notizia del 25/10/2009 messa in rete alle 21:40:20

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Obiettivi dell’Asi: gestire in maniera razionale e produttiva le risorse acqua, aria e rifiuti
Come selezionare i progetti ecologicamente sostenibili in un area ad alto rischio di crisi ambientale? Più in generale, è possibile coniugare ambiente e sviluppo?
E’ questo il campo di esplorazione di uno studio-ricerca per la creazione del modello informativo sui fattori ambientali a supporto dei processi decisionali che l’Asi di Gela ha completato di recente. Lo studio analizza, in particolare, la gestione dei rifiuti, delle acque e dell’inquinamento atmosferico nell’area di Gela. La realizzazione del modello si è resa necessaria per la corretta redazione delle valutazioni ex-ante prescritte per la selezione, l’implementazione e per la presentazione dei progetti da realizzarsi nell’area industriale e nel comprensorio. La sostenibilità ambientale è, infatti, ormai uno dei maggiori parametri di selezione, valutazione e finanziamento dei progetti (con finanziamenti comunitari ma anche nazionali e regionali) e ciò è ancor più ineludibile in un’area già ambientalmente compromessa come quella di Gela da tempo dichiarata ad alto rischio di crisi ambientale.
L’obiettivo primario del progetto è quello di costruire, mediante la realizzazione di un modello di dati, una dotazione informativa capace di orientare le scelte, pubbliche e private, in tema di politiche ambientali e di sviluppo sostenibile, attraverso una lettura economico-aziendale delle principali variabili che caratterizzano la gestione dei rifiuti, delle acque e dell’aria, nell’Area ad Alto Rischio Ambientale di Gela, analizzando in modo specifico le relazioni tra risorse, attività e obiettivi. In particolare le relazioni tra fondi strutturali (Fas, Fesr, PON, ecc.) ed azioni concrete di sviluppo legate ad una attenta analisi territoriale. Il lavoro si sviluppa in quattro parti che permettono, partendo da un’analisi di contesto, di pervenire ad un sistema informativo ambientale dell’area industriale di Gela. Sistema informativo che farà da supporto per le decisioni strategiche dei vari policy maker.
Questo studio finanziato dal presidente della regione Raffaele Lombardo – come apprendiamo nell’intervista che segue rilasciataci dal presidente Asi di Gela Peppe Pisano – è stato presentato nel corso di un convegno sul tema “L'Area ad Alto Rischio di Crisi Ambientale di Gela: criticità e strategie di innovazione per lo sviluppo sostenibile del territorio”, svoltosi nella sala conferenze del Centro direzionale Asi di Gela, venerdì 16 ottobre scorso ed al quale ha partecipato, tra gli altri, il presidente della Provincia di Caltanissetta, on. Giuseppe Federico.
Hanno relazionato: Margherita Poselli (Prof. Ordinario di Economia Aziendale dell’Università di Catania); Francesco Liardo (Dipartimento Innovazione e Tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri); Lorenzo Bonardi (Direttore Dipartimento Economia Ambientale dell'ARPA Lombardia); Alessandro Battaglino (Amministratore Delegato EnviPark di Torino); Giuseppe Di Dio (Dipartimento Innovazione e Tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri); Pietro Testaj (Dirigente ARPA Sicilia).
Il convegno, molto partecipato, è riuscito a fornire risposte ed analisi dell’ambiente, che si possono così sintetizzare:
Necessità, nella nostra area che comprende anche Butera Niscemi e Mazzarino, di:
– dare un impulso alla raccolta differenziata per creare energia dai rifiuti;
– creare una cultura ambientalista per offrire un modello ecocompatibile alle istituzioni ed alle giovani generazioni;
– optare per la bioedilizia (utilizzando legni anziché calcestruzzi) come avviene nell’Envipark di Torino;
– sfruttare la grande risorsa del sole siciliano per creare energia alternativa pulita creando un’inversione di tendenza nella produzione di energia che a Gela si avvale di processi ormai obsoleti come avviene nello stabilimento petrolchimico, fermo ancora ai metodi di 50 anni fa.
