veronica Vaccaro. Il coordinamento è stato del procuratore della repubblica del Tribunale di Gela, Lucia Lotti, che con questa operazione, dopo quella dei mesi scorsi che ha colpito decine di costruttori edilizi abusivi, ha inferto un duro colpo alla criminalità organizzata. .
Il ruolo della Fidone è stato centrale. Una vera manager, giusto per usare un ruolo maschile. Tale era la sua forte personalità, capace di oscurare, con la sua determinazione e le sue capacità “imprenditoriali”, la figura del marito, che pure aveva il suo gran da fare per tenere in piedi l’intera organizzazione, in attività da diverso tempo. .
L’operazione è scattata nella notte tra lunedì e martedì, a Gela, Palermo e Catania. Arresto notificato in carcere, a Ragusa, solo per il tunisino, detenuto per reati connessi allo spaccio di droga. Quasi tutti erano vecchie conoscenze delle forze dell’ordine. Gli unici nomi nuovi, Morena Fidone e Giuseppe Romano. Per alcuni, oltre al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e associazione per delinquere, è scattata l’accusa di rapina. .
Le indagini, protratte per un periodo complessivo di circa 8 mesi, prendono il via nell’aprile del 2009 dall’osservazione di alcune compravendite di stupefacente nel centro storico di Gela. Scaturiva, quindi, una penetrante attività di indagine condotta a 360 gradi dai militari del Reparto Territoriale, all’esito della quale è stata, in tempi brevi, individuata e smantellata un’attiva rete di spacciatori responsabili di aver quotidianamente riversato sul mercato, con notevole guadagno, quantità cospicue di cocaina e hashish, così costituendo uno dei punti di approvvigionamento più importanti della Sicilia sud-orientale. Inoltre sono state identificate le principali fonti di reperimento dello stupefacente. .
Successivamente, il baricentro delle investigazioni si è spostato sulle figure di Vella Massimo e Vizzini Francesco e su quelle dei soggetti gravitanti intorno a loro: in tale contesto una partecipazione significativa è stata fornita anche dalla moglie del Vella, rivelatasi non solo a conoscenza delle attività illecite del marito, ma anche attiva nel fornire consistenti supporti logistici, soprattutto in occasione di alcune trasferte nel catanese e nel palermitano. .
Monitorando le attività del Vella Massimo sono stati individuati tre distinti punti di approvvigionamento: il primo nella città di Catania per l’acquisto di cocaina, il secondo su Palagonia (Catania), dove il Vella incontrava tale Licciardino Giuseppe per reperire la cocaina e infine a Palermo dove sempre il Vella si riforniva da tale Griffo. Vella Massimo ha sviluppato la sua attività in modo frenetico, costantemente teso alla ricerca di cocaina da piazzare sul mercato gelese; i quantitativi di 15 grammi di cocaina venivano approvvigionati con un ritmo frenetico in seguito a continue trasferte, ogni 2-3-giorni e anche più. .
Di significativa estensione si è rivelata anche la rete di acquirenti intessuta da Vella, risultato ottenuto grazie ad una brillante capacità di coltivare relazioni interpersonali e di conquistare la fiducia di consumatori abituali e potenziali nuovi clienti. .
Il terzo nucleo attorno al quale si sono concentrate le indagini trae origine dall’osservazione di alcuni soggetti soliti incontrarsi sempre con il Vella come, ad esempio, Salsetta Francesco. Veniva così evidenziato un nuovo flusso di sostanze stupefacenti - soprattutto di hashish - senza dubbio tra i più rilevanti tra quelli emersi nelle indagini degli ultimi tempi sull’area gelese e su quella immediatamente circostante. Il fulcro del traffico che alimentava gli spacciatori gelesi è stato identificato in un soggetto di nazionalità tunisina, residente nell’area agricola alle porte di Vittoria (Ragusa): Mnasser Mahmoud. .
Le indagini hanno poi consentito di accertare incidentalmente la commissione di una rapina in danno di una prostituta, avvenuta sulla SS 117 Gela-Catania di cui si è reso protagonista Susino Emanuele, che dopo averla malmenata, le sottraeva la borsa contenente documenti personali e 300 euro. .
Le 14 misure coercitive sono state eseguite nei confronti di: Fidone Morena, nato a Gela, classe 1979, ivi residente; Vella Massimo, inteso “u virdignu”, nato a Gela, classe 1974, ivi residente; Cannavò Giacomo, alias Massimo, nato a Catania del 1973; Catania Marco, inteso “u surciu”, nato a Gela del 1982, ivi residente; Cuvato Davide Salvatore, nato a Gela, classe 1990, ivi residente; .
Griffo Vittorio, nato a Palermo, classe 1976, ivi residente; Licciardino Giuseppe, nato a Catania, classe 1980, residente a Palagonia (Catania); Manna Danilo Emanuele, nato a Gela, classe 1991, ivi residente; Mnasser Mahmoud, nato a Mokine (Tunisia), classe 1974, domiciliato Vittoria (Ragusa); Romano Giuseppe, inteso “Patata”, nato a Gela, classe 1981, ivi residente; Salsetta Francesco, nato a Gela, classe 1990, ivi residente; Susino Emanuele, nato a Gela, classe 1977, ivi residente; Vizzini Francesco, nato a Gela, classe 1982, ivi residente; Vizzini Luca, nato a Gela, classe 1985, ivi residente. .
Tutti sono stati tratti in arresto in Gela ad eccezione dei sottonotati: Griffo, tratto in arresto a Palermo; Licciardino a Palagonia (Catania); Cannavò a Catania; Mnasser si trovava già detenuto nel carcere di Ragusa, sempre per reati in materia di sostanze stupefacenti.
Autore : Redazione Corriere
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