“Abbiamo condotto l’analisi – ha affermato la coordinatrice del progetto, Margherita Poselli, ordinario di economia aziendale all’Università di Catania – fornendo gli strumenti metodologici per aiutare gli attori principali che compiono decisioni che incidono sull’ambiente ad evitare danni ulteriori. Inoltre, è fondamentale creare la cultura dell’ambiente nei giovani”. Lorenzo Bonardi, dirigente del settore territorio e sviluppo sostenibile dell’Arpa Lombardia ha detto che bisogna tenere conto di tre fattori fondamentali per sviluppare energie alternative: a) i rifiuti, i cicli dei prodotti reflui ed agroalimentari. b) le relazioni in tema di energie; c) l’intercettazione dei finanziamenti pubblici specifici.
Per saperne di più abbiamo intervistato il presidente dell’ASI di Gela Peppe Pisano.
– Presidente Pisano, cosa vi ha indotto a organizzare questo convegno?
“Esso nasce dopo la conclusione di uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori, finanziato dal Presidente della Regione per permettere all’ASI di Gela di realizzare una banca dati che potesse orientare le scelte di chi governa per una gestione più ecocompatibile di aria, acqua e rifiuti nell’area industriale. Non tanto e solo dal punto di vista ambientale, quanto anche della possibilità economica di utilizzare questi tre fattori importanti”.
– In cosa consiste l’importanza di questi tre elementi, aria, acqua e rifiuti che a Gela hanno costituito sempre un grosso problema ingovernabile per la tutela della salute?
“Lei comprenderà che se i rifiuti vengono gestiti in una certa maniera si può produrre energia. Oggi per realizzare economie e cicli integrati si punta sulle nuove tecnologie. Per capirne di più abbiamo individuato due ricercatori di Piemonte e Lombardia che abbiamo invitato a relazione al convegno. Le anticipo la notizia che con loro abbiamo già aperto un canale di collaborazione in quanto hanno già affrontato queste tematiche sviluppandole in senso economicamente e ambientalmente valide”.
– Dopo questo studio e a seguito della collaborazione dei due ricercatori, che tipo di iniziative ritenete di dovere intraprendere sul piano operativo?
“Riteniamo di dovere costruire un’area industriale ecologicamente produttiva. Con questo studio, messo in relazione con le azioni dei fondi che l’Unione europea destina all’Europa, noi incominciamo ad individuare tutti i finanziamenti disponibili e le azioni da intraprendere nell’ambito di una specifica progettualità”.
– Ritenete che l’immobilismo passato possa essere rimosso con queste azioni?
“Certamente. Il nostro obiettivo è quello di fare dell’ASI di Gela un polo di innovazione tecnologica, così come a Torino. Presupposto perché un’impresa possa competere e andare avanti nei suoi programmi di investimenti è il trasferimento tecnologico dalla ricerca all’impresa stessa. Considerato che si parte da una raffineria che è un polo energetico importante, vorremmo continuare questo processo riempiendo quest’area di contenuti facendola diventare un polo energetico più completo comprendendo anche le fonti rinnovabili”
– Le aree attualmente disponibili sono sufficienti per portare a compimento questo obiettivo?
“Sicuramente. Da una ricognizione sommaria possiamo affermare che c’è abbastanza posto sia per insediamenti industriali sia per impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili”.
– Vuole essere più preciso riguardo alle imprese che dovranno produrre secondo questa logica?
“Il riferimento è ad imprese della filiera energetica delle fonti rinnovabili”.
– Quindi aria, mare e sole. O c’è altro?
“Personalmente sto portando avanti un discorso che ritengo molto interessante sull’idrogeno. Di qui a qualche mese l’Asi di Gela entrerà in un gruppo di interesse europeo che si occupa di idrogeno. Si tratta dell’unico soggetto che interloquisce con la commissione europea. In Sicilia ci sono tutte le condizioni per portare avanti questo discorso”.
– A conclusione del vostro convegno che ragionamenti avete tratto e che obiettivi vi siete posti?
“Soprattutto gestire in maniera razionale ed economicamente produttiva la risorsa acqua, aria e la risorsa rifiuti. Nonché la realizzazione di un distretto energetico. Riteniamo che così operando, le nostre imprese avranno tutte le caratteristiche per essere ecocompatibili”.
– I prossimi passi quali saranno?
“La progettazione. Incontreremo a breve i vari attori del territorio, i sindaci e tutti i portatori di interessi per organizzare un’unica strategia sull’area industriale di Gela che, naturalmente, comprende anche Niscemi, Butera e Mazzarino”.
Autore : Redazione Corriere
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